Thursday, 14 November 2019 - 21:46
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

Porto d’Armi. Berlato annuncia una mozione sul diritto di legittima difesa

Set 7th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

sergio berlato eurodeputato pdl “Evidentemente per il Governo Renzi il problema della scarsa sicurezza nel nostro Paese è rappresentato dai cittadini onesti che detengono regolarmente delle armi in casa, e non dalla criminalità dilagante che utilizza per le rapine armi automatiche. Il caso Stacchio ci insegna qualcosa”: esordisce così il Consigliere regionale del Veneto e Presidente della 3° Commissione Sergio Berlato (FdI-AN-Mcr) , dopo le dichiarazioni del premier Matteo Renzi alla chiusura della festa dell’Unità di Milano, che ha dichiarato di avere pronta una legge per rendere difficile la detenzione delle armi in casa. “Abbiamo già avuto modo di constatare l’insipienza ed il pregiudizio ideologico di questo Governo in materia di sicurezza ed armi con l’inutile e ridicolo decreto anti terrorismo – prosegue Berlato – un provvedimento che non ha fatto altro che complicare la vita ai cittadini onesti ed incensurati che utilizzano e detengono le armi in maniera legittima, ma totalmente inefficace per colpire in maniera esemplare il mercato nero e gli arsenali della criminalità organizzata, e tantomeno il terrorismo di ogni matrice”.

“Renzi – insiste Berlato – non perde occasione per dimostrare come non abbia alcun interesse verso i più che motivati timori di larga parte dei cittadini italiani che ormai hanno la percezione di uno Stato che ha dichiarato la resa, e di conseguenza non è più in grado di provvedere alla loro sicurezza”. “In un Paese che opera continui tagli alle risorse destinate alle Forze dell’Ordine – sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia – che vede peggiorare quotidianamente una situazione già esplosiva legata alla totale incapacità di gestire il fenomeno migratorio, con i risultati visti anche recentemente nel caso dei coniugi uccisi a Palagonia, il tutto unito ad una criminalità che si fa sempre più violenta e spregiudicata, riteniamo che i cittadini abbiano il diritto di detenere armi in casa per garantire la propria incolumità, quella dei propri cari e dei propri beni ”.

“Il continuo attacco al settore armiero – prosegue il Consigliere Berlato – che rappresenta anche un’importante settore economico per il nostro Paese, dovrebbe ridestare dal torpore anche le categorie economiche e sociali che compongono il variegato mondo di chi utilizza le armi a vario titolo. Occorre far sentire con forza la voce dei milioni di cittadini onesti e, ricordiamo, dalla fedina penale perfettamente pulita, che non accettano di essere tratti con severità e rigore da un Governo che, al contrario, parrebbe usare il guanto di velluto con i criminali”. In conclusione, Sergio Berlato ha annunciato che “nei prossimi giorni presenteremo alla stampa una mozione già depositata presso il Consiglio regionale del Veneto sul diritto alla legittima difesa”.

Share

2 comments
Leave a comment »

  1. Sig.Berlato,
    perfettamente daccordo con lei.
    Sarebbe ora che realmente ci venisse data la posibilita’ di difendersi specialmente nella nostra proprieta’ privata. Qualcuno che venga scoperto all’interno di questa deve essere cosciente che difendo un mio diritto e possso sparare , la polizia se lo viene a prendere senza tante domande e come succede negli Stati Uniti ti ringrazia e ti rifonde anche il costo del proiettile/li. Mi auguro che riesca a cambiare le regole attuali visto che il normale cittadino non e’ RISPETTATO e PROTETTO mentre il delinquente SI!!!!!!

  2. fermo restando che le armi sono sempre pericolose specie se usate in modo improprio, bisogna riconoscere che a mali estremi, necessitano estremi rimedi, per cui la proposta del Signor BERLATO è condivisibile.
    Purtroppo viviamo in un mondo nel quale le persone per bene sono indifese e lasciate a se stesse, mentre sono tutelati i malfattori e delinquenti, tra l’altro anche protetti dalla privacy. Nell’antica Grecia i rei oltre a dover scontare la pena erano messi all’indice con il loro nome scolpito su una lastra di pietra posta alle porte di città paesi e villaggi. A Belluno venivano rinchiusi un una gabbia metallica appesa a un angolo di fabbricato sito in un crocevia dove tirava vento e alla mercè dei cittadini.