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Lacrime di coccodrillo. L’onorevole De Menech ora vuole riformare la legge elettorale, che ha portato in Regione chi ha preso 1/9 delle preferenze del leader del Pd bellunese

Giu 16th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Roger De Menech, deputato Pd

Roger De Menech, deputato Pd

«Credo che una delle prime cose da mettere in agenda del nuovo Consiglio regionale sia una riforma accurata dell’attuale legge elettorale». A due settimane dal voto, il segretario veneto del Partito democratico Roger De Menech, interviene per sottolineare le incongruità del sistema elettorale veneto: «Questa legge non garantisce una buona rappresentazione del corpo elettorale. Nel collegio di Belluno, per esempio, il Pd ha preso 14.785 voti, pari al 20,27 per cento. Siamo la seconda forza politica provinciale, poco dietro la lista Zaia. I nostri candidati prendono nel complesso 6.886 preferenze, eppure non eleggiamo nessun consigliere.

In compenso viene eletto chi prende 9 volte meno delle preferenze raccolte dal nostro primo candidato. Resta inteso che chi è stato eletto è pienamente legittimato in base al sistema vigente però, alla luce di questi dati, credo sia urgente fare una riflessione su come sia stata emendata a gennaio e rimettere mano alla legge. A scanso di equivoci, preferirei fosse fatto a inizio legislatura, giusto per evitare storture e strumentalizzazioni che possono insorgere quando si modifica una legge elettorale a ridosso delle urne».

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15 comments
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  1. De Menech è il responsabile del più grosso flop elettorale mai visto per il partito democratico… e avanza ancora fiato per parlare…la prima cosa da metter in agenda.. ma nella sua agenda sono le dimissioni da segretario regionale !

  2. Signora Broi, un po’ di onesta’ intellettuale ci vorrebbe sempre…..purtroppo la sinistra e’ legata a meccanismi passati che non gli fa leggere mai la realta’ e cade sempre sull’emigrazione.
    Si deve rendere conto che queste situazioni disorganizzate e sempre senza regole il popolo Italiano non le regge piu’ e’ sempre quello che paga e non vede mai cambiare le cose.
    Se la sinistra tira fuori gli attributi bene, altrimenti e’ destinata alla catastrofe, noi buttiamo via tutti Berlusconi, Bossi, Bersani ed anche Renzi.

  3. dovrebbe lavorare per far tornare elettiva la provincia se vuole recuperare, secondo me

  4. La colpa è sempre degli altri, da qualche altra parte, per qualche altro motivo. Dimissioni subito, questa è onestà intellettuale.

  5. Questo è proprio una persona intelligente speriamo che rimanga al comando del PD veneto per tanto ma tanti tempo….

  6. Dopo il tonfo in provincia(da 20500 voti a 14700 voti circa la colpa è della legge elettorale?) regione sarebbe bene che i dirigenti ,che in questa tornata elettorale hanno sostenuto questo progetto fallimentare , ne prendano atto e si dimettano. La gente non vi sostiene più ne voi ne tanto meno i vostri obiettivi. Forse è ora che si ritorni a parlare di contenuti non di contenitore . Questo servirà a qualcuno a rimettere i piedini “da bass” Se questi fossero in una azienda privata sarebbero licenziati per scarso rendimento. A casa.

  7. Ora che questa legge elettorale vada cambiata non vi è dubbio. Pare infatti di essere andati alla lotteria più che ad un voto elettorale, ma che adesso lo scoprano i segretari regionali e i consiglieri che l’hanno votata facciano pure ricorso mi pare un po troppo.

  8. Credo che al di la delle posizioni e convenienze politiche una legge elettorale con la quale non vengono eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior consenso da parte dei cittadini è da cambiare anche se appena approvata. Piuttosto mi chiedo dov’erano quando hanno votato e quali convenienze hanno fatto sì di creare una cosa del genere.

  9. Concordo con Silvano poichè è veramente una sconcezza questa legge elettorale, che a distanza di oltre due settimane dal voto non ha ancora definito gli eletti.
    Inoltre è evidente che è assurdo il meccanismo cervellotico in base al quale non vengono eletti coloro i quali hanno ottenuto più voti, e non parliamo di piccole differenze, ma di moltissimi voti.
    Se anziché pensare così spesso a cambiare la legge elettorale (non ho capito che motivo c’era di cambiarla durante quest’ultima legislatura) si pensasse un pò di più ai bisogni dei cittadini, a diminuire gli sprechi ed i contributi a cascata, agli investimenti in opere pubbliche utili e necessarie, alla manutenzione delle strade, a finanziare la vigilanza per scongiurare i furti nelle abitazioni, … beh forse sarebbe meglio e sicuramente io sarei più contento. E con n’è tanti altri cittadini.

  10. Chi è causa del sul mal pianga sè stesso.

  11. Abbiamo eliminato il commento di Andrea in quanto offensivo. Se poi Andrea volesse firmarsi quando interviene e rinunciare all’anonimità ne guadagnerebbe in credibilità.

  12. vuoi vedere che ci proporranno un vaccatum? Renzi diceva mai più nominati in Parlamento poi vediamo come funziona l’Italicum. Da notare che a monte c’è tutto un susseguirsi di illegittimità, sia perché il Parlamento attuale è stato eletto dal porcellum dichiarato incostituzionale di conseguenza l’italicum è stato approvato dall’incostituzionalità.

  13. Io invece sostengo che la legge elettorale è assolutamente razionale e logica. Posto che il Presidente deve avere una maggioranza, è ovvio che alla minoranza spettano meno seggi. Ed è logico che all’interno di un partito che va in minoranza, debbano andare in Consiglio Regionale coloro che, all’interno di questa lista, hanno preso più preferenze. Sergio Reolon, il quale se non sbaglio ebbe a votare questa norma, all’interno del PD non è fra i più votati. Quanto al principio della rappresentatività territoriale, essa è garantita dal fatto che al bellunese spettano due consiglieri, a prescindere dagli aventi diritto al voto. La rappresentatività territoriale poi, e lo dice il buon senso, non può essere così dirimente da far si che il bellunese sia sovra rappresentato, perché altrimenti ne deriverebbe che un bellunese che vota vale di più di un trevisano o di un veronese. Voglio dire che Sergio Reolon è a casa, c’è una logica, ed è anche la sua logica…

  14. Leggo che la redazione invita Andrea a manifestarsi con nome e cognome.
    A più riprese avevo espresso questo auspicio a Roberto De Nart e a chi partecipa alle discussioni.
    Sono convinto che ne guadagnerebbero il tono della discussione ma soprattutto la qualità.
    Certo, come diceva il Manzoni, “Uno il coraggio, se non lo ha, mica può darselo”.

  15. Io invece ritengo che la possibilità di esprimere dei commenti (non denigratori) ancorchè in forma anonima sia un valore aggiunto peraltro comune alla stragrande maggioranza dei blog e financo alla carta stampata ove spesso sulle rubriche destinate alle lettere dei lettori compaiono interventi con la dicitura “lettera firmata”… non ne farei una questione di coraggio, al più di opportunità. Viceversa questo strumento consente di esprimere un’opinione nella forma più libera, senza timore per eventuali dissapori, inimicizie o peggio ritorsioni, che un determinato commento o presa di posizione può generare… il caso Baldovin costretto a dimettersi dalla sezione Piccoli Industriali di Confindustria Belluno per un post su FB dovrebbe insegnare qualcosa…