Saturday, 18 November 2017 - 02:52

Consiglio regionale. Dibattito sul programma 2015-2020

Lug 14th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

consiglio regionale veneto zaia 2Il Consiglio Regionale ha occupato interamente la seduta di ieri 13 luglio 2015, con gli interventi di commento ed analisi del programma di Giunta presentato da Luca Zaia e con riferimenti alla devastazione portata in Riviera del Brenta dal tornado dello scorso 8 luglio.

In apertura del suo intervento, la capogruppo del PD, Alessandra Moretti ha innanzitutto rivolto il suo pensiero proprio alle popolazioni della Riviera del Brenta, evidenziando la dignità con la quale stanno reagendo: “questa dovrà essere proprio la Legislatura della dignità, libera da ogni macchia di corruzione così come da ogni faida politica che via via ha depotenziato, deturpato, paralizzato, il ruolo della nostra Regione. Il modo migliore per dare avvio a questa legislatura – ha auspicato l’esponente dem – sarebbe quello di cancellare la vergogna dei 50 milioni di marchette elettorali, approvati in chiusura della scorsa legislatura, bloccandoli e trasformandoli in un mattone concreto per la ricostruzione delle aree colpite”. Moretti è poi entrata nel merito del programma sottolineando la necessità di “elaborare e produrre politiche a sostegno dell’impresa e del lavoro, per l’allentamento della pressione fiscale, politiche capaci di riattivare il mercato interno e di rendere attrattiva la nostra Regione rispetto agli investimenti stranieri.” Tra le proposte lanciate nel corso del suo intervento l’esponente democratico ha puntato l’indice sulla condizione del lavoro giovanile e la “necessità di garantire un sostegno alle aziende che assumeranno giovani, da sommarsi agli incentivi già previsti dalla legge di stabilità e dal Jobs Act.”. Altri temi affrontati dalla capogruppo del PD l’innovazione, la lotta alla povertà, la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e della corruzione, il turismo, in conclusione Alessandra Moretti, rivolgendosi al presidente Zaia, ha detto “saremo opposizione veneta, nel senso di donne e uomini che avranno come unica priorità il bene di questa nostra terra, sopra ogni altra cosa”.

Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato che il programma contiene molti temi che rappresentano un ottimo punto di partenza per una collaborazione politica. “Apprezziamo – ha dichiarato – l’iniziativa relativa al taglio dei costi della politica e ci confronteremo con il progetto di legge in questione, è necessario togliere definitivamente i vitalizi in modo anche retroattivo. In questo modo si potranno ottenere 65 milioni di euro che potranno essere utilizzati per le imprese venete. Sappiamo inoltre – ha proseguito – che la maggioranza vuole abolire la delibera della “Notte delle marchette” e chiediamo che anche quei 50 milioni di euro vadano alle famiglie colpite dal tornado, e non a chi ha provato a comprarsi la campagna elettorale”. Berti si è poi detto colpito “dall’assenza nei progetti di legge presentati da Zaia di un capitolo o di una sola riga sulla corruzione, che resta il reato numero uno in Veneto. Liberare questa regione dalla corruzione significa far ripartire le aziende il Veneto e le sue imprese. Chiediamo che venga subito attivata l’Autorità Veneta Anti Corruzione. Vigileremo anche sul project financing e abbiamo intenzione di studiare con cura questo strumento. È cosa buona che se ne sia parlato, ma le deroghe presenti nei progetti non ci piacciono e rischiano di vanificare mesi di lavoro. Lo stesso atteggiamento abbiamo nei confronti del consumo di suolo Per quanto riguarda il lavoro, bene le proposte: contratto regionale di attività, occupazione e mercato del lavoro, giovani e generazioni future, sistema educativo regionale, a cui il Movimento 5 Stelle aggiunge il Reddito di Cittadinanza Veneto e Veneto valley. Infine Berti ha sottolineato l’apprezzamento per l’idea di riordino delle aziende sanitarie, con un taglio netto al numero delle Ulss. Franco Ferrari (Moretti Presidente ) ha posto al centro del suo intervento la questione del lavoro e delle imprese, chiedendo lo snellimento della burocrazia e il rilancio dei poli industriali, a cominciare da quello di Porto Marghera.

