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Consiglio regionale: seduta dedicata ad interrogazioni e mozioni

Lug 28th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

regione venetoSeduta dedicata alle interrogazioni e alle mozioni quella di oggi, 28 luglio, del Consiglio regionale. Le tre interrogazioni hanno riguardato rispettivamente la salvaguardia dei lavoratori dei servizi handling dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, (presentata dai consiglieri Francesca Zottis, Bruno Pigozzo e Franco Ferrari); la scongiuramento dello smantellamento delle funzioni delle polizie provinciali (presentata dal consigliere democratico Andrea Zanoni); la garanzia per i lavoratori stagionali del Parco Colli Euganei della prevista occupazione (presentata dal consigliere del PD Piero Ruzzante).

Per quanto riguarda la prima interrogazione si chiedeva al Presidente e alla Giunta di intervenire urgentemente affinché Save ed Enac garantiscano l’applicazione della clausola sociale di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e dare così soluzione per il ritiro dei 13 licenziamenti della Wfs Ground Italy, che opera appunto presso l’aeroporto Marco Polo. Rispondendo l’assessore Elena Donazzan ha ricordato che dopo la convocazione delle società di handling (Ata, Aviapartner e Gh) da parte della Save, gestore dello scalo veneziano, la Regione ha inviato una lettera al Presidente della stessa Save per sapere “cosa intenda fare per tutelare l’occupazione dei lavoratori impiegati in Ata Italia e per garantire una piena applicazione della clausola sociale”, lettera che a tutt’oggi, non ha ancora avuto risposta.

Con la seconda interrogazione il consigliere Zanoni ha chiesto alla Giunta quali iniziative intende adottare per un generale riordino delle funzioni provinciali in Veneto, anche al fine di preservare il bagaglio e le funzioni di vigilanza ittico-venatoria-ambientale garantite dalle polizie provinciali. L’assessore Giuseppe Pan rispondendo ha ricordato che dopo l’entrata in vigore della cosiddetta riforma Delrio, che ha definito i principi di riforma degli enti locali e in particolare delle Province, è subentrato il recentissimo D:L: 78/2015, che ha previsto il passaggio della polizia provinciale nell’organico dei Comuni. A questo l’UPI nazionale e la Conferenza delle Regioni hanno presentato un emendamento per codificare con chiarezza i passaggi necessari e garantire la tutela delle professionalità. La cosa doveva essere discussa, ha precisato Pan, nella conferenza unificata dello scorso 23 luglio, ma è stata rinviata al 30 luglio. “Si tratta – ha sottolineato l’assessore – di una questione in progress, dove la Regione Veneto, insieme agli altri soggetti interessati, sta cercando di intervenire sulle decisioni del Governo per evitare, quantomeno, possibili squilibri giuridico gestionali rispetto ai principi e ai criteri della legge Delrio”.

Nella terza interrogazione il consigliere del PD Piero Ruzzante ha chiesto alla Giunta di intervenire per risolvere al più presto la situazione dei 14 lavoratori del Parco Colli Euganei, da mesi senza stipendio e senza lavoro, per i quali in assenza di uno sblocco tempestivo, non c’è alcuna prospettiva di reintegro in tempi brevi. I passi essenziali da compiere, precisa Ruzzante, sono due: approvare urgentemente il Rendiconto 2014, sbloccando così le risorse (Fondi di coesione sociale PAR–FSC) con le quali vengono finanziati i progetti che il Parco Colli presenta ogni anno e dare avvio ai lavori di manutenzione boschiva. Sono questi lavori, infatti, che consentono agli stagionali di trovare occupazione e dunque sostegno economico per le loro famiglie. Non è pensabile, come è emerso in un recente incontro tra organizzazioni sindacali ed Ente Parco Colli, che gli stagionali debbano attendere addirittura il mese di ottobre per una loro riassunzione. Questo, conclude Ruzzante, significherebbe altri mesi di disagi insostenibili. Da parte sua l’assessore Cristiano Corazzari ha ricordato che dei 17 progetti presentati dall’Ente Parco Colli, solo 10 sono stati presentati in maniera esecutiva e i primi nulla osta relativi sono stati rilasciati il 28 maggio, a seguito dei quali lo stesso Ente avrebbe potuto procedere con l’avvio dei lavori di manutenzione. Per quanto riguarda la mancata approvazione del Rendiconto 2014 da parte della Giunta e del Consiglio che consentirebbe lo sblocco dei Fondi per le iniziative finanziate, Corazzari ha precisato che vi è stata la richiesta urgente alla sezione Affari Generali affinché il capitolo di riferimento del bilancio di previsione 2015 e 2016 venga impinguato.

Approvazione unanime del Consiglio per le due Mozioni presentate rispettivamente da Nicola Finco (LN) e Sergio Berlato (FdI) e relative la prima alla tutela dei prodotti tipici lattiero caseari e delle relative peculiari modalità di produzione, la seconda per la revisione della normativa vigente al fine di una maggiore tutela dei lavoratori autonomi colpiti da grave malattia.

Per quanto riguarda la prima Mozione Finco ha ricordato che la Commissione europea ha intimato all’Italia di abrogare la legge 138/1974 relativa la divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostruito nella produzione di prodotti lattiero casari. A questo proposito il capogruppo della LN ha sottolineato che quest’ultima nel solo Veneto coinvolge 3.400 aziende con un valore economico di 421 milioni di euro determinato da 10,55 milioni di quintali di latte prodotto, di cui 7 destinati alla produzione di formaggi D.O.P. Una realtà economica di altissimo valore economico, quindi – ha ribadito – che rischia di essere compromessa da una concorrenza che mira non tanto alla qualità dei prodotti, ma alla quantità da immettere sul mercato. Da qui la mozione che impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento nazionale affinché non venga abolita la legge 138/1974 al fine di tutelare le imprese assicurando una concorrenza trasparente e presso il Parlamento europeo, affinché regolamenti un sistema di etichettatura chiaro, visibile, inequivocabile che garantisca una corretta e completa informazione al consumatore.

Con la seconda mozione Berlato ha chiesto maggiori tutele ai lavoratori autonomi colpiti da grave malattia, valutando interventi in questo senso anche a livello regionale. Nella mozione viene precisato che l’attuale normativa non prevede, per i lavoratori autonomi, colpiti da malattia, alcuna indennità in grado di coprire l’intero periodo di inattività. Berlato ricorda anche che già nel febbraio 2014, con una petizione sottoscritta da 82 mila firme, veniva chiesto il diritto ad un’indennità di malattia, un indennizzo, in caso di terapia invasiva, uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera, il riconoscimento alla copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo di riferimento, la sospensione di tutti i pagamenti INPS e Irpef, poi dilazionati e versati alla ripresa della piena attività, l’esclusione dagli “studi di settore”. L’esponente di Fratelli d’Italia-AN-MCR sottolinea che “mentre i lavoratori dipendenti godono di tutte le garanzie riservate alla categoria, quelli autonomi si vedono riconosciuti solo 61 giorni di malattia pagati in un anno”.

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