Saturday, 18 November 2017 - 10:31

Dolomiti Contemporanee. Ecco gli esiti del Concorso Artistico Internazionale Two calls for Vajont

Lug 20th, 2015 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Sabato 18 luglio 2015, presso il Nuovo Spazio di Casso, Dolomiti Contemporanee ha presentato gli esiti del Concorso Artistico Internazionale Two calls for Vajont.
Essi sono il risultato dell’incrocio delle short list fornite dai giurati, visionate dal Comitato di selezione di Dolomiti Contemporanee.
Della Giuria del Concorso fanno parte: Marc Augé, Pier Luigi Basso, Maria Centonze, Cristiana Collu, Gianluca D’Incà Levis, Alfredo Jaar, Marcella Morandini, Franziska Nori, Angela Vettese.

Qui di seguito la lista integrale dei progetti nominati dai giurati, che sono partiti dal nucleo di progetti preselezionati dal Comitato interno del Concorso e quindi pubblicati on-line (75 sui 173 pervenuti, 48 per line, 27 per wall):

Artisti nominati a call for a line:

Carlo Alberto Andreasi
Michele Bazzana
Stefano Cagol
Cozzarini / Tutta
Giulio Crosara
Alessandro Dal Pont
Flavio Favelli
Dimitri Giannina
Le Dantec / Grazioli
Clara Luiselli
Moradavaga
Andrea Nacciarriti
Tiziana Pers
Nan / Moras
Alex Zanella
Virginia Zanetti

Artisti nominati a call for a wall:

A12
Monica Biancardi
Simone Cametti
Alessandro Dal Pont
Dimitri Giannina
Dario Imbò
Kindergarten
Isabella Pers
Petripaselli
Studio emfa
Maya Zignone

Artisti nominati Premio Speciale Line:

Marco Andrighetto
Le Dantec / Grazioli
Clara Luiselli
Pierluigi Slis
Manuel Urrazza

Artisti nominati Premio Speciale Wall:

Colora
Monica Biancardi
Daniela Di Maro
Isabella Pers
Incrociando le short list, si è giunti ad individuare queste due rose di progetti finalisti:

Line: Nacciarriti, Marzari, Crosara, Giannina, Bazzana, Cozzarini, Zanetti, Pers, Favelli, A12, Allegri, Moradavaga, Zanella, Cametti, Hauser, Cagol, Nan/Moras, Vendramel, Dal Pont, Chiesura (Urrazza, Zanotto/Piantoni, Andrighetto, Le Dantec, Luiselli, Slis).

Wall: Cametti, Giannina, Dal Pont, Petripaselli, Pers, Kindergarden, Daniela Di Maro, Colora (Biancardi, Pers, Di Maro).
I risultati dell’incrocio delle votazioni sono i seguenti:

Progetto vincitore a call for a line: Andrea Nacciarriti, con 90°cw.

Progetto vincitore a call for a wall: Dimitri Giannina con Remrite-rewrite.

Progetto vincitore Premio Speciale DC-Acqua Dolomia-line: Mahatsanga Le Dantec/Micol Grazioli, con Tra le linee.

Progetto vincitore Premio Speciale DC-Acqua Dolomia-wall: Daniela Di Maro, con Riflessione estatica, e Monica Biancardi, con Ritratti.

Ora inizierà la fase di avvicinamento alla realizzazione delle opere vincitrici, con tutte le verifiche ed i passaggi necessari dal punto di vista tecnico-amministrativo.
Le opere saranno realizzate grazie alla collaborazione dei main-partners, Enel, Acqua Dolomia, Neonlauro.

