Saturday, 18 November 2017 - 02:49

Ruoli femminili e pari opportunità. Fine settimana al teatro La Sena di Feltre con Serena Guadino e il suo libro Antigone a Scampia

Lug 6th, 2015 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Venerdì 10 luglio alle ore 18.30, Serena Guadino presenterà il suo libro Antigone a Scampia. Sabato 11 e domenica 12 alle ore 21 al Teatro de la Sena di Feltre va in scena L’Antigone.

Teatro La Sena di Feltre

Teatro La Sena di Feltre

Il mito greco raccontato alle donne della periferia nord di Napoli, ripreso da una proposta di Simone Weil, che ha dato luogo ad una sorprendente autobiografia collettiva di donne di questo difficile quartiere.

La scaturigine del progetto fa riferimento ai tentativi di risposta con iniziative educative, formative e culturali da parte di associazioni ai problemi del quartiere in seguito allo scoppio della terribile faida nel 2005 tra il clan Di Lauro e quello degli scissionisti. In un primo momento da tutto questo fermento furono escluse le donne che vivevano specialmente all’interno delle Vele, dei Lotti e dei campi Rom. Nonostante fosse chiara la condizione di marginalità e sottomissione che vivevano sia nella famiglia che nella società, poche organizzazioni – a dire dell’autrice – si occupavano di loro.

Serena Gaudino decise di sperimentare, in questo contesto, l’idea di Simone Weil di usare la grande letteratura greca per spingere le persone a prendere coscienza delle condizioni in cui vivono e a migliorarle.

“Lei negli anni Trenta in Francia, io alla fine del 2009 a Scampia, entrambe a raccontare la storia di Antigone. Lei in una fonderia, io nella biblioteca del Centro Hurtado al cospetto di una cinquantina di donne che per un anno intero, una volta al mese, sono venute prima ad ascoltare e poi a raccontare personalmente le loro storie. Scoprendo, piano piano, quanto fossero simili a quella dell’eroina sofoclea; morta per non aver ceduto alla legge della città; morta per aver creduto fino in fondo nella legge degli déi, del cuore e dell’amore”.

In una prima parte come in un antico anfiteatro teatrale si odono le voci che in sette scene scandiscono la narrazione del dramma di Antigone secondo il mito greco a cui corrispondono quelle attuali e vive di sette donne con le loro drammatiche storie raccolte negli incontri di lettura. In questo modo è restituita pubblicamente la storia e la forza di donne nei duelli tra vita e morte per gli scontri tra clan camorristici nei traffici della droga, di violenza ed oppressione sociale nelle precarie condizioni di vita nelle Vele o nei cosiddetti Sette Palazzi. Eroine o vittime, portatrici delle leggi della vita e dell’amore? Anche l’Autrice si interroga se le donne sono contemporaneamente vittime e carnefici.

Giustamente la Gaudino osserva che è impossibile individuare un solo modello, perché a Scampia le donne vivono sospese tra vari ruoli: sono madri che scendono in piazza e mogli che piangono i mariti; madri che difendono i figli ma che a volte, purtroppo, sono costrette anche a seppellirli; possono essere donne di camorra e contemporaneamente madri alla ricerca di una voce che traduca in richieste d’aiuto i loro gesti. Come nel disegno della gabbia di ferro con una apertura tra le sbarre che campeggia sulla copertina, anche le donne di Scampia in drammatiche situazioni possono trovare un uscita di sicurezza elevando la loro voce per ottenere verità e giustizia per i loro cari, sentirsi libere in un quartiere controllato dal sistema. Non si tratta solo di un’emersione liberante di coscienza. ma di uscita da enclave non solo abitative, da mondi culturali in cui predominano carne, sangue, famiglia assorbente come destino. Dall’isolamento di questo tipo di relazioni, per una più ampia relazionalità sociale che faccia ritrovare identità personale e sociale corroborata e sostenuta da interventi istituzionali e del tessuto associativo.

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