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Internet e imprese: tutto quanto serve sapere. Le Associazioni bellunesi di categoria unite per informare le imprese sulle prospettive per la banda larga

Lug 7th, 2015 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

confartigianato imprese bellunoAdsl, banda larga, banda ultra larga: una terminologia molto diffusa di questi tempi, ma quanto esattamente conosciuta dalle aziende così da conoscerne il bisogno effettivo per il proprio sviluppo?
A questo interrogativo ha cercato di dare risposta il convegno sul tema “Accesso ad internet: istruzioni per l’uso”, organizzato da Confartigianato Belluno, Appia-Cna, Confindustria Belluno Dolomiti e Confcommercio Belluno assieme al Consorzio Bim Piave. Di spicco i relatori: l’ing. Elvio Tasso, direttore della Sezione Sistemi Informativi della Regione Veneto; il prof. Luca De Pietro, docente di E-government ed E-democracy dell’Università di Padova e Claudio Garna, responsabile Ced Feinar. I lavori del convegno sono stati introdotti dal presidente del Consorzio Comuni BIM Piave di Belluno, Umberto Soccal, mentre il vice presidente di Confartigianato Belluno, Dario Cavalet, ha coordinato gli interventi.
Il convegno, dal taglio volutamente pratico e operativo, a cui hanno partecipato sindaci, amministratori locali e aziende e a cui ha portato un saluto anche il sen. Giovanni Piccoli, già presidente del Consorzio Bim Piave, ha cercato di fare luce sulla diffusione in provincia di queste tecnologie, tra informazioni base: il glossario della materia; situazione degli investimenti effettuati in provincia da Regione e gestori privati, grazie a fondi europei, nazionali e regionali; bisogni reali di banda larga o di banda ultra larga.
Il perché del bisogno di banda larga e ultra larga è stato delineato dal prof. Luca De Pietro, docente di E-government ed E-democracy dell’Università di Padova, che ha così affermato: “Il digitale serve perché aumenta la produttività del lavoro e delle aziende e per fare meglio quello che già si fa, ma soprattutto per fare meglio molte cose nuove”. Purtroppo “in Italia – sono ancora considerazioni del prof. De Pietro – siamo ultimi per diffusione di queste tecnologie: per ritardi strutturali, per governance incerta in materia di Tlc, per tipologia di sviluppo urbano, per una culturale digitale piuttosto debole”.
E’ stato, altrettanto, ben chiaro il presidente del Consorzio Comuni BIM Piave di Belluno, Umberto Soccal, in apertura dei lavori, dove la sua esperienza professionale in materia ha sovrastato il suo ruolo politico, quando ha affermato che “in provincia di Belluno il numero di aziende che abbisognano di banda ultra larga è molto limitato, mentre ben più bisognosi sono gli Enti locali e i Comuni alla luce delle scelte del governo nazionale verso un’informatizzazione spinta vista la scelta dell’erogazione dei servizi in forma on line a cittadini e imprese. L’attuale dotazione di infrastrutture telematiche in provincia – ha rimarcato il presidente Soccal – non corrisponde al livello necessario, quindi in futuro sono improcrastinabili investimenti all’altezza”.
I programmi di investimento già fissati dovrebbero, entro fine anno, portare importanti migliorie, benché non vadano a coprire l’intero territorio bellunese.
Investimenti ne sono già stati fatti negli ultimi mesi: è il messaggio lanciato dall’ing. Elvio Tasso, direttore della Sezione Sistemi Informativi della Regione Veneto, grazie al programma dell’Agenda digitale del Veneto, dove la spesa per la banda larga ha raggiunto la quota di circa 70 milioni di euro.
Questi i numeri presentati dall’ing. Elvio Tasso, aggiornati a marzo 2015. Per la posa della fibra ottica per la banda larga in Veneto: realizzazione di 332 interventi, di cui 32 nel Bellunese; contributi agli operatori “per l’attivazione dei servizi di connettività”, aggiudicatisi da Telecom con l’impegno di garantire un servizio base di almeno 20 Mbps, a livello veneto sono risultati destinatari 216 Comuni in Veneto, di cui 22 in provincia di Belluno, pari a 75 località.
“La Regione – ha, altresì, sottolineato l’ing. Tasso – ha scommesso inoltre sull’alfabetizzazione informatica, investendo sull’attivazione di spazi destinati all’accesso all’assistenza per i cittadini. In provincia di Belluno ne sono stati aperti 36. Ma la grande sfida ora – ha concluso il Dirigente regionale – è quella del cloud computing: si tratta di spingere le aziende, pmi comprese, a usarlo”.
Il futuro è già segnato, è in sintesi il messaggio lanciato in chiusura dal prof. De Pietro. “Passare al cloud computing cambia il modo di usare l’informatica in azienda”.
Allineato su queste convinzioni anche l’intervento di Claudio Garna, responsabile Ced Feinar, che ha fatto presente le difficoltà e i bisogni delle aziende.
“Verso questi obiettivi – ha precisato il vice presidente di Confartigianato Belluno, Dario Cavalet – dobbiamo camminare: sono indispensabili per la nostra crescita economica e sociale. Non ne possiamo fare a meno. Il nostro principale traguardo – ha rilanciato Cavalet – è di arrivare a disporre di una dotazione infrastrutturale che corrisponda alle esigenze dei cittadini e delle imprese, secondo il proposito dell’Agenda digitale europea, che indica in 30 mega lo standard minimo. Ma bisogna essere consapevoli anche delle reali esigenze dell’utenza, esigenze spesso non chiare all’utenza stessa. Oggi abbiamo cercato di raggiungere questo primo obiettivo”.

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