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All’Expo di Milano è la giornata del Savana burger

Set 15th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Savana BurgerMercoledì 9 settembre l’Expo Milano si è vista protagonista di un gemellaggio culinario decisamente particolare: i responsabili del padiglione dello Zimbabwe in collaborazione con Angelo Paganin, Massimo Tremea e Francesco Paganin, rispettivamente titolare, chef ed sousschef dell’agriturismo bellunese “Bon Tajer”, hanno ideato l’innovativo “Savana Burger” che unisce sapori tipicamente africani con quelli della selvaggina caratteristica bellunese. Si tratta infatti di un hamburger realizzato con carne di coccodrillo, zebra e struzzo, oltre che dai nostrani cinghiale, manzo e cervo rosso.

Un piatto italo-africano che sta già riscuotendo notevole interesse e curiosità fra i visitatori che affollano il padiglione dello Zimbabwe all’Expo di Milano. La cultura passa certamente anche dalla gastronomia, in grado di esprimere sapori e tradizioni di paesi profondamente diversi; di conseguenza anche l’integrazione e l’accettazione delle diversità, passano per queste ambiziose sperimentazioni culinarie, ma anche dalle collaborazioni trasversali e dallo scambio reciproco di conoscenze.

Il console dello Zimbabwe ha suggellato questo gemellaggio con una visita al locale bellunese. C’è grande attesa anche per la carne di pitone, lo Zimbabwe sta infatti attendendo i permessi dell’unione Europea per l’importazione esclusiva di questa carne esotica. Dopo la zebra con polenta ed il Savana Burger, quali abbinamenti si inventeranno i nostri chef bellunesi?

L’Agriturismo Bon Tajer di Lentiai non è nuovo ad iniziative culturali curiose ed originali, e si è lanciato in quest’avventura che arricchisce l’esperienza e la ricerca gastronomica che, da anni, caratterizzano il noto locale bellunese.

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One comment
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  1. Mi sembra una idea azzeccata che potrebbe favorire l’allevamento nei paesi d’origine degli animali che per noi sono esotici, ma per chi abita in Africa sono come gli animali domestici da noi. Potrebbe essere l’inizio di una piccola attività in grado di dare lavoro ad alcune persone. Quando abbiamo fatto conoscere a Sololo la macchina da cucire (tra l’altro portata di contrabbando) abbiamo fatto nascere un’attività che oggi sta dando lavoro ad una decina di donne. Mi sembra il modo migliore per fermare la fuga da quel continente.
    Auguri e complimento agli ideatori.