Graziano Azzalin (PD) ha chiesto alla Giunta e alla maggioranza maggiore concretezza di quella dimostrata nella passata legislatura: “Meno dichiarazioni roboanti – ha ribadito – come quella relativa alla tolleranza zero per quanti riguarda gli Istituti Polesani di Ficarolo, mai applicata o la lotta alla troppa burocrazia, mai avviata”. Concludendo il suo intervento l’esponente democratico ha detto “non permetteremo nessuna modifica allo Stato unitario e cambiamenti alla Costituzione”. Marino Finozzi (LN), riferendosi alla tragedia del tornado, ha annunciato la totale disponibilità della Prima Commissione ad affrontare già da giovedì prossimo il provvedimento che integra con 3milioni di euro i fondi già previsti dalla Giunta. L’accento sul tema delle grandi opere e in particolare quelle previste dall’intesa Governo Regione per le infrastrutture definite strategiche, è stato posto da Stefano Fracasso (PD). Un’intesa che per l’esponente democratico va rivista per ristabilire le priorità dal momento che molte di quelle opere sono state accantonate dal Governo o sono ferme per vari motivi (Variante Alemagna, Treviso-Jesolo, Sistema Tangenziali Veneto, Pedemontana, Valsugana, Orte Mestre, Nogara Mare, Sub lagunare di Venezia, Palazzo del cinema al Lido di Venezia). “Si tratta – ha precisato Fracasso – di un pacchetto di opere che vale circa 8 mld di euro, di cui almeno 6 in project financing”. Di città metropolitana ha parlato Bruno Pigozzo (PD) che ha ricordato la forte aspettativa del mondo produttivo su questo tema. “Dobbiamo dare gambe a questo progetto, istituendo da subito un tavolo di concertazione, sapendo che la città metropolitana non può essere la fotocopia della vecchia provincia, ma avere strategie nuove e innovative”.

Sui temi dell’ambiente è intervenuto Maurizio Conte (Lista Tosi), chiedendo una decisa programmazione da parte della Regione, a cominciare dal Piano energetico e quello per l’attività di Cava, piani che i veneti attendono da anni e che dovranno garantire il rispetto ambientale e la difesa del territorio. Per Pietro Dalla Libera (Veneto Civico) un giudizio positivo per quanto riguarda gli investimenti sul lavoro e a sostegno delle imprese, bene anche la proposta riduzione delle Ulss a favore degli investimenti sui servizi. Per quanto riguarda i trasporti, Dalla Libera (Veneto Civico) ha sollecitato il potenziamento del trasporto pubblico locale e del SFMR. Silvia Rizzotto (Lista Zaia) ha detto che quello presentato è un programma “che contiene diverse proposte innovative per dare risposte ai veneti, dove le priorità sono il lavoro nei suoi vari aspetti – dalla formazione, agli incentivi, sostegno alle imprese, sburocratizzazione, facilitazioni al credito, potenziamento delle infrastrutture”. A questo proposito Rizzotto ha sottolineato che la pressione fiscale crescente ostacola l’economia, a fronte di servizi sempre più carenti, per cui è necessaria una maggiore autonomia a tutti i livelli.

Per Orietta Salemi (PD) l’argomento più caldo per il Veneto di oggi è quello delle politiche culturali, “che a volte viene sentito come velleitario, laddove le priorità sono lavoro che manca e stato d’emergenza. Però non dimentichiamo la cultura, che – a detta dello stesso Zaia – è motore della domanda turistica e non pensiamo che si possa beneficiare di questo patrimonio per inerzia: ridisegniamo un rilancio di questo patrimonio. Mettiamo mano alla legge quadro per l’industria culturale della regione”.

