Monday, 21 May 2018 - 22:36

Frane in Cadore: i commenti dei politici

Ago 5th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Roberto Ciambetti

Roberto Ciambetti

Il presidente Ciambetti esprime cordoglio

Mentre la situazione in Cadore – colpito questa notte da una bomba d’acqua – si sta lentamente normalizzando e la macchina della protezione civile sta facendo velocemente il suo corso a favore delle popolazioni, il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti ha dichiarato il suo cordoglio per le tre vittime e per le famiglie colpite a nome di tutta l’assemblea regionale: “Un nuovo disastro ha colpito il Veneto e purtroppo ci mette di fronte a nuove immagini di devastazione e di dolore, che speravamo non dover più registrare dopo il tornado che aveva colpito la Riviera del Brenta. E’ ormai evidente che questi eventi catastrofici non sono più eccezionali, ma si stanno confermando come fatti con cui il Veneto dovrà iniziare a convivere, ovviamente organizzando il territorio, la viabilità e le infrastrutture, proteggendo e mettendo in sicurezza il proprio ambiente in modo differente che nel passato”.

Nei confronti di quello che è accaduto ad Auronzo, San Vito, Borca e nella Valle del Boite, Ciambetti auspica anche un trattamento puntuale, fedele e circostanziato dal punto di vista informativo e giornalistico: “Se nelle ore immediatamente successive al tornado dell’8 luglio i media nazionali hanno dato scarsissimo risalto ai paesi distrutti sulla Riviera del Brenta, spero che di fronte a questo nuovo disastro il comportamento sia differente. Nei giorni scorsi abbiamo visto una ampia copertura televisiva per la tromba d’aria che a Firenze, città del capo del Governo, ha sradicato qualche decina di alberi: spero che i media nazionali, soprattutto i Tg della Rai, sappiano raccontare per immagini quanto accaduto nel territorio cadorino per rispetto ad un territorio e ad una popolazione particolarmente colpite. Non vorremmo dover prendere atto anche questa volta di una colpevole latitanza del servizio nazionale verso il nostro Veneto”.

 

Assessore Corazzari: “L’ennesimo dramma, a conferma che la salvaguardia del territorio è priorità assoluta”

L’assessore veneto al territorio, alla cultura e ai parchi, Cristiano Corazzari, ha iniziato oggi da Cortina, dal Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, il suo giro di visita e di conoscenza delle diverse aree protette della nostra regione.

“La prima tappa di questo programma di incontri – ha detto Corazzari – avviene, purtroppo, lo stesso giorno in cui registriamo proprio in quest’area un nuovo episodio di devastazione e di morte dovuto alla debolezza e alla fragilità sul piano idrogeologico dei luoghi in cui viviamo, sottoposti a rischi sempre più incombenti a causa dei cambiamenti climatici che determinano l’abbattersi di fenomeni atmosferici distruttivi sui territori. Il frequente ripetersi di questi eventi calamitosi testimonia che la priorità programmatica dettata dal presidente Zaia per i prossimi anni, cioè quella della messa in sicurezza del territorio e lo stop alla cementificazione, è assolutamente irrinunciabile”.

Se il primo pensiero è stato doverosamente alla disgrazia conseguente alla frana che ieri sera ha colpito in particolare San Vito di Cadore, Corazzari si è poi soffermato, nell’incontro con i rappresentanti del Parco delle Dolomiti, alle prospettive future di valorizzazione di questa straordinaria risorsa naturalistica: “E’ un patrimonio che abbiamo l’obbligo non solo di preservare ma anche di valorizzare – ha sottolineato l’assessore –, nella consapevolezza che rappresenta una risorsa ambientale ma anche economica di enorme importanza per le nostre comunità montane. Quello delle Dolomiti d’Ampezzo, con i suoi oltre 250 chilometri quadrati, non è solo uno dei parchi più estesi del nord Italia, ma anche uno dei più preziosi del nostro Paese, perché contiene alcune tra le più famose e celebrate cime d’Europa e del mondo, senza dimenticare che le Dolomiti sono patrimonio dell’Umanità Unesco”.

