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Riforma Ulss di Zaia. Movimento 5 Stelle bellunese: “Una manovra parziale e lacunosa. Va modificata”

Ago 22nd, 2015 | By | Category: Riflettore, Sanità

5 stelle feltreIl Movimento 5 Stelle bellunese, interviene sul dibattito in Consiglio Regionale relativo alla riforma delle Ulss, proposta dal governatore Zaia.

Ecco osservazioni al disegno di legge presentato:
1 – Riduzione numero delle ULSS.
Abbiamo sempre sostenuto la necessità di riorganizzare la sanità veneta e di ridurre numero delle aziende sanitarie (il Veneto è la regione italiana con il più alto numero di Ulss), per questo non possiamo che condividere questo obiettivo. In quest’ottica abbiamo sempre evidenziato l’opportunità di ragionare seriamente anche sull’unificazione delle due ULSS bellunesi, Feltre e Belluno, per evitare di subire decisioni calate dall’alto e non concertate con il territorio, cosa che puntualmente si verificherebbe con questa riforma.
Nella proposta “Zaia” però, cosa molto preoccupante, non c’è scritto come avverrà la fusione delle Ulss e, ancor peggio, non è specificato come verrà gestita l’integrazione tra le aziende ospedaliere da accorpare. Manca la definizione della strategia che porterà all’unificazione, un piano che descriva come saranno strutturate e governate le aziende, ma soprattutto come saranno distribuite le risorse sul territorio e tra le varie strutture ospedaliere. Il modello e l’aspetto organizzativo di dettaglio, ovvero le questioni più importanti della riforma, sono rimandate all’entrata di un testo unico (art. 18).In buona sostanza Zaia sta facendo una legge di riforma delle Aziende senza dire nulla su come dovranno essere riformate. Inoltre dice vagamente che con questa proposta diminuiranno i costi di gestione della sanità veneta, senza precisare però come, dove e quanto si andrebbe effettivamente a risparmiare.
A nostro parere l’integrazione fra le Ulss Venete, a maggior ragione per le due Ulss bellunesi,va elaborata tenendo conto di criteri ben precisi che possiamo riassumere in tre punti:
– accorpamento delle funzioni dirigenziali e amministrative, eliminazione dei doppioni e razionalizzazione delle spese; l’allocazione della sede amministrative è un falso problema e,per il bellunese, potrebbe essere anche fatta a Feltre;
– messa in rete di tutti i presidi ospedalieri presenti sul territorio, che vanno mantenuti e potenziati soprattutto per i servizi di primo soccorso e per l’assistenza sanitaria di base,con contestuale aumento degli investimenti negli ospedali di periferia e nelle strutture del territorio, in particolar modo per la nostra provincia che soffre dello spopolamento dei comuni montani dovuto anche alla mancanza dei servizi, primi tra questi quelli socio sanitari;
– riorganizzazione della gestione di alcuni reparti finalizzata alla valorizzazione delle eccellenze presenti nei singoli nosocomi potenziandone i relativi punti di forza garantendone,altresì, un bacino di utenza più ampio e una maggiore specializzazione, con la conseguenza che a tutti gli utenti venga offerta una prestazione qualitativamente migliore.

2 – Istituzione dell’Azienda Zero.
Si tratterà di una “super Ulss” che gestirà non solo gli acquisti e gli appalti, ma anche il personale e le finanze delle varie Ulss, quindi di fatto amministrerà la programmazione sanitaria. Sarà un ente burocratico formato da circa 2000 dipendenti (questa l’ipotesi sulla quale si sta ragionando) che amministrerà in tutto e per tutto la sanità veneta, svuotando di ogni autonomia le ULSS. Decideranno tutto il presidente della Regione e il Direttore Generale di questa Ulss speciale facendo anche a meno di ascoltare i territori, i cittadini e i sindaci (le Conferenza dei Sindaci delle ULSS verrebbero soppresse). La sanità sarà quindi saldamente in mano al governatore del Veneto e sottratta ai territori. Peraltro – visti gli scandali Mose, Expo e Mafia Capitale – è lecito sospettare che l’Azienda Zero possa diventare, presto o tardi, oltre ad uno spaventoso centro di potere, un possibile covo di malaffare.
3 – Accorpamento dei Servizi Sociali alla funzione sanitaria.
La riforma “Zaia” prevede di eliminare il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione territoriale le cui funzioni passeranno in toto al Direttore Sanitario. Con questa scelta irrazionale verrà a morire l’integrazione socio sanitaria che la Regione Veneto, per prima e unica dimostrando quindi di essere all’avanguardia, ha realizzato come modello di lavoro. Lecito pensare, a questo punto, che questa decisione sia soltanto il primo passo per un progressivo abbandono della regione delle questioni sociali e sociosanitarie a particolare rilevanza sociale, magari provando a scaricarle ai comuni, che non saranno mai in grado di occuparsene.
Riassumendo possiamo dire che, dopo un’attenta analisi del testo di legge, la proposta “Zaia” è innanzitutto parziale, per molti aspetti lacunosa e pericolosa in relazione al sociale e al territorio. Per questo è necessario lo sforzo di tutti, ad ogni livello, per modificare profondamente questa proposta affinchè si creino le condizioni per una governance sanitaria che garantisca migliori prestazioni attraverso un’ottimizzazione delle risorse materiali ed umane ed un’organizzazione più snella ed efficiente quindi meno dispendiosa, senza però esautorare delle loro funzioni i territori, i sindaci e le aziende ospedaliere stesse.
Il Movimento 5 Stelle si batterà in Consiglio Regionale attraverso i suoi rappresentanti per modificare in senso migliorativo questa riforma della sanità veneta.

 

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