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Cani antiveleno per bonificare il territorio da esche mortali

Giu 19th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

cane soccorsoLa Polizia locale del Comune di Belluno, in collaborazione con la Polizia provinciale e col Corpo forestale dello Stato, sta eseguendo il controllo e la bonifica di alcune zone tra cui il Parco comunale di Nogarè e la zona Sossai-Calmada, interessati in passato da presenza di esche avvelenate che, in alcuni casi, hanno portato alla morte di cani e gatti.

Per tale operazione vengono utilizzati cani antiveleno in dotazione ai Corpi di Polizia provinciale e formati sulla base del progetto europeo “WolfAlps”, di cui la Regione Veneto è partner.

Centinaia di animali selvatici e domestici muoiono ogni anno in Italia dopo lunghe sofferenze a causa dell’ingestione di esche avvelenate. Che sono piazzate con vari obiettivi. Da quello che non sopporta il cane del vicino ai cosiddetti avvelenatori professionali come quei cercatori di tartufi che avvelenano i cani della concorrenza. Agli avvelenatori da diporto, come quei cacciatori che prima dell’apertura della stagione venatoria avvelenano volpi, tassi, faine e rapaci che possono dar loro fastidio. Infine gli avvelenatori che agiscono per difesa dai predatori, come possono essere gli allevatori, per eliminare la presenza del lupo o dell’orso.

In ogni caso, l’uso di esche avvelenate configura un reato per il quale è prevista la reclusione fino a 18 mesi.

Il veleno disperso nell’ambiente infatti, provoca danni enormi all’ecosistema, contaminazione delle fonti d’acqua, uccisione indiscriminata di specie e alterazioni della catena alimentare. Oltre a costituire una minaccia anche per i gli animali domestici e per l’uomo.

 

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