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Dopo il naufragio in laguna, la barca del Pd scricchiola e si prepara la notte dei lunghi coltelli

Giu 22nd, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

nave tempesta naufragioDopo il massacro delle elezioni regionali, dove Zaia ha steso la Moretti, nel Pd prosegue il conteggio dei morti, dei feriti e dei naufraghi.
Oggi è la segreteria regionale del Pd con il suo segretario Roger De Menech ad aver calato sul tavolo la lettera di dimissioni, con richiesta di congresso straordinario del partito.
Non che il clima fosse cordiale nemmeno qui a Belluno, dove venerdì scorso durante l’assemblea che ha confermato Erika Dal Farra alla segreteria provinciale, a sbattere la porta e ad andarsene via per confluire nella corrente di Civati sono stati in 8. Con Renato Bressan in testa, a seguire Ezio Bortot, Paolo Sandi, Rita Gentilin, Loredana Casanova, Sandra De Min, Aldo Da Roit e Nicola Zambelli.
Ma non è finita.
Qualche perplessità ce l’ha pure Quinto Piol, che sempre nella riunione della scorsa settimana ha abbandonato l’assemblea per protesta. Come dargli torto, se è vero come è vero che il Circolo Pd Castionese è dall’ottobre 2014 che attende che venga discussa in sede provinciale la questione delle province interamente montane e confinanti con stati esteri, affinché siano mantenute in Costituzione enti elettivi di primo grado, oltre che rafforzarne le competenze e l’autonomia politica, amministrativa e finanziaria.

Ma ad oggi, pare che il tema non sia stato ancora affrontato. E’ passato, calato dall’alto, invece, senza tante discussioni nei circoli lo scorso maggio, a poche settimane dal voto, l’accordo con il Bard, confermato anche dal ministro Delrio quando è stato in visita a Belluno: “Il vostro accordo è nero su bianco e firmato da sottosegretari e altri alti rappresentanti. – disse Delrio ai candidati Andrea Bona e Alessandra Buzzo, presenti all’incontro –  Gli impegni che avete ottenuto dal Governo saranno certamente rispettati, potrete avere l’elettività e un’autonomia che, per adesso, non sarà ancora speciale”.
A questo punto però, anche dopo le rassicurazioni a mezzo stampa del sociologo dalla doppia tessera (Bard e Pd) Diego Cason, il Circolo castionese del Pd con Quinto Piol in testa vuole vederci chiaro, conoscere i dettagli di quell’accordo mai reso pubblico, con il quale è stato imbarcato il Movimento Bard nella nave del Pd, poi naufragata a Venezia.

Ed è appunto per questo motivo che ora viene chiesto formalmente alla segreteria provinciale del Pd la convocazione dell’assemblea provinciale per la discussione del documento sull’ente Provincia e sul famoso accordo Pd-Bard.
Insomma, nel rispetto delle migliori tradizioni della sinistra italiana, pare che ci si trovi di fronte ad una resa dei conti interna. A tutto vantaggio dei vincitori, i leghisti, che stanno celebrando i loro riti padani a Pontida, come ai tempi del dio Bossi.

Roberto De Nart

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7 comments
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  1. L’accordo é scaricabile integralmente sul sito del BARD. in copia originale firmata. Paura 0

  2. elo chi sto bard?

  3. Io l’avevo detto che erano pagliacci, in particolare desmenek, ed ora guardate che fine stanno facendo! Aahahaaaah

  4. Chi scrive ..”l’avevo detto” è sempre quello più intelligente, … dopo… I nomi personali si scrivono e si pronunciano correttamente, non storpiandoli come faceva il buon Emilio Fede.

  5. Un accordo fuffa per racattare qualche voto niente di piu e niente di meno l unico posto dove può essere scaricato è la turca di qualche bar di periferia.

  6. a volte non ci si spiega del perchè la classe politica sia così scadente..invece una spiegazione cè, basta leggere i commenti che si scrivono..

  7. A volte non ci si spiega del perchè la classe politica sia così scadente, invece il perchè cè, basta leggere i commenti che si scrivono..