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Risultati soddisfacenti per la Rianimazione di Belluno: i pazienti accolti presentano un rischio di morte inferiore rispetto ai modelli GIVITI

Lug 1st, 2015 | By | Category: Prima Pagina, Sanità

ospedale-san-martino 150x150La Rianimazione di Belluno aderisce dal 2001 al Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva (GIVITI, facente parte dell’Istituto di Ricerca Mario Negri di Milano) ed al suo progetto di ricerca “Margherita”, cui oggi aderiscono circa 250 Terapie Intensive Italiane. Un database elettronico comune viene condiviso da tutte le terapie intensive partecipanti. Nel 2014 sono stati raccolti dati per un totale di circa 90000 pazienti.
Il dr. Daniele Poole, Dirigente dell’UO di Anestesia e Rianimazione di Belluno, così come è stato per il Direttore Davide Mazzon anni addietro prima di lui, fa parte del Comitato Tecnico Scientifico che è l’organismo di governo del GiViTI.
Il GIVITI elabora, annualmente, i dati riguardanti tutti i pazienti ricoverati nei reparti di Rianimazione aderenti ad esso, fornendo un report dettagliato circa la tipologia dei pazienti, i loro profili di cura, e gli esiti delle stesse. Il GIVITI fornisce inoltre annualmente ad ogni Rianimazione anche degli indicatori di performance che consentono a Medici ed Infermieri di valutare la qualità delle prestazioni da loro fornite e di confrontarsi con realtà analoghe.
Nel 2014 la Rianimazione di Belluno ha accolto 443 pazienti, con una età media di 68 anni. Significativo il numero di traumatizzati, pari al 22%, rispetto all’ 11.5% delle Rianimazioni del Veneto, che mostra come Belluno assuma un ruolo importante per la gestione di questi pazienti grazie alla presenza della Neurochirurgia, oltre che della Chirurgia Generale e della Traumatologia. Da sottolineare anche la percentuale del 18.4 di Belluno, rispetto al 36.3% del Veneto, relativa ai pazienti ammessi in Rianimazione per controllo postoperatorio. A Belluno è infatti funzionante dal 2004 una Sala di Risveglio Postoperatorio che consente il controllo dei pazienti sottoposti a interventi di chirurgia maggiore, senza che essi occupino posti-letto più opportunamente destinabili a pazienti più critici, e che nel 2014 ha accolto dalle sale operatorie ben 425 pazienti.
I dati relativi al 2014 mostrano che i pazienti accolti presso la Rianimazione di Belluno presentano un rischio di morte inferiore rispetto a quello previsto sulla base del modello prognostico elaborato dal GIVITI per il 2014 e riferito alla totalità delle Rianimazioni aderenti al progetto. I decessi osservati sono stati infatti 76, e cioè 8.5 in meno agli 84.5 previsti. Anche se questo dato non ha una certezza statisticamente dimostrabile, suggerirebbe un trend in miglioramento rispetto gli anni passati. I dati dell’anno prossimo ci diranno se verrà confermato.
La Terapia Intensiva di Belluno partecipa , inoltre, allo studio StART (Studio sulla Appropriatezza dei Ricoveri in Terapia Intensiva) sostenuto e finanziato dalla Regione Veneto per il 2014. Lo studio ha raccolto dati relativi a quasi 10.000 pazienti ammessi in 21 terapie intensive, con la finalità di valutare le condizioni di proporzionalità tra le risorse infermieristiche disponibili e il carico assistenziale richiesto dai pazienti, e al progetto internazionale del GiViTI denominato CREACTIVE, finanziato dalla Comunità Europea e focalizzato sui pazienti con trauma cranico ammessi in terapia intensiva.

La filosofia che anima la partecipazione della terapia intensiva di Belluno al GiViTI si riassume nell’idea che solo ciò che è misurabile sia migliorabile. Avere dati propri di buona qualità e standard con cui confrontarsi è l’unico modo per individuare eventuali punti deboli, introdurre interventi correttivi, verificare il risultato di tali interventi.

 

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