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Decreto enti locali. Anciveneto moderatamente soddisfatta. Maria Rosa Pavanello: “Occorreva prestare più attenzione ai Comuni virtuosi”

Giu 27th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

 

Maria Rosa Pavanello, presidente Anci Veneto

Maria Rosa Pavanello, presidente Anci Veneto

Dopo la due giorni dell’Anci nazionale in tema di finanza locale, tenutasi a Roma il 24 e il 25 marzo, Anciveneto esprime moderata soddisfazione per il Decreto legge Enti locali.

Molte istanze presentate dagli enti locali e finalizzate a ridurre i vincoli del Patto di stabilità sono state accolte.

In primis la ricostituzione del fondo perequativo Imu-Tasi che avrà una copertura di 530 milioni (di cui 30 da destinare al sostegno della verifica del gettito dei terreni già considerati montani ed esenti dall’Imu). Ma c’è anche da dire che, nel concreto, ci sono delle difficoltà: l’attuale formulazione, infatti, esclude le entrate in questione dalle entrate valide ai fini di raggiungere il saldo obiettivo del Patto. Questa limitazione finisce col mettere in grave difficoltà soprattutto i comuni con una situazione normale di bilancio (cioè scarsi debiti pregressi, no operazioni straordinarie) e con forte incidenza del fondo “ex 625 milioni”.

«Il fatto è che nel decreto si parla soprattutto di grandi e medie città e di come ridurre o addirittura recuperare i disavanzi creati da alcune di esse – spiega la presidente dell’Associazione dei Comuni Veneti Maria Rosa Pavanello – sarebbe stato giusto tenere in considerazione, tuttavia, le tante municipalità virtuose che pur avendo mantenuto un basso tasso di indebitamento si ritrovano a non avere la giusta libertà di investimento. Sarebbe opportuno, oltretutto, che ci dessero la possibilità di spendere i 530 milioni già in fase di conversione del Decreto».

Il suo pensiero va in direzione anche delle municipalità che potranno beneficiare della rinegoziazione dei mutui contratti con Cassa depositi e prestiti e Ministero dell’economia e finanze: attraverso il decreto il loro numero è stato ampliato, includendo coloro che non hanno approvato i bilanci. «In Veneto –aggiunge Pavanello– ci sono diversi comuni in grado di estinguere i mutui contratti perché hanno consistenti avanzi di amministrazione (al momento utilizzabili di fatto solo per questa finalità), ma le sanzioni non lo permettono. Bisogna eliminarle e bisogna farlo al più presto, entro l’estate. Dobbiamo proseguire con convinzione la trattativa avanzata col Governo su questo tema».

Oltre a questo è prevista, sempre da parte degli uffici ministeriali, una dotazione aggiuntiva di 700 milioni per permettere la nettizzazione del cofinanziamento regionale: si mettono cioè le Regioni nelle condizioni di erogare contributi alle municipalità e di conseguenza per i servizi ai cittadini.

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