Wednesday, 22 November 2017 - 01:00

Elettrodotto. Interrogazione dell’onorevole D’Incà: “Considerato che il territorio del bellunese, è inserito nella WHL dell’UNESCO risulta opportuno che le necessarie reti infrastrutturali (elettriche, stradali, telematiche, etc.) vengano realizzate con le migliori tecnologie possibili e con il massimo livello di sostenibilità ambientale”

Lug 29th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Natura, ambiente, animali, Riflettore
Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Ancora prima dell’incontro fra Provincia di Belluno e Terna S.p.a. in merito al nuovo elettrodotto da 380 kV svoltosi a Palazzo Piloni il 14 luglio 2015, Federico D’Incà aveva mandato, il 17 maggio 2015, al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare un’interrogazione scritta in merito.

“Ho chiesto di invitare Terna S.p.a. a motivare l’opera e la scelta tecnica di realizzare i nuovi elettrodotti a 220 kV con sostegni e componenti relativi alle linee aeree in semplice terna classe 380 kV, e a fornire gli elementi documentali e progettuali attinenti al futuro sviluppo della rete” scrive il deputato bellunese del MoVimento 5 Stelle. “Considerato che il territorio del bellunese, è inserito nella WHL dell’UNESCO risulta opportuno che le necessarie reti infrastrutturali (elettriche, stradali, telematiche, etc.) vengano realizzate con le migliori tecnologie possibili e con il massimo livello di sostenibilità ambientale” ribadisce il deputato.

Nel febbraio del 2011 Terna S.p.A. inoltrava la domanda di un progetto denominato “Razionalizzazione e sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) nella media valle del Piave” al Ministero dell’Ambiente. La società faceva richiesta dell’autorizzazione per la costruzione, ed esercizio, di una serie di interventi sulla rete a 220 kV con l’inserimento di alcuni tratti di elettrodotto in cavo interrato.

Queste opere interessano la Provincia di Belluno, ed in particolare il territorio dei Comuni di Belluno, Ponte nelle Alpi, Soverzene, Longarone, Castellavazzo, Ospitale di Cadore e Perarolo di Cadore, e rientrano tra quelle soggette a Valutazione di Impatto Ambientale nazionale. Inoltre sono da sottoporre a Valutazione di Incidenza e, riguardando la costruzione di elettrodotti facenti parte della rete nazionale di trasporto dell’energia elettrica, sono soggette ad autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto col Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, previa intesa con la Regione Veneto.

L’istanza di VIA, con procedura integrata con la Valutazione di incidenza, veniva presentata nel novembre del 2011 “ed in esito ad essa numerosi Enti pubblici, privati e comitati di cittadini, presentavano osservazioni critiche allo studio di impatto ambientale (SIA), evidenziando gravi carenze progettuali ed una sostanziale sottovalutazione dei reali impatti che gli elettrodotti creerebbero in zone sottoposte a vincolo” spiega il deputato bellunese Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle. Nelle integrazioni del novembre 2012 da parte del Ministero dell’Ambiente viene espressa la necessità di acquisire chiarimenti ed integrazioni ed evidenziano la carenza e sommarietà del progetto, sia in riferimento agli strumenti programmatici e pianificatori, anche in relazione all’interferenza diretta con Siti Natura 2000, e alla carta dei valori faunistici e vegetazionali, sottolineando come la cartografia allegata non consenta un’accurata analisi, sia in merito allo studio del paesaggio, affrontato nel SIA in maniera molto generica.

“A titolo di esempio nel Comune di Ponte nelle Alpi un anno fa l’amministrazione ha presentato ai tecnici della commissione nazionale per la valutazione dell’impatto ambientale, giunti per un sopralluogo, le criticità a cui sono sottoposte circa 530 famiglie che vivono sotto i tralicci dell’alta tensione, nonché quelle della scuola elementare, che non può utilizzare 4 aule a causa dei campi elettromagnetici ed infine la vicinanza ai cavi dell’asilo nido e del palazzetto dello sport” sottolinea D’Incà. La presenza poi di enormi tralicci in mezzo al paese, con i cavi che passano appena sopra i tetti delle case determina una situazione che la stessa commissione Via avrebbe definito tra le peggiori in Italia. Emergerebbe inoltre la realizzazione di nuove strutture che verranno armate per un potenziale elettrico che consentirebbe il passaggio della corrente a 380 kilovolt sulle linee bellunesi valutati in modo negativo anche nell’incontro della scorsa settimana a Palazzo Piloni.

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7 comments
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  1. Grazie per aver preso posizione a nome dei comitati val belluna.
    Ogni aiuto è gradito, questo progetto va rivisto partendo pure da Ponte nelle Alpi ma va rifatto .

