Wednesday, 22 November 2017 - 22:27

Cortina tra le righe. Focus sul caso Mose. Nordio: “La soluzione è togliere la convergenza di interessi tra concussi e concussori, utilizzando gli imprenditori come testimoni”

Lug 15th, 2015 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina
Gianluca Amadori, Alessandro Russello, Stefano Ancilotto, Renzo Mazzaro, Carlo Nordio

Gianluca Amadori, Alessandro Russello, Stefano Ancilotto, Renzo Mazzaro, Carlo Nordio

Nella sala gremita del Rosapetra Spa Resort di Cortina, l’incontro di Cortina tra le righe di martedì “Corruzione, come combatterla. Il ruolo dell’informazione” si è protratto fino a tarda sera. Introdotto dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori, ha visto la partecipazione di Carlo Nordio, procuratore aggiunto di Venezia, e in passato protagonista della stagione di Mani pulite in Veneto e dell’inchiesta sulle cooperative rosse, Stefano Ancilotto, sostituto procuratore di Venezia, Renzo Mazzaro, scrittore e giornalista de Il Mattino di Padova, e l’avvocato penalista Renzo Fogliata, che ha parlato del difficile ruolo del difensore.
A dare il via al dibattito Stefano Ancilotto, uno dei magistrati che ha coordinato l’inchiesta Mose: «È difficile fare inchiesta quando si sale sopra un certo livello» ha detto. E a prescindere dalla conferma delle tesi indiziarie, dei patteggiamenti e delle conferme delle misure cautelari, «la magistratura arriva sempre a chiudere la stalla quando i buoi sono scappati». «La risposta a questa situazione – ha aggiunto incalzato dalle domande del direttore del Corriere del Veneto Alessandro Russello – non può essere giudiziaria. La semplificazione delle regole (riducendo il numero di funzionari che può essere corrotto, ndr) e la diffusione di una cultura della legalità sono la strada da percorrere».

Gli ha fatto eco il procuratore Carlo Nordio, per il quale «è necessario interrompere la convergenza di interessi tra chi corrompe e chi si fa corrompere. Meglio (e la legge Severino ha scelto la direzione opposta, purtroppo) trattare l’imprenditore che ha pagato o ha dovuto pagare per ottenere un appalto, come un testimone, non come un imputato».

«La corruzione generalizzata – finché per lavorare si dovrà corrompere – danneggia il paese intero, fintanto che gli imprenditori, invece che investire in ricerca, investiranno in mazzette» ha puntualizzato Ancilotto.

L’inchiesta veneziana non è finita, ma nel corso dell’ultimo anno è stato smantellato il pool della finanza che si è occupato degli accertamenti: tutti gli ufficiali sono stati trasferiti, a eccezione di uno che lo sarà nei prossimi mesi. Normale avvicendamento, spiegano i vertici delle Fiamme Gialle, ma che farà mancare un importante contributo.
«In questo scenario, la stampa ha un ruolo fondamentale», hanno sostenuto Russello e Renzo Mazzaro, autore del libro Veneto anno zero (un’inchiesta giornalistica sulla questione del Mose). Un lavoro, quello del giornalista di inchiesta «che spesso si scontra con uomini politici che fanno pressione su direttore ed editori, che chiede molto e dà indietro pochissimo» ha raccontato Mazzaro.

Share

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.