Saturday, 18 November 2017 - 10:25

Elettrodotto: martedì la riunione dei sindaci. Comitati: “Cosa aspettano a parlarci del potenziamento della stazione di Polpet, delle reti provinciali e dei nuovi corridoi energetici?”

Lug 13th, 2015 | By | Category: Prima Pagina, Società, Istituzioni
Gianni Pastella, coordinatore dei Comitati Civici della Valbelluna

Gianni Pastella, coordinatore dei Comitati Civici della Valbelluna

Domani i sindaci dei comuni interessati direttamente dal progetto RTN media valle del Piave, si incontreranno per decidere se convocare un tavolo allargato di presentazione del progetto.
La convocazione – afferma Gianni Pastella, coordinatore dei Comitati civici Valbelluna – è stata decisa dalla presidente della provincia, che ha organizzato un incontro “riservato” con i sindaci che vanno da Perarolo di Cadore a Limana.
Come comitati avevamo pensato di organizzare l’ennesima manifestazione, ma vogliamo aspettare l’esito dell’incontro.
Troviamo inopportuno –  prosegue Pastella, a nome dei Comitati – non aver avvisato gli altri consiglieri provinciali e gli altri sindaci che subiranno passivamente le scelte dei loro colleghi qual’ora si decidesse di non istituire il tavolo.
Ricordiamo che 5 dei convocati domani, hanno cercato di accellerare il procedimento di chiusura del progetto attuale, omettendo all’interno delle delibere di giunta dei loro comuni, tutti gli atti amministrativi critici sull’attuale razionalizzazione, tipo la risoluzione regionale 72, le delibere del comune di Limana, del comune di Belluno e del comune di Trichiana che chiedono di riprogettare il tutto.
Non convocare un tavolo di confronto, gestire sempre la partita in modo segreto, omettere atti amministrativi legittimamente depositati, non riconoscere la bocciatura dell’addendum C da parte del consiglio comunale di Belluno (che di fatto blocca il progetto), fa nascere parecchi sospetti sulla gestione politica del caso.
Nessuno parla del potenziamento della stazione di Polpet, del conseguente potenziamento di tutte le reti Provinciali e dei nuovi corridoi energetici, si sente solo parlare dei tralicci che verranno tolti (forse li toglieranno, perché i comuni non si sono nemmeno tutelati con delle fideiussioni, dimostrando una debolezza contrattuale imbarazzate)
Aspettiamo l’esito di questo brainstorming segreto prima di agire, sperando di poter aprire una concertazione valida e democratica.

Lettera inviata dai Comitati a tutte le Amministrazioni comunali bellunesi

Belluno 10 luglio 2015

Oggetto: riunione in Provincia del 14 luglio 2015 elettrodotto TERNA

Gentile / Egregio Sindaco,
la presente solo per segnalare che la Provincia di Belluno, a mezzo della propria Presidente, ha convocato per il 14 luglio prossimo, presso la sede dell’Ente, una riunione al fine di discutere del “progetto di razionalizzazione e sviluppo della rete di trasmissione nazionale nella media valle del Piave” e valutare l’opportunità di convocare un tavolo allargato.

Tenuto conto della delicatezza delle problematiche in questione e della necessità – a nostro avviso – che sul punto sia coinvolta l’intera Provincia ci chiediamo quanto segue.

A) Quali e quanti amministratori sono stati informati della predetta riunione (tutti o pochi eletti)?

B) Chi sono i soggetti invitati e demandanti a decidere se e come istituire un tavolo e a discutere su un progetto strategico che riguarda l’INTERO TERRITORIO E IL SUO RAPPORTO CON I POTERI ECONOMICI FORTI CHE SULLO STESSO INTEDONO ANCHE IN MODO INACCETTABILE OPERARE?

C) Chi ha stabilito che proprio quegli amministratori e non tutti i Sindaci della Provincia siano i soggetti interessati e per questo deputi a decidere le modalità di intervento?

D) Non dovrebbero invece essere coinvolti gli amministratori dell’intero territorio, tenuto conto che la “palla” è passata all’Ente che, pur se di secondo grado, dovrebbe rappresentare l’unità del bellunese, essendo tutti gli amministratori soggetti interessati allo sviluppo di un progetto strategico per lo sviluppo di tutto il bellunese?

