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direttore responsabile Roberto De Nart

Occhialeria. La Pinoptik di Quero festeggia i trent’anni di attività

Giu 16th, 2015 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

pinoptik occhialiE’ nata in uno scantinato, come molte altre aziende di quel Nordest del capitalismo molecolare diffuso che è (stato) la locomotiva d’Italia. Ha resistito alla crisi iniziata nel 2008, superando momenti resi difficili non tanto dal crollo del mercato interno o dalla carenza di ordini, quanto piuttosto da un cliente che, fallendo, non ha saldato un importante debito, creando inevitabili tensioni finanziarie. In questo 2015, la Pinoptik, piccola occhialeria di Quero Vas, festeggia i trent’anni di attività con rinnovato ottimismo, forte di una produzione di nicchia, di una spiccata propensione all’export e soprattutto – dicono i diretti interessati – di una gestione familiare. L’azienda è stata fondata infatti da Giancarlo Bavaresco e dalla moglie Elena Pin, originari di Casale sul Sile, ma da anni trapiantati in quel di Quero. Adesso è gestita dall’intera famiglia: oltre ai genitori, anche i tre figli Monia, Fabio e Ketty si occupano della fabbrica, in base alle competenze e alle inclinazioni di ciascuno. Con orgoglio, determinazione, tanta passione e anche qualche piccola incomprensione. «Ma – assicurano concordi i tre figli – l’essere uniti, una vera famiglia, ci ha permesso di andare avanti anche nei momenti più difficili, quando ci siamo trovati a dover decidere se arrenderci o se andare avanti».
L’avventura imprenditoriale inizia nei primi anni Ottanta.

Se la Pinoptik spegne in questo 2015 le trenta candeline, gli esordi risalgono a qualche anno prima. «Un sabato mattina – racconta Giancarlo Bavaresco – vedo arrivare sul cortile di casa un camion che scarica alcuni macchinari per la stampa delle “anime”, componenti in metallo per gli occhiali. Erano un regalo di una persona che ha creduto in me. Vista la mia passione, mi sono deciso a pulirli, sistemarli e portarli negli scantinati di casa. Ho quindi iniziato a metterli in funzione, lavorando di sera, dopo le mie ore in fabbrica. L’impegno e il tempo dedicato all’attività “in casa” sono aumentati gradualmente, sino a quando, anche grazie al sostegno di mia moglie, abbiamo deciso di fare il grande salto, avviando un’azienda nostra. Abbiamo trovato uno spazio adeguato, perché nello scantinato non ci si stava più. Nel 1985 abbiamo così fondato la Pinoptik, producendo non più solo minuteria ma anche occhiali finiti. Dieci anni dopo abbiamo realizzato una nuova sede, dove ci troviamo tutt’ora». «All’inizio – prosegue Giancarlo Bavaresco – i nostri clienti erano soprattutto italiani, adesso l’export vale il 75% del nostro fatturato». In questi trent’anni di attività un solo momento davvero difficile: nel 2008, quando il fallimento di un cliente ha lasciato un “buco” notevole. A ciò si è aggiunto un calo degli ordini, dovuto alla crisi. «Abbiamo tenuto duro – spiega Ketty Bavaresco – e siamo rimasti uniti. Siamo stati costretti a ridurre il personale, ma abbiamo cercato e trovato nuovi clienti. Adesso siamo tornati a crescere. Nel 2014 abbiamo registrato un buon incremento di fatturato. Le nostre scelte di mantenere qui la produzione, di puntare su produzioni di qualità e di nicchia e di internazionalizzarsi hanno pagato».

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