Wednesday, 22 November 2017 - 22:24

Elettrodotto Valbelluna. I Comitati smascherano il lurido baratto: interramento dei cavi a Ponte nelle Alpi in cambio del potenziamento della stazione di Polpet e linee a 380mila Volt

Lug 18th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Simulazione dell'elettrodotto

Simulazione dell’elettrodotto

Nelle vecchie delibere del Comune di Ponte nelle Alpi c’è la prova dell’esistenza di un accordo con Terna: l’interramento dell’elettrodotto che attraversa il paese in cambio del potenziamento della stazione elettrica di Polpet e quindi dell’intera linea a 380 KV.

Lo rivelano i Comitati civici della Valbelluna.

“Leggiamo con stupore sulla stampa di oggi le dichiarazioni di Fulvio De Pasqual, sindaco di Ponte nelle Alpi ai tempi del Protocollo d’Intesa. – recita la nota dei Comitati – Il contenuto dell’intervista, riportato anche nelle delibere dell’epoca del Comune di Ponte nelle Alpi, ribadisce che è stato raggiunto un discutibile compromesso, sbugiardando in questo modo l’attuale sindaco Vendramini e l’attuale presidente della Provincia, Daniela Larese Filon, che con le loro dichiarazioni raccontano una realtà completamente diversa. Quest’ultimi infatti, hanno sempre smentito l’eventualità di un passaggio dell’elettrodotto a 380kV, mentre De Pasqual conferma che il Comune di Ponte nelle Alpi e la Provincia (giunta Reolon, di cui faceva parte anche Larese Filon) sapeva perfettamente del potenziamento della stazione elettrica di Ponte nelle Alpi e il conseguente passaggio delle linee a 380kV. Addirittura l’ex sindaco, nell’intervista odierna, sostiene che tutto l’accordo per l’interramento di alcune linee in centro a Polpet è sottoposto al potenziamento della stazione elettrica e al conseguente passaggio a 380kV.

Troviamo deliranti certe dichiarazioni – prosegue la nota dei Comitati civici della Valbelluna – , che dimostrano come certi amministratori abbiano sempre gestito la questione Terna in maniera pressapochista, senza nessuna competenza tecnica. Questo progetto è stato gestito dalla politica locale, con sensazioni del momento, senza l’umiltà di ascoltare figure tecniche. Noi non siamo tecnici, come non lo sono i sindaci che finora hanno gestito la questione. Per questo chiediamo un tavolo aperto a tutta la provincia, a cui partecipino figure tecniche, per riprogettare un piano di razionalizzazione che così come sta non può stare in piedi. È palese che gli amministratori locali si sono comportati come lo Iago dell’Otello shakespeariano: pur non avendo mentito, hanno omesso informazioni cruciali ai colleghi dei Comuni limitrofi, impedendo loro una visione complessiva.

Di fatto, hanno indirizzato le decisioni e continuano a farlo, dicendo che nei loro territori si sono concordate soluzioni migliorative, che migliorative non sono affatto per i Comuni a valle e a monte. Teniamo conto che negli ultimi 15 anni le tecnologie sono completamente cambiate: chi si comprerebbe oggi una macchina di 15 anni fa? Per questo va rivisto interamente il progetto. E bene fa il sindaco di Belluno, Massaro, a puntare finalmente i piedi sulla questione”.

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