 

Moretti (PD): “Tragedia impressionante. Essenziale far squadra, non scaricabarili”

“E’ una tragedia che lascia profondamente addolorati ed impressionati. Rivolgo ai familiari delle vittime e ai Comuni colpiti la mia solidarietà. Ho avuto modo di sentire i sindaci di Borca e di San Vito, molto provati per quanto accaduto: rilancio la loro richiesta affinché il presidente Zaia si attivi per la decretazione dello stato di crisi e per lo stanziamento delle risorse indispensabili per affrontare questa prima fase”.

A dirlo la capogruppo del PD in Consiglio regionale, Alessandra Moretti.

“Spiace al contempo che Zaia non perda l’occasione, nemmeno in una circostanza drammatica come questa, per scaricare altrove ogni responsabilità per la scarsità di risorse ed interventi di tutela del territorio. Anche in questo ambito Zaia prosegue con la politica del ‘deve fare tutto Roma’, dimenticando che la Regione ha competenze e doveri in materia, a cui ha assolto in maniera insufficiente o con grave ritardo”.

Moretti in conclusione ricorda come “per la frana di Cancia il Governo ha riconosciuto stanziamenti per 22,6 milioni. Palazzo Chigi nominerà un Commissario per attivare i lavori: di fatto sarà Zaia ad avere il compito di gestire le risorse e di programmare gli interventi. Un esempio di come sia essenziale fare squadra e non gli scaricabarili”.

 

Ruzzante (PD): Giunta riferisca su cause e interventi frana in Cadore

La Giunta venga domani in Commissione Ambiente e Territorio a riferire in merito alle cause e ai primi interventi legati alla tragedia che ha colpito il Cadore e in particolare Cortina, San Vito, Borca e Auronzo, dove, a seguito di una “bomba d’acqua” ed ad una frana, oltre all’interruzione delle comunicazioni ci sono state tre vittime.

La richiesta, avanzata unitamente al cordoglio per la tragedia, è del vicepresidente del Partito Democratico in Consiglio regionale, Piero Ruzzante.

“A nemmeno un mese dalla tragedia che ha investito la Riviera del Brenta – dichiara l’esponente democratico – ci ritroviamo a dover piangere altri morti, questa volta nel bellunese. Questo evento è l’ennesima dimostrazione della debolezza del nostro territorio e che le tante ferite aperte sono conseguenza anche di una mancata previsione e di una mancanza di un piano di interventi per il controllo idrogeologico. Dobbiamo accelerare – sottolinea – nell’attuazione del piano d’Alpaos, facendo grande attenzione proprio ai problemi della montagna. Per quanto accaduto ieri – conclude Ruzzante – è necessario ristabilire rapidamente le condizioni di viabilità lungo la statale Alemagna e del Passo San Pellegrino, in considerazione anche delle ripercussioni che l’interruzione può avere in questo particolare momento per il turismo”.

 

Finco (LN): da Moretti speculazioni politiche vergognose

“Bisogna veramente non avere vergogna per speculare politicamente su una tragedia in cui hanno perso la vita tre persone, tra cui una ragazzina 14enne”. Lo afferma in una nota il capogruppo della Lega Nord in regione Nicola Finco, alla luce, precisa, di un tweet della consigliera Alessandra Moretti in cui colpevolizzava la Regione per quanto accaduto ieri in Cadore. “Speculazioni – scrive l’esponente leghista – cui la capogruppo Alessandra Moretti ci ha abituati già un anno fa, quando twittava le sue condoglianze ai cittadini di Molinetto della Croda e sullo stesso dramma conduceva poi la sua campagna elettorale. Non so se per ignoranza, pressapochismo o malizia, comunque Moretti non sa che un Piano per la tutela del suolo e la difesa idrogeologica la Regione lo ha già fatto nel 2011 e porta la firma dell’ingegner Luigi D’Alpaos. Anzi, lo stiamo pure realizzando, avendo aperto oltre 900 cantieri in quattro anni con 400 milioni di investimento, dopo 80 anni di immobilismo e mancate opere. La collega capogruppo del PD vada in vacanza, le sue critiche non servono a chi da ore sta spalando fango”.

