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Unificazione Ulss Belluno e Feltre. Alessandra Buzzo: “La specificità passa anche per la sanità”

Set 8th, 2015 | By | Category: Prima Pagina, Sanità
Alessandra Buzzo

Alessandra Buzzo

“Basta parlare di vuota specificità: è una parola che va riempita di contenuti, e uno di questi contenuti si chiama sanità. Ne sono convinta, ed è quello che ho ribadito ai membri della commissione regionale”: così Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano di Cadore, vice-presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 1 e candidata alle ultime elezioni regionali nella lista Bard-Veneto Civico, al rientro dall’audizione a Venezia sul tema sanità.
E’ toccato a lei portare in quinta commissione regionale il documento votato dai sindaci dell’Ulss 1 che boccia la proposta dell’unificazione delle due aziende sanitarie provinciali.

“E’ stato fondamentale far uscire un territorio unito, ed è quindi importante aver portato al presidente della commissione un documento simile a quello redatto dai colleghi feltrini. – spiega Buzzo – Si deve capire la specificità di questo territorio, riconosciuta dalla Regione Veneto; ai membri della commissione ho detto che non importa se sono stufi di sentir parlare di specificità della Provincia di Belluno: solo chi vive in montagna ne conosce i problemi, ed è tempo di passare dalle parole agli atti concreti”.
“Finalmente il Bellunese si è fatto sentire a Venezia con un’unica voce. – commentano dal Bard – I sindaci delle terre alte hanno fatto valere le loro ragioni nella conferenza dei sindaci dell’Ulss 1, ottenendo un chiaro no alla fusione delle Ulss bellunese e feltrina, ricompattando il fronte dei primi cittadini dopo la frattura con i sindaci del Feltrino. Ora Venezia sa che la provincia di Belluno non vuole e non può sopportare un’unica azienda sanitaria. Pensiamo sia poi significativo – aggiungono dal direttivo – che a rappresentare l’Ulss 1 sia stata Alessandra Buzzo: una donna in grado di unire le coscienze del territorio di montagna, una donna che continuiamo a considerare “consigliere regionale eletta”, a prescindere dalla decisione del 18 novembre del Tar”.
“La battaglia – concludono dal movimento – non è però finita: questa presa di posizione unitaria non porterà allo stop della manovra di fusione. Poi ci sarà da discutere ancora su tutti gli altri temi della riforma: l’unificazione potrebbe portare nel lungo periodo al taglio dei servizi, ma la nascita dell’ “azienda zero” è già da subito una mazzata per l’autonomia della sanità sul territorio, senza dimenticare la cancellazione dei direttori dei servizi sociali, funzione fondamentale in un territorio difficile come quello montano”.
L’impegno su questo di autonomisti e sindaci non mancherà, come assicura la stessa Buzzo: “Si parla tanto di federalismo, ma questa riforma è il simbolo del centralismo. Ci preoccupa la nascita dell’azienda zero, con troppo potere in mano ad un unico dirigente; non è con l’unificazione delle Ulss e l’eliminazione di pochi dirigenti che si fa la differenza. Infine, la mancanza di un dirigente dei servizi sociali potrà avere ricadute disastrose sui comuni e sui cittadini, che vedrebbero mancare sempre più servizi”.

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8 comments
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  1. “L’eliminazione di pochi dirigenti”?
    Per favore cerchiamo di guardare ad un orizzonte più ampio.
    Infatti la semplificazione di vertici apicali amministrativi non sarebbe l’unica evenienza.
    Pensiamo agli uffici relativi, il tutto quantificabile in circa 1.500.000i € annui,

    E poi è’ giusto sapere ad esempio che l’Ulss 13 Mirano, sorta dall’accorpamento di due precedenti, con 271.000 utenti, dispone di 26 primari (uno ogni 10.423 utenti) Attualmente le due Ulss bellunesi totalizzano circa 210.000 utenti con 57 primari (uno ogni 3.684).
    La tabella delle retribuzioni 2013 della Ulss 1 Belluno riporta stipendi lordi dei primari variabili da 100.000 a 130.000 €. Quindi anche in questo campo i risparmi sarebbero notevoli. Il confronto con Mira porterebbe ad una cifra di milioni di €.

