Thursday, 14 November 2019 - 21:56
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Belluno ancora nella top ten delle città più care nella classifica di Cittadinanzattiva sulle rette degli asili nido. La replica del sindaco Massaro: ” Belluno presenta la tariffa teorica più alta (€ 477), quando in realtà la tariffa media reale è di € 240, cioè ben € 96 in meno della media delle tariffe massime venete”

Set 4th, 2015 | By | Category: Riflettore, Società, Associazioni, Istituzioni

 

asilo-nido-via-mondinTrecentoundici euro, a tanto ammonta la retta media mensile per un bimbo iscritto all’asilo nido comunale. Un costo che incide del 12% sulla spesa sostenuta ogni mese da una famiglia media italiana e che varia, anche in maniera consistente, a livello regionale e provinciale. La regione più costosa la Valle D’Aosta (440 euro), quella più economica la Calabria (164 euro) che, rispetto al 2013/2014, ha però registrato l’incremento più consistente (+18%) a livello nazionale.

Fra i capoluoghi di provincia, solo 14 hanno aumentato le rette: l’incremento record a Cosenza (+117,3%), quello minimo a Trieste (+0,5%). Lecco la provincia più cara (515 euro), Catanzaro la meno cara (100 euro).
A rendere noti i dati su costi, disponibilità di posti e lista di attesa negli asili nido comunali è l’Osservatorio nazionale prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, che ogni anno fornisce un quadro nazionale delle spese sostenute dalle famiglie italiane in merito ai servizi pubblici locali (asili nido, acqua, rifiuti, trasporti pubblici).
Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana. L’analisi ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200€ e relativo Isee di 19.900€. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (amministrazioni comunali) relativi a tutti i capoluoghi di provincia e agli anni scolastici 2014/2015 e 2013/14).
On line su www.cittadinanzattiva.it l’indagine completa.

“Chiediamo di rilanciare nel dibattito pubblico italiano l’adeguamento alle esigenze, anche economiche, delle famiglie italiane del servizio educativo per la prima infanzia”, ha dichiarato Tina Napoli, responsabile delle politiche per i consumatori di Cittadinanzattiva, “alla luce anche di quanto raccomandato dalla Commissione Europea nel 2013 con il documento “Investire nell’infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale”, con cui appunto raccomandava agli stati membri di adottare politiche dedite anche a promuovere l’accesso a servizi di qualità a un costo sostenibile. E’ necessario”, ha continuato Napoli, “prevedere una maggiore flessibilità per i servizi, una revisione degli orari, un’offerta integrata con le molteplici ma disomogenee esperienze di welfare aziendale e di soluzioni alternative. Ripensare il modello di servizio è urgente per permettere di frequentare l’asilo ad un maggior numero di bambini e a costi sostenibili.”

Le città più care e quelle meno care
Nella top ten delle città più care, tra quelle che offrono il servizio a tempo pieno, si confermano, rispetto al 2013/14, Lecco, Sondrio, Belluno, Cuneo, Alessandria, Imperia, Cremona, Trento e Aosta mentre Mantova subentra a Bolzano.
Da segnalare che 4 sono in Lombardia, 2 in Piemonte, 1 in Trentino Alto Adige, 1 in Veneto, 1 in Valle d’Aosta e 1 in Liguria.
Per quanto riguarda le 10 città meno care (sempre tra quelle che offrono il servizio a tempo pieno) Macerata subentra a Foggia.

La regione che spicca per il più elevato numero di nidi pubblici è l’Emilia Romagna (619 strutture e 28.388 posti disponibili) seguita dalla Lombardia (597 nidi e 25.145 posti) che conta anche il maggior numero di asili e posti privati (rispettivamente 1.540 e 35.825).
Complessivamente in Italia il 42% dei nidi sono pubblici ed il 58% privati. Le percentuali per aree geografiche sono: Sud (46% pubblici e 54% privati); Centro (45% pubblici e 55% privati); Nord (40% pubblici e 60% privati)

Fonte: Cittadinanzattiva http://www.cittadinanzattiva.it/

Jacopo Massaro“Anche quest’anno l’assurda classifica di Cittadinanzattiva, rileva la tariffa massima degli asili nido comunali, anziché la tariffa reale pagata dagli utenti. – commenta il sindaco di Belluno Jacopo Massaro dalla sua pagina di Facebook –  Ne deriva che Belluno presenta la tariffa teorica più alta (€ 477), quando in realtà la tariffa media reale è di € 240, cioè ben € 96 in meno della media delle tariffe massime venete!

Gia l’anno scorso abbiamo chiesto a Cittadinanzattiva di rimediare a questo increscioso errore, ma nulla è cambiato.

Solo per dovere di informazione, il comune di Belluno prevede oltre 50 scaglioni Isee per garantire la massima progressività possibile. Tant’è che solo chi ha redditi altissimi paga il massimo (1 sola famiglia in tutta Belluno, e fino a qualche anno fa nessuno). Ne consegue, appunto, che mediamente la gente paga € 240, probabilmente la media più bassa del Veneto.

Comunque sia  – conclude Massaro – , ricordo che l’asilo nido comunale di Belluno eroga servizi di altissima qualità”.

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2 comments
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  1. Gli altri hanno sempre torto..”loro” invece mai

  2. più che teorica la tariffa è calcolata su un reddito di 44.000 euro lordi/anno… un reddito discreto ma non certo da nababbi. Il sottoscritto, bollettini alla mano, pagava, con un reddito più basso, oltre 450 €/mese (la quota varia a seconda dei mesi) per la frequenza dell’asilo nido di Mur di Cadola… vuoi vedere che ero io l’unico fesso di cui parla il sindaco?