Gianluca d'Incà Levis

Gianluca d’Incà Levis

Il Concorso Twocalls non termina qui. – precisa Gianluca D’Incà Levis, curatore di Dolomiti Contemporanee, ideatore del Concorso –
Il Concorso Twocalls è consistito, consiste, continuerà a consistere, in una piattaforma mobile di azione culturale critica, di osservazione e interazione responsabile, di proposta e rivalutazione, dell’area del Vajont.
La piattaforma è condivisa, ed agita, dalle persone che, attribuendo valore all’approccio e alla sensibilità del contemporaneo, ritengono che sia possibile sempre, e necessario, ripensare al significato di cose, luoghi, paesaggi, per ridefinirli costantemente, nel presente, nutrendoli dei materiali passati e degli stimoli a muovere verso un futuro che deve essere edificato, con attenzione e cura e slancio.
La funzione principale del Concorso Twocalls non è stata quella di individuare due opere da realizzare sulla diga del Vajont e sulla facciata dello Spazio di Casso.
L’obiettivo principale, sin dall’inizio, è stato quello di condividere un percorso, di avviare un processo culturale, che sapesse rimettere in circolazione le energie dell’uomo, che violasse il confine d’inerzia imposto all’uomo in questa terra da un lutto gravissimo e paralizzante, che dichiarasse la volontà e la necessità di non ammettere mai la definitiva cristallizzazione, nel male o nel bene, di un paesaggio umano, sociale, storico, in un’unica immagine statica, che come tale, sarebbe un’immagine di morte, sentenza, epitaffio.
Il Concorso serve dunque a rigenerare culturalmente un’area atrofica, portando al suo interno i pensieri, le idee, le esplicazioni, i concetti e le immagini, di chi ha il coraggio di affrontare un luogo, ed una storia, tanto drammatici, rifiutandosi di considerare questa terra arsa per sempre.
Rispetto a questa volontà-necessità di muovere lo spazio del Vajont, Dolomiti Contemporanee intende portare Twocalls in una fase ulteriore, che continuerà ad alimentare la riflessione su questo paesaggio della crisi, sulla sua umanità, sul suo presente e futuro.
Le opere indicate nel giudizio, saranno realizzate e premiate.
Ma con questo non sarà esaurito il potenziale del progetto, che si vuole mantenere in vita, riprocessandolo.

Il Concorso, stesso, nei 18 mesi del suo svolgimento, ha mostrato, ed accresciuto, il proprio senso, definendosi progressivamente, e creando una nuova immagine del Vajont.
Il Concorso si è nutrito delle riflessioni, delle idee e delle forme dei 180 artisti che vi hanno partecipato, e di tutti quelli che vi hanno ragionato, lavorato, scritto.
L’immagine fornita dal Concorso non è sintetizzata nelle due opere vincitrici, ma nell’intera massa dei processi di pensiero ed azione che in esso si sono sviluppati, e che costituiscono un testo, un libro stampato per immagini, una geneaologia critica, un attivatore di processi interattivi, un laboratorio socio-culturale, un corpus epistemologico e poietico al tempo stesso.
Tra le riflessioni che in questi mesi si state intavolate, anche all’interno della Giuria del Concorso, alcune in particolare riguardano a call for a line.

Alcuni progetti (Dal Pont, Moras/Nan, Cagol, Giannina, Bazzana, ed anche Pers, Allegri, Vendramel, Hauser, come altri che hanno previsto l’impiego del video, come quello di Zanella), presentano caratteristiche formali e processi d’idea interessanti, che sembrano però suggerire la possibilità di una presenza o allestimento temporanei, non permanenti -ed in alcuni casi performativi- sulla Diga.
La riflessione intavolata a questo punto verte sulla possibilità che essi possano entrare in un programma di avvicendamenti d’opere sulla Diga, ciò che consentirebbe di continuare a nutrire il cantiere di Twocalls nei prossimi anni.
Ciò sarà possibile, in primo luogo, se dolomiti contemporanee continuerà a lavorare in questo luogo.
L’idea di un festival di arte pubblica e performativa, che continui ad avere la Diga e l’area del Vajont per cantiere, è quella che va prendendo corpo.
La manutenzione della Diga (della sua identità: la manutenzione culturale), è più importante della definizione di un progetto-oggetto univoco. La manutenzione è una pratica costante. Il processo è più importante dell’opera. La cultura è un processo continuo, d’apertura, e non un’asserzione definitiva. Il Concorso stesso, come diciamo, è consistito in una piattaforma culturale di riflessione sul Vajont e sul significato della prassi artistica e della public-art in questo contesto assolutamente peculiare.
Questa riflessione, che si apre ora, – conclude Gianluca D’Incà Levis – verrà condivisa con tutti coloro che hanno partecipato al Concorso, che, mentre ci si prepara a realizzare le opere votate, comincia dunque subito a ridefinire sé stesso, per rimanere vivo.

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