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Reddito minimo garantito: le insidie della proposta del Movimento 5 Stelle  * intervento di Franco Lorenzon

Giu 28th, 2015 | By | Category: Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni
Franco Lorenzon segretario Cisl Belluno-Treviso

Franco Lorenzon segretario Cisl Belluno-Treviso

Si parla spesso di “reddito di cittadinanza”, ma conviene chiarire subito di che cosa si tratta, perché di fatto intendiamo un “reddito minimo garantito”.

Innanzitutto il “reddito di cittadinanza” non coincide con il “salario minimo garantito”, che stabilisce invece (attraverso la contrattazione, come in Italia, o attraverso la legge, come in altri Paesi) l’importo minimo del salario di un lavoratore dipendente.
Ma il “reddito di cittadinanza” non è nemmeno quello previsto dalla proposta di legge del Movimento 5 Stelle, anche se così viene chiamato. Le caratteristiche del reddito di cittadinanza, infatti, sono quelle di un contributo che vale per tutti i cittadini (senza alcuna esclusione), di durata illimitata e dato al singolo individuo.

Quello di cui ci occupiamo, dunque, deve essere piuttosto definito come “reddito minimo garantito”, perché viene dato non a tutti i cittadini ma solo a quelli che hanno un reddito inferiore ad una certa soglia, non è senza limiti di tempo ma rimane in vigore solo per il periodo di comprovata e non voluta indigenza, non viene corrisposto ai singoli individui ma ai componenti di un nucleo famigliare.

Una proposta da sostenere o da contrastare?
Sicuramente le intenzioni sono condivisibili, ma la pratica attuazione presenta qualche inconveniente. Quali sono le principali criticità di questo strumento?
La prima è quella del suo finanziamento. Il costo della proposta del Movimento 5 Stelle viene stimato tra i 15 e i 20 miliardi, ma il punto vero è che esiste una forte divergenza sul numero dei possibili beneficiari e, di conseguenza, sulle risorse necessarie, che possono variare grandemente. D’altra parte appare decisivo la necessità di procedere ad un corposo disboscamento e razionalizzazione delle indennità che oggi – a vario titolo – vengono corrisposte allo scopo di contrastare la povertà: un’impresa tutt’altro che facile, checché se ne dica. Di “diritti acquisiti” ne sappiamo tutti qualcosa.

La seconda criticità risiede nell’identificazione della soglia di reddito al di sotto della quale scatta il salario garantito. La proposta del Movimento 5 Stelle la individua a 780 euro mensili, mentre in Europa la media si aggira attorno ai 400 euro. Il problema non è solo se la soglia è alta o bassa, se ce la possiamo permettere o meno, ma se il contributo statale fornisca un effettivo sostegno a chi – senza colpa – si trova in stato di necessità, oppure se finisca per disincentivare la ricerca di un lavoro. E poiché gli abusi e le furbizie – specie in Italia – sono all’ordine del giorno, c’è il rischio concreto che ottime intenzioni si trasformino in pessime soluzioni.

Una terza criticità consiste nell’evitare che i benefici entrati dalla porta escano poi dalla finestra, cioè che i soldi incassati con questo reddito vengano poi ‘sequestrati’ da un aumento indiscriminato del costo delle prestazioni sociali e socio/sanitarie (ticket, tanto per capirci), dalla tassazione di vario tipo nazionale e locale, dall’incremento delle tariffe dei servizi pubblici.
Come si può ricavare da queste brevi considerazioni, si tratta di materia “da maneggiare con cautela”, ponendo molta più attenzione alla sostanza che alla propaganda: del resto è noto che “il diavolo si nasconde nei dettagli”, come pure che “le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”!
Rimango tuttavia dell’idea che, sia pur guardando con un qualche interesse all’introduzione del “reddito minimo garantito”, si debba riservare maggiore impegno ad assicurare a tutti la possibilità di avere quel lavoro che rimane il presupposto di una vita personale vissuta con dignità e di una vita collettiva basata sulla collaborazione e sul rispetto reciproco.
Franco Lorenzon – Segretario Generale Cisl Belluno Treviso

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3 comments
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  1. Che fine hanno fatto gli interventi di Mario Del Monego?

  2. Gli interventi di Mario Del Monego, all’anagrafe Tessarolo sono stati cancellati perché ritenuti offensivi dalla redazione

  3. l’associazione libera sta portando avanti una campagna per il reddito di dignità. qui il link della campagna. https://www.facebook.com/redditodidignita/photos/a.866732176717020.1073741827.865867873470117/882247468498824/?type=1