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direttore responsabile Roberto De Nart

Il glifosato, l’erbicida più usato, anche in provincia di Belluno, è cancerogeno. Coltivare Condividendo: “Tutto nasce da un errore di fondo, quello di non rispettare il principio di precauzione”

Giu 26th, 2015 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Riflettore, Sanità, Società, Associazioni, Istituzioni

“Ci stanno avvelenando! Vale la pena di rischiare di prendere un tumore per eliminare 4 fili d’erba? Come si fa a usare una sostanza così pericolosa con tanta leggerezza?”

vigneti, erbicida glifosatoSono gli interrogativi dei cittadini in relazione alla recente decisione della Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) il braccio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa dell’ambito oncologico.
L’Agenzia per la ricerca sul cancro ha infatti emesso un verdetto pesante su cinque pesticidi molto usati in agricoltura.  Lo fa sapere in una nota il Gruppo Coltivare Condividendo. Si tratta di un erbicida () e due insetticidi ( e ), dichiarati probabili cancerogeni per l’uomo Sicuramente il più noto è il Glifosato, l’ erbicida più usato al mondo. (si ritiene che circa il
70% della terra arabile del pianeta è trattata con questo diserbante).
Molto usato nelle coltivazioni di piante Ogm definite Roundup Ready, dal nome del primo erbicida a base di glifosato realizzato e brevettato dalla multinazionale Monsanto

La IARC dichiara che sono davvero molti i danni che il glifosato provoca alla salute umana. I principali sono la cancerogenicità, soprattutto il linfoma, il carcinoma della mammella del
tipo estrogeno-sensibile, i tumori della sfera riproduttiva, l’infertilità maschile, sempre più diffusa, in persone sempre più giovani, la disbiosi intestinale.
Ma molte altre patologie sono sospettate in base ai dati degli esperimenti Certo, la notizia è importante.

Ma cosa c’entra il glifosato con la provincia di Belluno? E ha un senso che i bellunesi si preoccupino di questa dichiarazione dello IARC?

coltivare condividendo (1)Noi riteniamo che la preoccupazione debba essere massima dato che il rischio che anche il nostro territorio sia contaminato da questa pericolosa sostanza è molto alto Due le principali fonti di inquinamento:

– il glifosato è molto utilizzato nei vigneti intensivi (le strisce giallo-arancioni sotto i filari di vite ne evidenziano l’utilizzo).

Alla luce dei massicci acquisti di terreno da parte dei viticoltori (in primis) del prosecco anche nella nostra provincia e del conseguente impianto di vigneti intensivi, è ipotizzabile che anche nella nostra vallata verrà riversata una quantità massiccia di glifosato, probabile cancerogeno – il glifosato è l’ erbicida più usato da comuni e provincia per diserbare strade, parchi spazi pubblici (ma anche i privati lo usano nei loro viali e davanti le loro abitazioni)

Molte le segnalazioni e le preoccupazioni espresse dai cittadini dinnanzi all’irrorazione di strade e parchi, anche in pieno centro abitato. Questo è veramente grave, anche perché vi
sono delle normative ben chiare che vietano l’uso di erbicidi in ambiente urbano (art.5.6 Misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili – art.5.6.1 Utilizzo dei prodotti fitosanitari ad azione erbicida (in ambiente urbano).

Riteniamo importante che sia finalmente bandito l’utilizzo del glifosato, che i Sindaci (come massimi responsabili della salute pubblica dei cittadini) prestino molta attenzione alle
indicazioni dell Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro ed ai rapporti ISPRA sull’inquinamento delle falde acquifere, dovuto principalmente al GLIFOSATO,

Un’altra considerazione da fare è la sottostima della classe rischio, assegnata ai diserbanti dal Ministero della Salute, con particolare riguardo a quelli con principio attivo glifosato

Gruppo Coltivare condividendo

Gruppo Coltivare condividendo

E’ altresì vitale che ognuno di noi faccia sentire la propria voce!
Seguendo le indicazioni dell’amico Gilberto Carlotto del WWF (OA WWF – TERRE del PIAVE TV-BL; Gruppo AltaMarca) sollecitiamo tutti a richiedere all’ufficio tecnico del proprio Comune il nome commerciale e il principio attivo la scheda di sicurezza del prodotto utilizzato per diserbare strade e spazi pubblici.
Segnalando agli stessi, che in base all’articolo 5.6.1 è vietato usare taluni erbicidi nei centri abitati (molti Sindaci lo sanno benissimo, ma se nessuno protesta ….lo usano)

Non nuoce ricordare che alcuni stati europei ne hanno da tempo vietato la vendita (Russia e Danimarca) mentre l’Olanda lo ha fatto qualche mese fa, con un decreto del Parlamento e la
Francia ci sta lavorando.

La storia recente della medicina mostra che c’è un tempo di latenza troppo lungo, di almeno un paio di generazioni per arrivare a eliminare dal mercato una qualsiasi sostanza tossica.
(amianto DDT ecc..) Il procedimento è complesso e gli interessi in gioco sono molto forti.

Tutto nasce da un errore di fondo, quello di non rispettare il principio di precauzione. Ed è ad esso che noi ci appelliamo.

http://www.coltivarcondividendo.blogspot.it/

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