    Ma lo stesso si può verificare in altri settori. Ad esempio in campo amministrativo e logistico ci si avvicina alla cifra di 1.000.000€.
    Prima di parlare sarebbe opportuno informarsi dettagliatamente sulla realtà.

  2. Questa statista ha fatto pure ricorso per andare in regione veneto… stia a casetta che è meglio per tutti i bellunesi

  3. Più che altro sembra una festicciola di campanili

  4. Mai quanto sono stati puerili gli odg votati dal c.c. di Belluno, o le dichiarazioni di illuminati ed autorevoli personalità bellunesi che in nome dei tagli e di una sanità più efficiente esortano all’unificazione delle Ulss. Mi chiedo se non è altrettanto campanilistico voler accentrare a Belluno la sanità giustificando il tutto con la scusa di tagliare costi e sprechi. Uno specchietto per le allodole, del resto dalla lenta morte dei nosocomi di Auronzo, Pieve, Cortina, Agordo e magari Feltre chi ci guadagna… è così che il capoluogo di una provincia come la nostra deve ragionare? Solo per sentirsi onnipotenti e sognare di diventare un ospedale “hub”. Mors tua vita mea…

  5. Si da il caso che la Pasionaria di santo stefano di cadore cosi come il Bard alle regionali erano candidati in una lista in appoggio alla candidata del PD Alessandra Moretti la quale prometteva la riduzione delle usl a 8 in realtà a 7 aveva sbagliato a fare i conti, sia il Bard che la Buzzo non si sono mai opposti a questa eventualita visto che altrimenti non avrebbero appoggiato il PD che di fatto ad ora ha inglobato il BARD trasformandolo in BARPD, ora che questa signora venga a pontificare sul parere contrario al accorpamento delle usl suona un po da presa in giro ai bellunesi avesse almeno la decenza di stare zitta. http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2015/02/23/news/i-temi-della-moretti-impegno-per-il-lavoro-e-riduzione-delle-usl-1.10916461

  6. @gianni mellere
    adesso è colpa della Moretti…
    ma per piacere invece di parlare di Bard, Udc, Lega, Pd, Ncd ecc. siamo seri e cerchiamo di tutelare il nostro territorio, la nostra montagna, la nostra gente invece di arroccarsi su idiologie e programmi politici. Secondo te Zaia, la Moretti, Tosi sanno cosa vuol vivere 365 giorni tra le nostri valli e montagne? te lo dico io NO! Cerchiamo di salvaguardare una provincia che è sempre più povera di servizi e sempre più difficile da vivere invece di santificare o scarnificare questo o quel politico.

  7. Infatti per tutelare i servizi bisogna rinunciare a un po di poltrone distribuite dalla politica tipo i direttori generali delle usl ecc ecc è sempre piu povera di servizi perchè abbiamo politicanti stile Buzzo o Stile Barpd che oltre gli slogan non propongono nulla punto. La Buzzo e compagnia bella in campagna elettorale hanno detto il contrario di quello che oggi blaterano le chiacchiere stanno a zero e si che qualcuno di questi in Montagna ci vive non è che occorre viverci in Montagna abbiamo visto questi politiconi della montagna cosa hanno portato a Belluno.

  8. L’ unificazione delle due ULss della nostra provincia è un vero attentato alla sanità non solo bellunese, ma anche alle aree extraprovinciali del trentino, del vicentino e del trevigiano che fanno capo alla ULSS n° 2 di Feltre. Le eccellenze sanitarie che ha la la ULss n° 2 nelle sue entità dell’ ospedale di Feltre e dell’ ospedale di Lamon con il suo centro fisiatrico che è in questo settore uno dei migliori del Veneto vanno salvaguardate, anche perché non sono certo queste eccellenze sanitarie a costituire i costi e le spese superflue della sanità della regione Veneto. Tali super sprechi stanno nei super stipendi e nei loschi clientelismi dei politici che pilotano a loro piacere la sanità veneta, infischiadosene completamente delle problematiche del territorio montano e pigliando per allocchi le persone che lo abitano. Da parte dei politici bellunesi, devo dire che ci dovrebbe essere da parte loro un impegno più sincero, più forte e più grintoso per mantenere in vita le nostre due ULss della nostra già disastrata provincia.