Wednesday, 22 November 2017 - 16:41

Primo mese di lavoro in Consiglio regionale: un clima leale di armonia politica

Lug 30th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

ufficio di presidenza Consiglio regionale veneto5 sedute di Consiglio, 37 Progetti di Legge, 28 interrogazioni, 6 mozioni e 1 ordine del giorno presentati, 1 deliberazione legislativa e 9 amministrative approvate: sono questi i numeri del primo mese di attività del Consiglio regionale del Veneto, che il Presidente Roberto Ciambetti ha ricordato oggi nell’incontro dell’Ufficio di Presidenza con la stampa, tenutosi a palazzo Ferro Fini proprio per illustrare i ritmi, i contenuti e le prospettive dell’assemblea regionale.

All’incontro sono intervenuti anche il vice Presidente Bruno Pigozzo (PD) e i due segretari Maurizio Conte (LT) e Antonio Guadagnini (INV) “Il ritmo che abbiamo voluto dare al lavoro del Consiglio – ha sottolineato Ciambetti – è adeguato a quello del Veneto e mi auguro che questo ritmo ci accompagni sempre nel corso di questa legislatura. A far ben sperare in questo senso – ha proseguito – è il clima di armonia che ho riscontrato in Ufficio di Presidenza e in Consiglio, dove, ognuno nei giusti ruoli, nelle proprie posizioni e con le proprie rivendicazioni ha comunque manifestato la volontà di affrontare e risolvere i problemi. Un clima di armonia che ho riscontrato, pur nella distinzione dei ruoli, anche tra Giunta e Consiglio, preludio ad un percorso di lavoro condiviso”.

Sollecitato dai giornalisti Ciambetti, riferendosi alla ‘questione fiducia’, prevista da un Progetto di Legge presentato dal presidente Luca Zaia, ha sottolineato che si tratta di un tema che verrà affrontato prossimamente, sapendo che è già previsto in Statuti e regolamenti di altre Regioni e sapendo che si tratta di uno strumento che dovrà essere usato in particolari situazioni e non certamente abusato. “Siamo un organo legislativo – ha precisato – e le nostre decisioni hanno poi ricadute sui cittadini, per cui dobbiamo sempre essere molto attenti al nostro ruolo e alla nostra responsabilità politica”. Infine Ciambetti, intervenendo sulla funzionalità del Consiglio, ha lasciato intendere che il numero delle Commissioni consiliari potrebbe anche aumentare: “Stiamo guardando – ha spiegato il Presidente del Consiglio Regionale – al carico di lavoro, in particolare della seconda e terza commissione, e a settembre qualche riflessione la Giunta per il regolamento potrà anche farla: dobbiamo infatti evitare imbuti troppo stretti, che impediscano un adeguato approfondimento dei temi in Commissione o, ancora peggio, rallentamenti dell’attività”.

Condividendo le osservazioni del Presidente, Bruno Pigozzo ha ribadito che importante è che ci sia una leale volontà di confronto e approfondimento dei provvedimenti, “perché – ha precisato – una buona legge esce da un buon confronto tra maggioranza ed opposizione. Riteniamo anche che il ruolo del Consiglio regionale sia anche quello di confronto con le autonomie locali, che potranno contribuire al miglioramento delle proposte di legge in discussione. In questo senso – ha concluso l’esponente del Pd – ritengo fondamentale l’istituzione del Consiglio delle Autonomie locali per il quale ho già presentato una proposta di legge che mi auguro venga discussa e approvata al più presto”.
Da parte sua Maurizio Conte ha sottolineato l’esigenza che “oltre al ritmo e alla quantità, ci si attenga anche alla qualità dei provvedimenti che il Veneto attende, soprattutto in un momento in cui la politica nazionale non sta dando risposte. Credo sia proprio questo il ruolo che il Veneto e in particolare il Consiglio dovrà dimostrare nelle scelte, soprattutto a livello legislativo e pianificatorio. In questo senso – ha terminato Conte – spero in percorso concreto di dialogo e di confronto nel rispetto reciproco tra maggioranza ed opposizione”.
Il consigliere Antonio Guadagnini ha invece posto l’accento sull’esigenza che ai Gruppi consiliari siano concessi i giusti strumenti organizzativi per poter svolgere la loro attività legislativa ed amministrativa. “Laddove con i soldi dei gruppi consiliari sono state effettuate spese folli e imbarazzanti – ha sottolineato Guadagnini – è giusto che si intervenga per punire. Ma al tempo stesso la Corte dei conti deve essere per noi un interlocutore in grado di lasciarci la possibilità di assumere il personale necessario per poter lavorare attenendoci alle norme vigenti, senza farci sentire troppo, come invece spesso avviene, il fiato sul collo: bisogna trovare un po’ di misura”. E Ciambetti, proprio sul rapporto con la Corte dei Conti, ha così concluso: “E’ una collaborazione reciproca che ci interessa sviluppare con grande disponibilità, oggi più che mai. Proprio perché non abbiamo nulla da nascondere”.

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