Tuesday, 21 November 2017 - 21:04

Ieri a Belluno i funerali di Giovanni Sacchet, poeta, narratore e pittore bellunese. Nella Resistenza il suo compito fu quello di registrare i messaggi cifrati di Radio Londra

Lug 24th, 2015 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Pausa Caffè

È mancato lunedi 20 luglio a 90 anni, il poeta, narratore e pittore bellunese Giovanni Sacchet. Se n’è andato in punta dei piedi, come era il suo stile, nel caldo di questa estate, caldo come il calore che emanavano le sue poesie dedicate “a tutti coloro che hanno un cuore”.

luttoGiovanni Sacchet, nato a Cesiomaggiore il 29 agosto 1924, consegue nel 1944 a Udine il diploma di ragioniere. Tornato a Cesiomaggiore, prende i contatti con Mario Corà, con il quale aveva mantenuto un filo d’intesa, ed entra nel movimento di Resistenza. Il suo compito è quello di registrare i messaggi segreti trasmessi da Radio Londra e di portarli al comando in Pietena sulle Vette Feltrine. Contemporaneamente collabora con la formazione territoriale che faceva capo ad Oreste Gris “Tombion”. Alla fine del 1944 entra nelle Todt, pur continuando a mantenere i contatti con la brigata. Dopo la guerra svolge il servizio militare nell’Aeronautica, da dove si congeda nel giugno del 1948 per tornare definitivamente alla vita civile. È in quel periodo che inizia a scrivere centinaia di lettere, alcune delle quale diventate poi racconti e poesie d’amore.

Impiegato per molti anni alla Cariverona, ha sempre continuato a coltivarte la sua profonda passione per le arti. Lo salutiamo, ricordandolo con i brevi ma struggenti versi della sua poesia Azzurro: “È come il sole per me / il saluto della tua mano / aperta.”

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