Un altro esponente del Partito Democratico, Piero Ruzzante, ha sottolineato che quella odierna è stata “una buona discussione, poco ideologica, seria e di buon auspicio per il futuro. La nostra azione dovrà soprattutto evitare i ritardi, in particolare quelli di bilancio, che poi ricadono sul territorio, sulla formazione, sugli enti. Diamoci una politica seria, è la precondizione per far ripartire il Veneto”. Ruzzante ha poi toccato i temi della città metropolitana, del “rientro dei cervelli”, degli elementi vincenti della “bellezza del Veneto”, ed ha concluso citando Papa Bergoglio, che nella sua ultima enciclica ha toccato il tema della “politica alta”, come elemento in grado di riavvicinare cittadini e istituzioni. Proprio questo argomento è stato toccato anche da Cristina Guarda (Moretti Presidente), che ha sottolineato quanto il tema della “cittadinanza attiva sia un concetto non trascurabile quando si osserva che l’ultimo voto regionale in Veneto ha registrato un 42% di astensioni. Mio obiettivo sarà perciò quello di ricostruire la cultura di partecipazione della cittadinanza, attraverso processi volti a ricostruire la partecipazione alla cosa pubblica”. Ritornando su punti specifici del Programma presentato da Zaia, Claudio Sinigaglia (Pd) ha domandato “su quali risorse potrà basarsi il sociale quando tutti i valori economici sono stati indirizzati verso il sanitario?” Anche sul settore sanitario si è soffermato Sinigaglia terminando il suo intervento, chiedendo chiarezza sia sulla proposta di “azienda zero” che sul progetto dell’Ospedale di Padova, “che sembra uscito dall’agenda delle priorità, pur essendo uno dei temi che più stanno a cuore al futuro della sanità veneta”.

Il vice-presidente vicario del consiglio, Massimo Giorgetti (FI), ha enucleato i settori che “saranno al centro del nostro impegno regionale: non c’è ripresa senza impresa e proprio per questo vogliamo tutelare e incentivare le imprese che sono spina dorsale del modello economico veneto; sosterremo poi fino in fondo il ruolo di sostegno della regione rispetto agli enti locali, generando un sistema di supporto e accompagnamento; ci impegneremo strenuamente sul tema della sicurezza con interventi puntuali e concreti e presenteremo a breve una proposta inedita che riguarda la riorganizzazione delle polizie locali con la proposta di costituire una polizia regionale”

Francesca Zottis (PD) dopo aver affrontato i temi della formazione professionale, del TPL, la riorganizzazione territoriale dei servizi sanitari, ha affrontato il tema dell’immigrazione, chiedendo da subito la definizione di un modello di occupazione e un cartello preventivo delle cooperative che si occupano dell’accoglienza dei migranti.

Ambiente e biodiversità sono i temi toccati da Andrea Zanoni (PD) che, tra l’altro, ha sottolineato la necessità di approvare al più presto il Piano cave per dare regole certe a quanti operano in questo settore. ‎Antonio Guadagnin (Indipendenza Noi Veneto) definendo scandaloso il vincolo del patto di stabilità, che impedisce agli enti locali di spendere le proprie risorse a disposizione, ha sollecitato il Consiglio ad approvare al più presto l’iter per il referendum sull’indipendenza del Veneto. “Si tratta – ha ribadito – dell’unica cosa concreta per poter dare risposte ai nostri cittadini. La Costituzione prevede l’autodeterminazione dei popoli per cui si tratta di un diritto inalienabile”

Stefano Casali (lista Tosi) ha poi chiesto una maggiore attenzione per i temi relativi alla famiglia e alle imprese, soprattutto in questo momento di forte crisi economica. “molte aziende venete sono costrette a vendere a operatori stranieri, con il forte rischio di perdere tradizioni produttive che hanno caratterizzato il nostro sistema”.

Il capogruppo della Lega Nord, Nicola Finco, ha sottolineato che molte delle richieste venute nel corso del dibattito non sono di competenza della Regione, dalla sicurezza all’immigrazione ma portano il vincolo negativo di scelte governative. L’esponente leghista ha poi sottolineato che un tema non affrontato dall’aula è stato quello delle banche locali, che “da sempre rappresentano l’ossatura della nostra economia e che un decreto del Governo ha deciso di trasformare in società per azioni. Invito tutti, dal mondo delle imprese, alle Multiutility, a sostenere la loro fusione”. Riferendosi poi al tema del lavoro Finco ha ricordato che si tratta di un tema al quale nella passata legislatura è stato data particolare attenzione, cosa che si intende fare anche in questa.

Chiudendo il dibattito il Presidente del Consiglio, Roberto Ciambetti, ha definito il dibattito “un momento politico e istituzionale di alto livello per i toni e per i contributi offerti”.

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