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Inaugurazione della Valdastico Sud. Ciambetti: “Porterà benefici immensi all’economia e alla qualità della vita”

Ago 31st, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Roberto Ciambetti, presidente Consiglio regionale del Veneto

Roberto Ciambetti, presidente Consiglio regionale del Veneto

E’ stata inaugurata oggi ad Agugliaro la tratta autostradale Valdastico Sud alla presenza di autorità ed istituzioni, tra cui un gruppo di consiglieri regionali che vedeva nelle prime file Massimo Giorgetti (FI), Marino Zorzato (AP), Massimiliano Barison (FI), Stefano Valdegamberi (LZ), Sergio Berlato (FdI).

Il presidente del Consiglio Regionale del Veneto Roberto Ciambetti ha espresso la soddisfazione “per un opera importante, che ho visto partire nel 2004, e che ora finalmente viene completata, a dimostrazione che in Veneto – come ha detto Luca Zaia – le grandi opere non solo vengono iniziate, ma vengono anche portate a compimento, per il bene del territorio regionale e di tutto il Paese”.

“Questi 54 chilometri di stupenda autostrada inaugurati oggi – ha continuato il presidente del Consiglio regionale – sono un asse viario che avrà un impatto enorme sulla vita quotidiana dei territori attraversati: porteranno uno sviluppo economico ed imprenditoriale sostanziale, favorendo spostamenti, rapporti economici, commercio e forniture, ma anche miglioreranno nel contempo la qualità della vita dei cittadini, spostando il traffico dei mezzi pesanti dai centri abitati, rendendoli così molto più vivibili e meno inquinati”.

Roberto Ciambetti ha concluso le sue dichiarazioni esprimendo compiacimento per le dichiarazioni rilasciate dal ministro Graziano Delrio, che durante l’inaugurazione parlando a tutto campo ha plaudito alla legge regionale del Veneto che per prima offre la possibilità di rivedere i project financing in ambito infrastrutturale: “è molto positivo che il ministro Delrio abbia notato e plaudito l’innovazione introdotta dalla nostra legge sul project financing. Sarebbe a questo punto auspicabile che anche altre regioni acquisiscano questo nostro modello legislativo, utilizzandolo per dare nuovo spirito e nuovo respiro alla programmazione infrastrutturale in molte parti del Paese”.

Anche l’ultimo tassello mancante, dunque, che consente, entrando in autostrada da Badia Polesine di accedere all’autostrada A4, Milano-Venezia e di collegare direttamente le provincie di Rovigo e Vicenza è completato.
E si parla già della Valdastico Nord fino a Trento, il completamento da Legnago (VR) ad Este (PD) della Strada regionale 10 Padana inferiore, e della Nogara Mare. Il Veneto, insomma, si muove e se saranno i bellunesi, come 40 anni fa, a remare contro lo sbocco a Nord della Venezia-Monaco non ci dovremmo poi lamentare dell’isolamento della montagna e dello spopolamento.

 

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6 comments
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  1. “… se saranno i bellunesi, come 40 fa a remare contro lo sbocco a Nord della Venezia-Monaco non ci dovrem(m)o poi lamentare dell’isolamento della montagna e dello spopolamento”
    Già… vedasi in proposito i benefici effetti sul ripopolamento, di cui ha potuto godere la Val Lapisina da Vittorio V.to a La Secca, chiaramente un modello di sviluppo da seguire…

  2. appunto, progetti di 40 anni fa. ancora con la follia del prolungamento autostradale. basta! basta ingrassare e alimentare tangenti e sistemi mafiosi. poi non lamentiamoci. si possono fare, come già era stato finanziato, delle circonvallazioni nelle zone dove si imbottiglia il traffico, come a longarone e il problema sarebbe risolto. puntiamo su una ferrovia di alta qualità. l’isolamento non è un problema di strade, ma di mentalità, di capacità di costruire sistemi coordinati di accoglienza, promuovere una comunicazione coordinata e intelligente. Ci servono esperti di marketing, non chilometri di cemento.

  3. http://estensione.org/attualita/la-valdastico-sud-da-oggi-e-realta-ma-a-che-prezzo

  4. Ma questi nipotini di quelli che negli anni 80 non volevano il prolungamento dell’autostrada fino a Pian di Vedoia quando devono andare verso la pianura percorrono la vecchia statale? Quando vanno in Cadore percorrono sempre la Cavalera?
    Giusto per limitare spopolamenti, suppongo di si 😀

  5. era da aspettarselo l’intervento “intelligente”. Grazie al sig. Perin, che come coloro che non hanno mai argomenti puntano sempre a banalizzare e rendere superficiale la discussione. Che ci siano problemi di viabilità da longarone a cortina nessuno lo nega. Dobbiamo capire il migliore compromesso possibile. I “furbi” vogliono una bella grande opera, con tutti quello che ne consegue, tangenti ecc.. (leggete le interviste di Galan di questi giorni) e con un forte impatto ambientale e paesaggistico che “ben valorizzerebbe” le bellezze dolomitiche. Altrimenti, proviamo a guardare oltre il naso. Capire dove sono i “colli di bottiglia”, come a Longarone e trovare soluzioni che possono essere degli ottimi compromessi come circonvallazioni funzionali. Poi proviamo a pensare al potenziamento della ferrovia. Ci sono tratti ferroviari ad alta vocazione turistica, in giro per il mondo, funzionali a trasporto bici e sci. Cmq, non serve andare tanto distante, per vederli e magari provarli, per rendersi conto del potenziale di una ferrovia all’avanguardia e ben gestita.

  6. @ fran: intelligentone, le cose che scrivi le sento ripetere da quando ho l’età della ragione e non sono certo giovanissimo. Uguali uguali. E se fossero state ascoltate, la Cavalera e la Val Lapisina non si sarebbero certo spopolate. Non hai un nome ed un cognome? O che preferisci che il nobel per la viabilità e lo sviluppo del bellunese non venga assegnato? 😀 😀 😀