“Se Moretti si informasse prima di parlare – spiega Finco -, vedrebbe da dati Arpav che a San Vito sono scesi in poco tempo 40 mm di pioggia, un uragano superiore a quello che ha messo in ginocchio Firenze lo scorso weekend. Pioggia intensissima, cui si son aggiunti i danni delle frane e del fango. Ora, spiegare alla Moretti tutte queste cose credo sia inutile. Più utile è chiederle dove sono quei 2 miliardi di euro promessi dal premier Renzi il 25 febbraio 2014 a Treviso, di fronte a Zaia e ai sindaci. Disse che li avrebbe destinati alle Regioni come il Veneto, già dotate di Piani per la tutela idrogeologica. Allo stesso modo il ministro all’Ambiente Galletti, che dopo Refrontolo ad agosto 2014 promise addirittura 7 miliardi. Inutile dire che in 18 mesi non si è visto un centesimo, a fronte delle passerelle dei vari ministri sui luoghi dei disastri fino ad oggi purtroppo accaduti, non ultimo la Riviera del Brenta col ridicolo risarcimento statale da 2 milioni a fronte di danni per 100. Ecco, basta passerelle e basta tweet vergognosi. – conclude Finco – Renzi e il suo Governo stanzino i fondi o gli esponenti del PD evitino di speculare sulle tragedie in un Veneto da sempre abituato a far da sé per l’assenza di Roma”.

 

Rubinato (PD): Per rimettere in sesto il Veneto c’è un’unica strada, l’autonomia

“Dopo la Riviera, ora tocca al Cadore fare i conti con calamità che mietono vittime e provocano danni enormi. Per far fronte ai continui disastri e soprattutto per mettere in sicurezza il nostro territorio, oggetto negli ultimi decenni di un consumo sconsiderato, serve uno sforzo straordinario che va oltre i peraltro necessari provvedimenti per affrontare l’emergenza”. Lo afferma Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd commentando la tragedia che è costata la vita a tre persone decedute ieri a causa della frana che ha colpito il comune di San Vito di Cadore.

“Nell’esprimere la mia solidarietà ai familiari delle vittime e alle comunità colpite, è indubbio che servono risorse straordinarie che la comunità veneta può reperire soltanto trattenendo una quota più equa delle risorse fiscali che produce, ovvero attraverso l’autonomia ex art. 116 della Costituzione. Non c’è più tempo da perdere” conclude Rubinato.

 

Frane in Cadore. Guadagnini (INV): solidarietà alla popolazione cadorina

In una nota il consigliere regionale di Indipendenza Noi Veneto, Antonio Guadagnini, esprime il suo cordoglio e la sua solidarietà alla popolazione del Cadore.

“Piena solidarietà – scrive in una nota – alla comunità cadorina colpita duramente per l’ennesima volta dal maltempo. Come Consiglio ci attiveremo il prima possibile – assicura l’esponente di INV – per venire in contro a tutte le sue esigenze. Quanto accaduto ieri – sottolinea poi -dimostra la particolare fragilità del territorio bellunese e bene ha fatto la Regione ad adottare il piano dell’ingegner D’Alpaos per la difesa idrogeologica e ad aver avviato oltre 900 cantieri in tutto il Veneto con un investimento di 400 mln di euro”.

