Wednesday, 22 November 2017 - 22:28

Sentenza Clivet: il delegato sindacale non può svolgere attività private in permesso sindacale . Candiago (Confindustria): “Ci saremmo aspettati che la Fiom prendesse le distanze da questo comportamento”

Lug 24th, 2015 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina
Paolo Candiago

Paolo Candiago

«La sentenza relativa alla causa intentata dal delegato sindacale licenziato dalla Clivet rappresenta un precedente importante e sancisce alcuni aspetti che vale la pena sottolineare perché avranno una rilevanza che va al di là del caso specifico». E’ quanto afferma Paolo Candiago, vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti con delega alle relazioni sindacali, in merito alla pronuncia con la quale il Tribunale di Belluno dà ragione all’azienda di Villapaiera, che un anno fa aveva deciso di interrompere il rapporto di lavoro con il rappresentante della Fiom sorpreso a svolgere attività personali e private mentre era in permesso sindacale. Una sentenza che farà giurisprudenza, perché è per certi aspetti unica in Italia.

«Innanzitutto – afferma Paolo Candiago – il giudice riconosce la “giusta causa” del licenziamento, giudicandolo perciò non discriminatorio. Non solo. Lo stesso giudice evidenzia inoltre la legittimità del controllo a distanza richiesto dall’azienda e svolto da investigatori privati. Infine, la sentenza in questione stabilisce che l’utilizzo dei permessi sindacali per questioni personali è lesiva del rapporto fiduciario tra azienda e dipendente, che si deve necessariamente basare sul rispetto delle regole, così come quello tra azienda e sindacati».

«Di questa vicenda che si conclude come è giusto che sia – conclude il vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti – stupisce la posizione di chi ha difeso pregiudizialmente un delegato licenziato per gravi motivi disciplinari. Ci saremmo invece aspettati che la Fiom, per coerenza, prendesse le distanze da questo comportamento, a tutela e per rispetto degli altri lavoratori. Purtroppo, dobbiamo prendere atto ancora una volta che non tutti hanno compreso come, in questa situazione di difficoltà e di profonda trasformazione, serva un atteggiamento responsabile e di reciproca collaborazione, nel rispetto delle norme e degli accordi».

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