Wednesday, 22 November 2017 - 22:28

Possibile Belluno Uno: nasce a Belluno un nuovo soggetto politico. Renato Bressan: “C’è bisogno di costruire un progetto sincero e credibile se vogliamo recuperare un elettorato di sinistra”

Lug 15th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

 

Possibile Renato BressanSi è formalmente costituito, ed approvato dall’organizzazione nazionale di Possibile, il comitato “Possibile Belluno Uno” con referente, in questa prima fase dell’associazione, Renato Bressan.
Il comitato è presente sul sito nazionale www.possibile.com alla pagina “partecipa- mappa dei comitati”.

Il secondo comitato “PossiBL Terre Alte” è stato approvato oggi – fa sapere Renato Bressan – . E stiamo lavorando alla costituzione del terzo comitato in provincia.
Entro la fine di ottobre sarà convocata la 2^ assemblea nazionale di Possibile alla quale potranno partecipare tutti gli iscritti e i comitati per trasformare possibile da associazione a soggetto politico. Chi fosse interessato a partecipare all’attività dei comitati può scriverci a possibilebelluno@gmail.com.

Renato Bressan

Renato Bressan

“C’è bisogno di costruire un progetto sincero e credibile se vogliamo recuperare un elettorato di sinistra che, al contrario di altre fasi storiche, ha deciso, a dispetto del gruppo dirigente di riferimento, di non votare più PD”.

Si tratta quindi di “una nuova forza della sinistra italiana”, come l’ha definita Pippo Civati, “che vuole mettere insieme quello che è diviso, anche per colpa dell’atteggiamento del Partito Democratico”.

“Possibile è Possibile” recita lo slogan della nuova formazione politica riunitasi in assemblea nazionale lo scorso 21 giugno a Roma. Attraverso il nuovo sito è stata quindi avviata la campagna di tesseramento, con strumenti per la creazione spontanea di comitati possibili in tutta Italia e per le singole iscrizioni. Dopodiché si passerà alla fase di effettiva trasformazione di Possibile in un soggetto politico a tutti gli effetti, rispondente ai requisiti di legge in quanto a statuto, scelta della classe dirigente, trasparenza nella gestione e democrazia interna. “Faremo di Possibile quel posto che vogliamo sia, grazie all’intervento di molti – spiega Bressan – , ovvero il modello più avanzato in assoluto nel panorama un po’ stantio dei partiti attuali, basato sui valori del Patto Repubblicano che lanciammo a dicembre. Lo faremo aprendoci all’iniziativa dei militanti, con lo scopo di costruire una rete alla pari, aperta però anche alle realtà civiche locali e non che vorranno collegarsi ad essa sulla base di un reciproco riconoscimento e scambio.
Partiremo da qui, e «cercheremo le persone motivate, e cercheremo le persone deluse che una motivazione vorrebbero averla, trovarla, e metteremo a loro disposizione gli strumenti più avanzati, non organigrammi stantii fatti di scatole cinesi e verticismi».

«A distanza di più di un mese dal voto delle regionali  – sottolinea Bressan – si può guardare con maggiore distacco all’esito del voto. Consultazione che ha interessato una larga parte del paese da nord a sud. Uno spaccatoche ha messo in luce un orientamento politico complessivo per certi aspetti inedito. Si potrebbe, comehanno fatto tutte le società demoscopiche, fin dal giorno successivo,analizzare i flussi elettorali e valutarne le direzioni politiche. Esercizio certamente utile, ma rischierebbe di essere una banale ripetizione di quanto già sappiamo rispetto a chi ha vinto, chi ha perso, quali sono gli strati sociali che hanno premiato o penalizzato quella determinata forzapolitica. Più utile, mi pare, indagare quello spazio, per certi aspetti poco esplorato, del cosiddetto: non voto. È in quello spazio dove si devono le ragioni della sconfitta, in questo caso del PD nel Veneto e a Belluno.

