Sunday, 24 June 2018 - 16:49

Sonica Festival: un’ondata di polemiche per un mare di gente tranquilla. L’evento visto da chi c’era

Ago 15th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

sonica festival“E il Sonica Festival sbarca a Belluno. Leggendo la marea di commenti in rete mi viene in mente Guccini quando, dopo aver parlato della paura del diverso, sussurra che l’ignoranza fa paura (cit.)”
Scorrendo quasi per caso in facebook questo commento di un amico che stimo, e condividendo in pieno il suo pensiero, ho sentito il bisogno impellente di mettere nero su bianco quanto ho visto e provato in prima persona, durante l’esperienza al Sonica Festival attualmente in corso. Perché davvero di ignoranza si tratta.
Alle 21 in punto siamo sul posto, ad accoglierci una tendopoli che ci pare immensa e che muta curiosamente il paesaggio di Modolo cui siamo abituate. Bagni chimici, zona docce, raccolta differenziata.
Preparata la nostra postazione e acceso le luci al camper di Fuori Posto, a turno con la nostra collega, percorriamo un breve tour per vedere da vicino le varie attività che si svolgono all’interno del Festival. Subito le prime impressioni fanno crollare una dopo l’altra le aspettative e, non lo nascondo, anche le preoccupazioni che avevamo su quanto ci immaginavamo di trovare qui: più che i partecipanti ad un rave party come era stato descritto dai giornali, tutti questi individui sembrano appartenere ad un ‘ unica grande famiglia’. Facce rilassate, modi di fare cordiali, nessuno si fa mancare un ‘ciao’ e un sorriso complice seppur sia la prima volta che incrocia il nostro sguardo. Io e la mia compagna ci guardiamo e il confronto con le feste e serate in discoteca locali sorge spontaneo: qui la filosofia che sta alla base è completamente diversa e si riflette direttamente sui comportamenti di quanti prendono parte all’evento. Come avremo modo di constatare, infatti, anche a fine serata non una persona che sta male per eccesso di alcol (l’unica richiesta che abbiamo avuto per cercare l’ambulanza era relativa ad una sbucciatura sulla gamba di una ragazza), nessun principio di rissa o tendenze alla violenza di gruppo, come spesso accade in circostanze simili cui siamo state presenti. Addirittura, nel corso della nostra serata ci sarà chi, spontaneamente e con decisione, si toglierà le scarpe prima di salire sul camper! E questa credo sia la prima volta che il team di FuoriPosto assiste ad una scena simile..
Continuiamo il nostro giro per le bancarelle: c’è chi lavora fil di ferro e rame ricavandone gioielli artigianali, chi concia pelle e cuoio per farne stivaletti, borse e porta-oggetti, chi prepara da mangiare pietanze etniche e chi cucina pizze vegane in perfetto stile eco-friendly.
Più avanti scorgiamo un’area dedicata alla meditazione ed un’altra denominata ‘healing area’ predisposta con zone relax e al centro un palco, dove altri dj si alternano nel mettere ulteriori varianti di musica elettronica.
Visitiamo, quindi, quello che pare essere il punto focale di questo Festival: un grande palco da cui si diffonde musica techno, sovrastato da tende disposte in maniera coreografica, per creare giochi di colore e luce psichedelici. Anche qui, però, non possiamo che notare come il clima sia complessivamente tranquillo: gente che si muove a tempo ondeggiando, alcuni in piedi lo sguardo rivolto al dj, altri sdraiati sull’erba chiaccherano a piccoli gruppetti.
Un po’ sorprese torniamo al camper e iniziamo ad avere i primi contatti con alcuni giovani provenienti da tutta Europa: una ragazza di Mosca, un suo amico dall’Austria, altri due dal Sud Tirolo; ci raccontano da dove vengono e sembrano entusiasti di essere arrivati fin qui per prendere parte all’evento. Conversando con loro iniziamo anche a capire come dietro a questa musica martellante e che a noi appare tutta uguale si nasconda un mondo conosciuto solo agli appassionati del genere: a questo tipo di Festival si ascolta principalmente techno, ma suddivisa in diversi sottogeneri che prendono il nome di Goa (la più diffusa all’estero), trance e dark (quest’ultima poco espansiva e divertente è quella che prevale al Sonica di quest’anno a Belluno). La Goa, in particolare, risale agli anni ‘70 ed il nome è dovuto ad una località indiana nei pressi della quale è stata sperimentata da un tedesco, all’epoca dei primi sintetizzatori elettronici che permettevano di modellare gli hertz a piacimento. I ragazzi ci confermano che la musica di questo Festival è effettivamente ‘pesante’ da ascoltare per persone non abituate a tali genere e ritmo e che, essendo molte le derivazioni della techno, da un festival all’altro si può spaziare e sentirne più di una tipologia.
Verso le due di notte percepiamo un altro cambio dj, pochi secondi e la musica riprende a ritmo più incalzante e, pare impossibile, ancor più veloce delle ore precedenti. I suoni si diffondono rapidi e fanno eco ai giochi di luce indaco e blu elettrico che prendono vita in modo continuo e persistente. Va avanti così fino alle 4, orario che segna il termine della nostra uscita al 2° giorno del Sonica; il viavai di gente dalle tende al palco e viceversa continua, non un accenno di devastazione o sfinimento nei volti di partecipanti, come ero certa di trovare.
Gli ultimi dieci minuti ce li prendiamo per dare un’occhiata al cielo in cerca di qualche stella cadente.. e, sorpresa, poco distante da noi c’è chi fa lo stesso. Alla fine, come ho sempre pensato, chi sembra diverso non lo è poi così tanto.

Valentina De Nart (outsider di FuoriPosto)

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8 comments
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  1. deacrizi

  2. Complimenti per come hai descritto in modo molto chiaro e semplice ciò che si vive e respira all’interno dell’area del festival ! 🙂

  3. Alice nel Paese delle Meraviglie.

  4. ci sono stato venerdi’ e confermo tutto!!! situazione tranquillissima

  5. Vero, verissimo, basta solo non voler vedere quanto poi, in realtà (non psichedelica), ci gira intorno. Anni ’70 docet.
    “Words are flowing out like endless rain into a paper cup”… “nothing’s gonna change my world”…
    “Jai guru deva om”…

  6. Ignoranza e pregiudizio sbugiardati, ottimo report

  7. — BIG FAMILY….happy

  8. Il dispiacere di fare la spesa. Qualche scontrino dev’essere saltato, con i clienti del Sonica Festival.