Paolo Vendramini di Ponte nelle Alpi, Pierluigi Svaluto Ferro di Perarolo, Sabrina Graziani di Soverzene, Livio Sacchet di Ospitale di Cadore e Roberto Padrin di Longarone hanno adottato pressochè identici provvedimenti nei quali in buona sostanza si chiede l’accelerazione dell’iter progettuale (per amore di verità il Sindaco Padrin sembra disponibile a rivedere quanto approvato) senza che l’opposizione abbia avuto modo di intervenire.
In tale documento inviato al Ministero competente SONO OMESSI, nell’elenco degli atti approvati dagli Enti riguardanti il progetto in discussione, PROVVEDIMENTI FONDAMENTALI ADOTTATI ALL’UNANIMITA’ NEI CONSIGLI DEI VARI ORGANI CHE CHIEDEVANO LA RIPROGETTAZIONE quali la risoluzione n. 72/14 approvata dal Consiglio della Regione Veneto, l’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Belluno nel giugno del 2014, due delibere di Consiglio del Comune di Limana dell’1.3.2014 e del 18.3.2015 approvate da due amministrazioni diverse (vedi documenti allegati ed esclusione delle delibere del Comune di Limana che corredate di osservazioni risultano eccessivamente pesanti da trasmettere).

D) Possono tali Amministratori decidere obiettivamente per il bene superiore di un intero territorio se tale bene è in conflitto con l’interesse del proprio Comune?

Illuminanti sono le dichiarazioni del sindaco di Perarolo uscite sul Gazzettino dell’8.7.2015 – opportune quale Primo Cittadino politicamente inaccettabili quale Consigliere Provinciale – il quale mette nero su bianco che “il Consiglio Comunale di Perarolo (circa 360 abitanti) ha dato mandato di andare avanti nella proposta concertata del 2009” e questo quindi deve perseguire.
Illuminante è il contenuto del documento approvato.

Senza tacere che tale lacunoso testo sembra sia stato inviato a diversi (tutti?) Comuni della provincia tant’è che due di questi: Zoldo Alto e Gosaldo lo hanno approvato. Il testo del Comune di Gosaldo reca erroneamente financo il nome degli amministratori di Soverzene in luogo dei propri (vedi documenti allegati).
E) Perché gli stessi Sindaci, chiamati approvare un atto che chiede l’accelerazione dell’iter procedurale e quindi considerati interessati, sono poi stati esclusi dalla partecipazione alle decisioni sul tavolo che riguarda il medesimo progetto?

Sono domande su cui riflettere le cui risposte suggeriscono la assoluta necessità che il tavolo sia allargato a tutti gli amministratori.

F) Cosa chiedono a gran voce i Comitati che sono esclusi da qualsiasi consesso?
Di entrare nel merito del tema, convocando un tavolo TECNICO aperto a tutti gli amministratori della Provincia e a chi, tra i cittadini si sta impegnando, per chiedere la rivisitazione di un progetto secondo le migliori tecniche presenti nel mercato, così come chiaramente indicato nelle norme italiane e comunitarie, tenendo in considerazione in primis le esigenze di quei territori che maggiormente sono pregiudicati: decidendo una volta per tutte insieme.

E’ chiedere troppo?

La presente per una riflessione e perchè no, per un Vostro intervento volto a pretendere la massima trasparenza e condivisione per innescare un processo virtuoso che da qui in avanti guidi le decisioni che riguardano il futuro di tutti i bellunesi, il nostro futuro.

I Comitati della Valbelluna

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5 comments
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  1. Mi pare stiate facendo un buon lavoro. Avanti così.

  2. BISOGNA INCOMINCIARE A INTERSSARE ANCHE I PROPRIETARI TERRIERI DELLE ZONE IN CUI SORGERANNO QUESTI MOSTRI, ANCHE PERCHE’ NON E’M CERTO UNA SERVITU’ QUELLA CHE VERRA LEGALMENTE COSTITUITA MA UN VERO E PROPRIPO ESPROPRIO IN QUANTO SOTTO QUESTE LINEE E PER UNA LARGHEZZA DI 100 METRI CIRCA NON SI POTRA’ PIU’ FARE NULLA E QUIMDI SARANNO ESPROPRIATI SU TUTTO IL TERRITORIO DI BELLUNO QUALCHE MIGLIAIO DI ETTARI……. DOMANDA : E I BELLUNESI COSA INTENDONO FARE??? CALANO LE BRACCHE COME SEMPRE DAL 1848 I POI….