Infatti, la metà degli aventi diritto il 31 maggio, per più ragioni e tutte sicuramente legittime, hanno preferito fare altro rispetto al recarsi alle urne. Fenomeno conosciuto, si dirà, nelle democrazie occidentali mature, ma in Italia, paese dove l’alta adesione al voto è stata una costante per lungo tempo, questa caduta verticale, che con questa intensità si sta verificando negli ultimi anni, rischia di compromettere alla radice il vincolo costituzionale che dal 1948 ha sancito il patto repubblicano tra lo Stato Italiano e suoi cittadini. Patto per il quale la Costituzione garantisce ai cittadini il diritto di associarsi in partiti ai quali, legittimati dal voto popolare e democratico, si affida non solo il funzionamento delle istituzioni, ma in ultima istanza, attraverso questo processo, la tenuta del sistema democratico. Il rischio, quindi, che porta con sé la disaffezione al voto non è legato alle sorti di un singolo partito, ma alla qualità della democrazia stessa e alla sua sopravvivenza.

Indagare, pertanto, il terreno del non voto  – prosegue Bressan – serve a comprenderne le ragioni di fondo per tentare in qualche modo di riposizionare quell’elettorato nel campo dell’espressione politica.Non è sfuggito a nessuno, che in questa tornata elettorale,in particolare, le urne sono state disertate dalla parte laterale sinistra dell’arco costituzionale. Anche quiimmagino che le ragioni siano molteplici, ma dal mio parzialissimo osservatorio,e avendo radici in quel segmento elettorale,mi sono permesso all’ultima assemblea provinciale del PD alla quale ho partecipato prima di rassegnare le dimissioni, che due erano le ragioni di fondochefacevano da collante e denominatore comune. La prima legata ad una diffusa corruzione che ha colpito anche il Partito Democratico in più punti geografici della penisola italica e a più livelli istituzionali, compreso il veneto,e che è tra le principali ragioni del dissesto finanziario dei conti pubblici italiani con tutte le conseguenze che ben conosciamoe l’altra dal fatto che partiti che apparentemente stanno su posizioni politiche contrapposte in realtà si ritrovano a produrre politiche economiche e sociali che stanno tutte all’interno di un stesso perimetro delimitato dalle teorie neo-liberiste. Questo, infatti,spiega come se pur trovandoci di fronte ad unaampia offerta politicain realtà una parte dell’elettorato riscontri che quell’offerta sia sostanzialmente omogenea. Ne sono un chiaro esempio la riforma della scuola, del lavoro, quella fiscale e non per ultimo la riforma costituzionale (Italicum) che accentua una dinamica legata al concentramento del potere nelle mani di sempre più ristrette, si potrebbedire oligarchie, anziche allargare gli spazi della partecipazione democratica. Di fronte a combinati dispostidi questo tipo è del tutto evidentecheuna parte sempre più consistente di elettorato non si senta rappresentato e fatichi a trovare cittadinanza politica. Mi permetto, inoltre, di osservare che inaltre fasi storiche,nellequali a fronte di mutamenti di indirizzo politico accompagnati da cambi di nome e simboli da parte di partiti,tanto di sinistra quanto di destra e di centro,pezzi di gruppi dirigenti non condividendo tali scelte strategiche producevano scissioni partitiche portandosi appresso fettedi elettoratoin taluni casi anche consistenti. Al contrario oggi, ci troviamo a registrare un elettorato in fuga,nonostante l’inossidabile volontà di rimanere all’interno del partito, mi riferisco in questo caso al PD, da parte di un gruppo dirigente che rappresentava, in termini maggioritari,fino a poco tempo fa,un orientamentopolitico più progressista. Dimettersi dal PD non è quindi voler vivere di randagismo politico, ma cercare assieme ad altri di riconfigurare la sinistra italiana dentro a quei valori legati all’uguaglianza, alla solidarietà, alla libertà, che sono di tutti gli uomini di tutti i tempi.

L’associazione Possibile, che entro la fine di ottobre diventerà un vero soggetto politico,nasce per questo per rendere possibile un ricongiungimento familiare col nostro elettorato, per dargli dignità politica, per riuscire,dentro ad una competizione leale, a battere la destra, perché la sinistra esiste in natura – conclude Renato Bressan per il Comitato Possibile Belluno Uno – , ma soprattutto perché ne va delle sorti democratiche del paese».

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2 comments
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  1. Poi li troveremo in coalizione col PD ” tutto cambia perche nulla cambi ”

  2. oh Mellere, sei quello che sostituisce Tessarolo nel ruolo di webstalker pro m5s? 😀 😀

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