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Cultura. D’Incà: “Giù le mani dalle biblioteche di Belluno e Rovigo”

Set 14th, 2015 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Prima Pagina
Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

I Sistemi Bibliotecari Provinciali (SBP) delle province di Belluno e di Rovigo, che da vent’anni svolgono un’attività imprescindibile per il territorio, sono minacciati di chiusura, perché la cultura non rientra più tra le funzioni fondamentali delle province e la Regione Veneto tarda ingiustificatamente a decidere chi dovrà occuparsene La Provincia di Belluno, a causa dei tagli legati alla legge di stabilità e dell’incertezza della conferma delle proprie funzioni, non ha più le risorse necessarie per tenere in piedi il SBP che coordina le biblioteche del Bellunese. “Si sta parlando di una rete di 65 biblioteche di cui 41 comunali, 9 scolastiche e 15 speciali” spiega il deputato Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle. Un sistema che nel 2014 ha garantito a 17mila utenti di ottenere 151mila prestiti di libri, dvd e cd, di cui 10mila prestiti interbibliotecari, realizzando un risparmio per la collettività di quasi 3 milioni di Euro.

Nel 2009 il trasferimento per questo capitolo di spesa ammontava a circa 60mila €; è stato progressivamente ridotto per scendere a 6mila € nel 2015 e 0 € per il 2016. In molte zone periferiche del territorio le biblioteche sono l’unico centro culturale del comune: non ci sono né librerie né cinema né teatri né altri luoghi di aggregazione culturale in zone come la Valzodana, il Cadore, l’Agordino o l’Alpago e l’utenza del prestito interbibliotecario è maggiore nelle biblioteche periferiche.

“Cancellare questo servizio significa togliere la possibilità agli utenti di utilizzare l’intero catalogo provinciale” denuncia il deputato bellunese. Con la chiusura del SBP verrebbe meno una parte importante dei servizi fino ad oggi forniti gratuitamente dalle biblioteche agli utenti, servizi che finirebbero ridimensionati o messi a pagamento: come il prestito interbibliotecario. I piccoli Comuni, che non dispongono di risorse finanziarie per sostenere i servizi delle biblioteche civiche, solo grazie al sistema provinciale possono dare ai propri residenti l’opportunità di non essere cittadini di serie B. E le biblioteche dei comuni più periferici, senza il supporto del SBP, rischierebbero l’immobilità se non addirittura la chiusura. Inoltre non saranno solo le biblioteche a risentire dei tagli dei trasferimenti perché gli stessi uffici, oltre che della rete delle biblioteche, si occupano della rete museale: senza risorse chiuderà anche il Museo Etnografico di Seravella e l’Istituto Culturale Ladino.

“Data la gravità delle conseguenze che ne verrebbero dalla chiusura di questi servizi ho ritenuto opportuno sollecitare, dopo l’interrogazione inviata in primavera al Ministro dei beni culturali, l’On. Dario Franceschini, anche il governatore del Veneto Luca Zaia, agli assessori alla cultura Cristiano Corazzari, all’istruzione e pari opportunità Elena Donazzan, ai servizi sociali Manuela Lanzarin e al bilancio Gianluca Forcolin” spiega D’Incà che nell’interrogazione ha illustrato la situazione sia della Provincia di Belluno che di Rovigo.

“Ritengo sia il caso istituire urgentemente un tavolo di confronto tra Stato e Regioni per salvaguardare i sistemi bibliotecari provinciali con un intervento legislativo adeguato – continua D’Incà – assieme alla necessità di provvedere alla definizione delle competenze dei servizi culturali, fino ad oggi in capo alle Province, poiché allo stato attuale queste funzioni non sono né del tutto riconducibili alle funzioni fondamentali oggi previste dalla legge, né sono state adottate su delega o per conferimento regionale. Considerato che si tratta di un servizio pubblico che funziona e che genera risparmi a favore dei bilanci comunali, non può e non deve essere chiuso né ridimensionato per mancanza di fondi o personale” conclude D’Incà.

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