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Accorpamento Ulss. Bard: “Meno servizi con l’Ulss unica”

Set 1st, 2015 | By | Category: Prima Pagina, Sanità
Movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti

Movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti

“Con l’Ulss unica, il destino è quello di vedere un crollo dei servizi della sanità in montagna, fino all’inevitabile discesa a Treviso”. Lo afferma in una nota il Bard, Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti.

“Oltre alle considerazioni sul taglio delle spese, che sfociano troppo spesso in demagogia – prosegue la nota del Bard – c’è da pensare agli sviluppi futuri. Rischiamo di rivivere quanto già visto con l’Ulss del Cadore: prima si decentrano gli uffici e l’amministrazione, poi si depotenziano le strutture. L’assessore regionale Coletto assicura che Venezia non intende tagliare ospedali o servizi in montagna, e non possiamo che credergli, ma nei prossimi anni saranno i numeri a condannare questa realtà”.
“Ogni anno lottiamo per mantenere i servizi negli ospedali di montagna, da Agordo a Pieve di Cadore, senza dimenticare le strutture di Auronzo o di Lamon. – spiegano dal Bard – L’Ulss Dolomitica accentrerà ancora di più le decisioni (quelle poche che ancora resteranno alle aziende provinciali, vista la nascita dell’Ulss zero), in un processo che va contro l’autonomia e la sopravvivenza dei territori. A condannare la sanità montana saranno gli stessi numeri: come far sopravvivere un hub provinciale con poco più di 200mila persone? L’unica soluzione sarebbe la condivisione del sistema sanitario con Treviso, che significherebbe la morte per la sanità di montagna”.
“Quello che stiamo vivendo è l’ennesimo attacco al rapporto tra sanità e territorio: la gestione degli ospedali, dei reparti, dei servizi, non può seguire la stessa logica a Belluno, Treviso, Vicenza o Venezia. Si vuole scegliere a tutti i costi la via dell’azienda unica bellunese? Bene, allora la Regione ci consegni anche le deleghe sulla sanità, e con queste anche le risorse – oltre mezzo miliardo di euro all’anno – la strada che vogliamo segnare -conclude la nota del Bard – è quella dell’integrazione ospedale-territorio seguendo un modello costruito appositamente per la montagna. Solo così potremmo salvarci da questo terribile errore”.

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5 comments
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  1. Posizione singolare… se c’è una possibilità di mantenere in piedi una Ulss vicina al territorio della montagna è proprio con l’unione delle due aziende esistenti, troppo piccole per sopravvivere da sole… l’alternativa (al di là delle improbabili richieste di deleghe aggiuntive) è la fusione con Treviso in stile Camera di Commercio… d’altro canto non mi pare che altre realtà territoriali a noi simili per popolazione e morfologia (leggasi Sondrio, Verbano Cusio Ossola, Aosta, ecc.) abbiano più ULSS sul loro territorio, nè che godano per questo di livelli assitenziali più bassi… se una battaglia c’è da fare è verso la cosiddetta ULSS 0

  2. @lukas: l’Ulss “Dolomitica” sarà comunque la più piccola Ulss del Veneto. A quando la fusione con Treviso?

  3. Posizione……bizzarra direi…..

  4. @Bellunese: appunto… già così, stante la scarsa popolazione di riferimento, il rischio di futuro accorpamento della “dolomitica” con Treviso sussiste… se poi, la già “piccola” sanità bellunese si presentasse divisa in due il rischio (temo) diventerebbe certezza….

  5. @lukas: con un’Ulss unica il rischio che i servizi vengano progressivamente meno secondo me è reale. Ce lo insegna la storia.