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Quando le banche aiutano i truffatori: lo sconcertante scarica barile. Bonifici on line senza controlli di congruità tra Iban e beneficiario

Ago 11th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società, Istituzioni

truffa banda bassottiVi siete mai chiesti a cosa serva nei bonifici indicare il codice Iban e anche il nome del beneficiario, titolare del conto corrente bancario?
Logica vorrebbe che il sistema andasse a verificare la corrispondenza tra le coordinate bancarie (Iban) del beneficiario e l’effettivo titolare del conto. E se qualcosa non quadra, non autorizzi l’operazione. Altrimenti a che serve un campo obbligatorio con l’indicazione del nome del correntista?
Ma, come vedremo, non è così.
Il ragionier Fantozzi acquista su una fotocamera digitale. Paga con on line, metodo ritenuto sicuro perché c’è il controllo e la garanzia della , indicando Iban, e nome del beneficiario, il signor Mario Rossi.

L’oggetto però non arriva. Fantozzi intuisce di essere rimasto vittima di una , e quindi denuncia alla polizia il fatto. Nel frattempo individua su Facebook Mario Rossi, che però gli dice d’essere stato lui stesso vittima di truffatori che gli hanno rubato l’identità e hanno iniziato a vendere a suo nome truffando gli acquirenti. Ma come è possibile – chiede Fantozzi a Rossi – se io ho versato i soldi con bonifico a Mario Rossi all’Iban indicato. Rossi verifica e dice, hanno lasciato il mio nome, ma hanno cambiato l’Iban.
Il ragionier Fantozzi non si perde d’animo e presenta un reclamo alla sua banca, la Cassa di Risparmio del Veneto (Intesa San Paolo), secondo gruppo bancario italiano.
La banca impiega una decina di giorni a rispondere, anche dopo il sollecito telefonico di Fantozzi che si sente rispondere “Sa, abbiamo 10 milioni di clienti, deve avere pazienza”.
Finalmente arriva la risposta: “Siamo innanzitutto dispiaciuti dell’accaduto. L’esecuzione del pagamento è avvenuta conformemente all’identificativo unico (per i bonifici il codice Iban) come previsto dalla Direttiva sui servizi di pagamento, cosiddetta PSD recepito dal Decreto legislativo del 20.01.2010 all’art.11 (identificativi unici inesatti)”.
Ora è tutto chiaro.

Qualche funzionario ha forzato l’operazione per far passare il bonifico ad un Iban discordante con l’intestatario del conto. Ma la banca se ne lava le mani. L’indicazione del beneficiario è un campo obbligatorio, ma non serve a nulla, perché secondo quanto afferma la banca, conta solo l’Iban.

I truffatori lo sanno e ringraziano il sistema bancario italiano che offre loro un formidabile aiuto.

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One comment
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  1. Tempo fa ero correntista della stessa banca in questione e quando eseguivo un bonifrico on line, una volta digitato il codice Iban, automaticamente compariva la titolarietà del conto, fosse persona fisica o società.
    Perché questo da tempo non avviene più ( anche presso altri istituti bancari, per la verità)?
    Questo facilità indubbiamente i truffatori.