  3. 150 metri per parte, quindi 300 metri di terreno inutilizzabile se non per sfalcio.
    50km per 300 metri sono15.000.0000 di metri quadri regalati della val belluna, seguendo l’interramento lungo strade o ferrovie come prescrivono tutti sarebbero 0 perchè queste infrastrutture godono già di fascia di rispetto.

  4. E della riunione si sa qualcosa?
    Per chi ha memoria ricordo che ancora una decina d’anni fa in una riunione avevo chiesto e proposto l’interramento lungo il tracciato autostradale, ma mi fu risposto che tecnicamente non era possibile.
    Comunque sia, ritengo che bisognerebbe essere realisti e stare con i piedi per terra: è inutile pretendere il massimo, quando si sa già che non lo si potrà mai ottenere: si perde solo tempo e basta.
    Girando nelle nazioni confinanti (e non) ed anche in nazioni a spiccata sensibilità ambientale e paesaggistica, ho potuto constatare che nei centri abitati le linee non ci sono perchè sono interrate oppure evitano i centri passando fuori degli stessi: ritengo che questo sia un obiettivo concreto e perseguibile e che penso si possa pretendere ed anche ottenere. Si tratterà solo di decidere e concordare cosa si intende per centri abitati.
    In tutta franchezza, secondo me tutto il resto … sono purtroppo solo delle belle chiacchiere!

  5. Caro Carlo David
    qual’è il massimo che si può ottenere?
    Per le aree in cui la politica è forte e punta i pedi è l’interramento – vedi Trentino Alto Adige Toscana, Francia e chi più ne ha più ne metta -, dove la politica è suddivisa perchè al bene comune viene sostituito l’interesse del piccolo o piccolissimo campanile – CHE VERREBBE MEGLIO TUTELATO CON UN’AZIONE CORALE – è il posizionamento di tralicci osceni con qualche interramento ai comuni che perorano l’accelerazione del progetto, con un documento colpevolmente lacunoso (cosa tuonava un certo ambientalista Orzes nel lontano anzi lontanissimo 2005 contro i Sindaci che dividevano il territorio? Scripta manent).
    Il minimo che il buon senso richiedeva è che si facesse un tavolo tecnico dove confrontarsi nel merito e fare una valutazione complessiva su un’opera grandemente impattante: proposta che è stata categoricamente rifiutata dai soliti noti. QUANDO IL CONFRONTO FA PAURA C’E’ DI CHE PENSARE!
    E CHI SONO I TECNICI CHE HANNO STABILITO CHE LA PROPOSTA DI TERNA E’ LA MIGLIORE POSSIBILE? LA COMMISSIONE AMBIENTE DEL COMUNE DI PONTE NELLE ALPI? Come mi ha detto l’ambientalista ora assessore Orzes? Consiglio di vedere il filmato dove Terna pubblicizza l’interramento in autostrada!!!!
    Ed è possibile pensare che quattro Sindaci su 67 (due dei quali rappresentano ben 783 abitanti e una ben 66 voti alle regionali) e nemmeno il 7,5 % della popolazione decida di rifiutare il confronto (oggetto della riunione era tavolo si o tavolo no) su un progetto che impatta su tutto il territorio e nessuno dica nulla? IL MESSAGGIO POLITICO CHE VIENE MANDATO ALL’ESTERNO – la conseguenza piu’ drammatica – E’ CHE QUESTA E’ UNA FACILE TERRA DI CONQUISTA DOVE I POTERI FORTI ECONOMICI LA FANNO DA PADRONI. E purtroppo questa caricaturale iconografia trova riscontro nei fatti.
    La storia tragica di questa terra non ha insegnato nulla. Ma forse, stante il silenzio assordante a noi va bene così….

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