Wednesday, 22 November 2017 - 00:55

Debiti con il fisco: rispunta l’anatocismo

Lug 27th, 2015 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina
Moreno De Col presidente Appia

Moreno De Col presidente Appia

Forte preoccupazione viene espressa all’APPIA per la decisione del Governo di reintrodurre, dopo quattro anni, il pagamento degli interessi di mora anche sulle sanzioni e sugli interessi relativi ai debiti con il fisco. La norma è contenuta nello schema di Decreto legislativo sulla riscossione delle imposte, presentato il 26 giugno scorso dal Consiglio dei Ministri.
Per fare chiarezza va detto che fino al 12 luglio del 2011 gli interessi di mora previsti nella misura del 4,88%, erano applicati: sul debito tributario dovuto; sulle sanzioni dovute; sugli interessi per il tardato versamento del debito tributario ora del 4%.
Una norma incomprensibile che fu abrogata, anche a seguito delle forti proteste della CNA, dal Dl n. 70/2011 per cui dal 13 luglio 2011, gli interessi di mora dovuti su cartelle esattoriali non pagate sono calcolati esclusivamente sul debito tributario.
Ora questa norma di civiltà giuridica e fiscale ottenuta nel 2011 rischia di essere abrogata da otto parole inserite dal Governo nello “Schema di decreto legislativo recante misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione.
“E’ una palese ingiustizia che colpisce le famiglie, ma anche gli artigiani e le piccole imprese – afferma il Presidente dell’APPIA CNA Moreno De Col – e come già fatto nel 2011, ci batteremo contro questa decisione. Devono cancellare la norma. E’ un errore. A nessuno, nemmeno al fisco, dev’essere consentito di chiedere gli interessi sugli interessi. La strada intrapresa dal Governo è molto pericolosa e può far raddoppiare il tasso di incremento del debito fiscale totale. Può renderlo, in tantissimi casi, insostenibile, con un doppio danno: per l’erario, che non incasserebbe nulla, e per il contribuente, che si vedrebbe sbarrare per sempre la strada del ritorno alla normalità.” Secondo le stime della CNA, continua De Col, considerato che le somme iscritte al ruolo e ancora da riscuotere ammontano a circa 80 miliardi di euro e ipotizzando, con la dovuta cautela, che le sanzioni e gli interessi rappresentino mediamente il 32 per cento di questa cifra, le maggiori entrate che ogni anno l’erario potrebbe incassare da tutti i contribuenti coinvolti sono superiori a 1,2 miliardi di euro.

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