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Occhialeria da record: nel primo trimestre l’export vola al +12%. Lorraine Berton: “Nel 2014 Belluno è risultata la quinta provincia italiana (su 110) per export pro-capite”

Ago 3rd, 2015 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Riflettore
Lorraine Berton presidente Sipao

Lorraine Berton presidente Sipao

Cresce ancora la vocazione internazionale delle imprese bellunesi. Se nel primo trimestre dell’anno l’export italiano e veneto registrano performance brillanti, quello bellunese fa ancora meglio. E non di poco. A livello nazionale l’incremento è stato del 3,2%, mentre a livello regionale la percentuale positiva sfiora il sei per cento (5,9%). La nostra provincia registra un aumento del dodici per cento, il doppio del dato veneto e quasi quattro volte quello italiano. Un dato positivo che segue quello maturato nel corso dell’intero 2014: più 8,6% rispetto al’anno precedente. Più in particolare, nei primi tre mesi del 2015 l’aumento delle esportazioni verso i Paesi Ue è stato del 6,9%, quello verso i paesi extra UE del 16,7%. Le esportazioni verso gli Stati Uniti segnano addirittura un più 33%.

«In questo quadro molto positivo e incoraggiante per le imprese della nostra provincia – spiega Lorraine Berton, delegato all’internazionalizzazione di Confindustria Belluno Dolomiti e presidente di Sipao – l’occhialeria fa sempre più la parte del leone, con un più 13,6%, raggiungendo il 75% circa di tutto l’export provinciale. Vorrei anche sottolineare che nel corso del 2014 Belluno è risultata la quinta provincia italiana (su 110) per export pro-capite (era sesta nel 2013), con un valore medio per abitante pari a 16.051,37 euro (erano 14.431,99 nel 2013). E’ seconda in Veneto solo a Vicenza, e fa meglio, nell’ordine, di Treviso, Verona, Padova, Rovigo e Venezia».

Tra i mercati emergenti, un cenno particolare merita quello russo, le cui potenzialità rischiano di essere soffocate dalle attuali tensioni geopolitiche. Attualmente le esportazioni bellunesi verso quel paese non sono, in termini assoluti, così significative. Ma registrano comunque un crollo percentualmente rilevante. Nel 2012 l’export verso la Russia ammontava infatti a 49,737 milioni di euro, pari all’1,7% del totale dell’export bellunese. Nel 2013 c’è stato un aumento a 57,703 milioni (+16,0%, con un’incidenza sul totale cresciuta all’1,9%). Nel 2014 il flusso è sceso a 49,221 milioni (-14,7%, incidenza scesa all’1,5%). Ma è nel primo trimestre dell’anno in corso che c’è stata la contrazione più significativa: – 35,9%, da circa 13 milioni di euro a poco più di 8,5 milioni, con una incidenza sul totale quasi dimezzata da 1,8% a 0,9%. «Per quanto non incida in maniera significativa sul totale delle nostre esportazioni – commenta Lorraine Berton – il mercato russo rappresenta comunque un’opportunità per le nostre aziende, alcune delle quali rischiano di subire danni significativi a causa di questa situazione, sempre più complicata. Come già evidenziato da Confindustria in più occasioni, il nostro Governo dovrebbe lavorare per una soluzione europea che ponga fine alle sanzioni e che tenga perciò in considerazione non solo le ragioni geopolitiche, ma anche le esigenze delle nostre imprese».

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