 

M5S: difesa del territorio vera priorità

Cordoglio per le vittime e solidarietà alla popolazione del Cadore è stata espressa in una nota dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle a seguito della tragedia abbattutasi ieri sera nel bellunese e in particolare sulla zona di Borca, San Vito e Cortina.
“Dopo la Riviera del Brenta, – scrivono in una nota – è il Cadore a pagare un altro doloroso tributo di sangue. La zona di San Vito è stata colpita l’altra notte da una vera e propria bomba d’acqua, e ci sono almeno tre vittime.. E’ una rincorsa, ce la mettiamo tutta per sostenere chi è colpito da calamità. Il Movimento è una comunità. Proprio ieri il Consiglio regionale ha approvato la nostra mozione per aiutare le popolazioni colpite dal tornado dell’8 luglio in Riviera, con la quale chiediamo al Governo centrale di sospendere il pagamento di tasse e delle cartelle esattoriali per le famiglie e le imprese che hanno subito danni dalla tromba d’aria; di sforare il patto di stabilità per agevolare la ricostruzione e di poter accedere al fondo di solidarietà dell’Unione europea. Ma coi cataclismi non si vince mai, la natura va rispettata. Il problema deve essere affrontato non solo di emergenza in emergenza, ma guardando al futuro, con la prevenzione.”
Ricordando le parole del Presidente Obama e di Papa Francesco, Jacopo Berti, capogruppo, chiede “cosa stanno facendo al nostro territorio, anzi al nostro pianeta? Quando si inizierà a vedere la tutela dell’ambiente come un problema che ci riguarda da vicino? Quanti altri morti dobbiamo contare? Non sono io a dire che questa è una priorità, – ribadisce l’esponente pentastellato – ma il Presidente Obama, che poche ore fa ha detto: “E’ ora che il mondo agisca contro i cambiamenti climatici. Niente minaccia di più il nostro futuro e quello delle generazioni future.” Né il terrorismo né la crisi. E non è un caso che Papa Francesco abbia dedicato la sua enciclica “Laudato si’” proprio al problema ambientale.
Non voglio che i miei pronipoti non possano arrampicarsi su una montagna o vedere un ghiacciaio perché noi non abbiamo fatto nulla per tutelare il nostro ambiente. Non intervenire sarebbe vergognoso da parte nostra. Ci porrebbe dalla parte sbagliata della storia, non ci sono alternative.”
Manuel Brusco, consigliere della commissione ambiente spiega come intervenire: “Il passaggio alle fonti rinnovabili, il decomissionamento delle centrali più vecchie e l’edilizia sostenibile sono le emergenze. Per questo ieri abbiamo chiesto in Regione che delle grandi opere non si valuti solo la sostenibilità economica, ma anche quella ambientale.”

 

Sopralluogo, Zanoni (Pd): “Evento che lascia atterriti. Domani riferirò in commissione”

“Quanto è accaduto lascia atterriti. Ho voluto essere presente sul posto per portare la nostra solidarietà alle zone colpite e per raccogliere le informazioni utili per affrontare in modo adeguato, fin da domani in sede di commissione che si occupa di ambiente e territorio, questa situazione”.

A dirlo il consigliere regionale del PD e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni, oggi in sopralluogo, assieme alla segretaria provinciale del PD di Belluno, Erika Dal Farra, nelle zone del Cadore colpite dalla frana che ha provocato tre vittime.

“Ho avuto modo di confrontarmi con i sindaci di Borca (Bortolo Sala) e San Vito (Franco De Bon) e domani riferirò in Commissione le loro istanze. Anche dalle testimonianze degli abitanti della zona emerge un dato significativo: ovvero che nemmeno in occasione dell’ondata alluvionale del 1966 il Rio Seco era mai straripato. Ciò significa che la messa in sicurezza del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico deve essere non solo prioritaria nelle agende della Regione e dello Stato, ma che nella programmazione e nella calibratura degli interventi non si possono più ignorare gli effetti legati ai cambiamenti climatici”.

“E’ necessario considerare i cambiamenti del clima come parametro cruciale di tutte le politiche che riguardano l’ambiente ed il territorio: dall’agricoltura ai trasporti alle infrastrutture, dall’energia alla tutela dell’aria che dovrà essere segnata da un futuro a basse emissioni di Co2. Questo – conclude Zanoni – è l’unico modo, doveroso, di agire e reagire di fronte a tragedie di queste dimensioni”.

 

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