  2. Bene caro Gianni, sono felice che anche tu ti renda conto che si deve iniziare SUBITO dal Comune di Ponte nelle Alpi, dove oltre 500 famiglie da anni già vivono sotto i tralicci dell’alta tensione, e dove la scuola elementare non può utilizzare quattro aule a causa del superamento dei limiti dei campi elettromagnetici ed infine va ricordata la vicinanza ai cavi all’asilo nido ed al palazzetto dello sport, come affermato anche dall’onorevole D’Incà, e dove non si è avuto il coraggio da parte delle autoritá preposte di portare avanti l’analisi sullo stato di salute dei cittadini che vivono sotto ai fili. Questo non va dimenticato e questa è a mio parere la situazione che va prioritariamente risolta e che l’accordo del 2009 in buona parte risolveva, ma ovviamente tutte le contestazioni al progetto purtroppo ne rallentano (o impediscono?) la realizzazione.
    Cui prodest? Non certo ai cittadini di Ponte nelle Alpi, che anzichè venire aiutati per giungere alla risoluzione del problema esistente, vengono invece maltrattati e la drammatcità della loro situazione viene da troppi sottovalutata, dando priorità solo a monti, prati, parchi e vallate.
    Questo comportamento non va bene ed a mio parere non è più accettabile.

  3. L’osservazione di monsieur David è in linea con quella degli amministratori di Ponte nelle Alpi:
    interrate i cavi nel nostro comune, del resto me ne frego.
    fate pure la centralona di polpet,
    innalzate a 380mila volt la linea,
    chissenefrega

  4. il problema è che non risolvete un fico secco, avete solamente spostato di qualche metro il problema potenziandolo a dismisura.
    le case e le scuole le avete costruite dopo e questo non fa certo onore, i campi di cui parli sono a stima almeno 5 6 volte gli abitanti di Ponte che andate a penalizzare con questo accordo porcheria.
    Ma voi guardate solo i vostri di Lentiai, Mel, Sedico, Sospirolo, Pieve di Cadore, Domegge, Calalzo, Auronzo, Feltre chi se ne frega, Solo Belluno ha il doppio degli abitanti vostri sotto le reti, ma voi avete solo il vostro complimenti.

  5. Mi pare che il discorso di Gianni Pastella sia: “L’energia elettrica ci serve e pure le linee che la trasportano. Non ci serve che deturpino oltre ogni ragione un territorio nel quale viviamo e da cui possiamo trarre un valore e non ci serve che creino stati di ansia per l’eccessiva vicinanza alle abitazioni (forse, come dicono i più titolati istituti internazionali di ricerca, i danni possibili alla salute non sono dimostrati ma il timore che ci siano, infondato o meno, può indurre patologie reali). Per questi motivi non possiamo permettere che decisioni che riguardano un ampio territorio ed una cospicua fetta di popolazione siano assunte da una sola azienda (per quanto statale) o da un solo comune (per quanto Ponte nelle Alpi). Bisogna mettersi tutti assieme e discutere seriamente. Non per dire no a tutto ma per trovare una soluzione ragionevole per tutti”. Questo mi sembra il ragionamento di Pastella. Ponte invece sembra dire:”Io la mia battaglia la ho già fatta, voi prendetene atto o arrangiatevi”. Adesso tocca agli altri, che devono stare attenti a fare in modo che il risultato sia per tutti e non per uno solo. Se poi, oltre a Terna dovremo questionare anche con Ponte nelle Alpi pazienza. Ce ne faremo una ragione.

  6. Troppi amministratori pubblici continuano a mentire e,per questo,sono terrorizzati dall’idea di un tavolo tecnico! Solo l’ex sindaco di P.n.A. dott.De Pasqual anche in una recente intervista ha avuto il coraggio di ribadire che nella trattativa con TERNA SPA che ha portato alla firma dello sciagurato protocollo d’intesa del 2009 il comune di P.n.A. ha barattato lo spostamento delle linee elettriche (attualmente scariche) che passano vicino alla scuola con il potenziamento della sottostazione elettrica di POLPET ed il passaggio di un elettrodotto transnazionale (LIENZ-SCORZE’).
    Sappiamo tutti chi si è sempre vantato di aver curato personalmente (i tecnici costavano troppo) la trattativa con TERNA SPA!!! Un accordo stipulato alla luce del sole da tecnici ed esperti scelti dai comuni interessati dall’opera sarebbe stato inattaccabile. Carlo David tu sai chi ringraziare.

  7. Dimenticavo:LIENZ-SCORZE’ a 380KV

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