Tuesday, 20 August 2019 - 11:37
direttore responsabile Roberto De Nart

L’avvelenato frutto dei ricorsi * di Diego Cason

Giu 15th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina
Diego Cason sociologo

Diego Cason sociologo

Dopo una lunga e incivile attesa è finalmente maturato l’avvelenato frutto prodotto da ricorsi tanto legittimi quanto inconsistenti. Il BARD ha ottenuto sul campo il risultato rilevantissimo della elezione di un consigliere Regionale donna, Sindaco, e del Comelico. Un risultato giudicato da tutti impossibile prima che si realizzasse. L’ha ottenuto grazie ad uno studio attento della legge elettorale veneta e grazie a una serie di eventi non prevedibili che hanno giocato a nostro favore. Ora, i ricorsi di due ex consiglieri regionali, tra i quali un bellunese, mettono in discussione il risultato raggiunto. E consegnano, per il momento, il seggio ostinatamente voluto dal nostro piccolo gruppo, a persone che nulla hanno fatto e nulla faranno nell’interesse dei bellunesi. Ovvio che tuteleremo legalmente gli interessi della candidata Alessandra Buzzo utilizzando le garanzie che la legge prevede. Lo faremo perché il presidente della commissione elettorale del Veneto non ha tenuto in nessun conto i criteri stabiliti dalla Giunta regionale e confermati dal ministero dell’interno. Vedi: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2814 del 29 dicembre 2014 Adempimenti elezioni regionali 2015. Soluzione quesiti posti dal Ministero dell’Interno sull’interpretazione e applicazione della legge regionale n. 5 del 2012,

Lo faremo perché le irregolarità nelle elezioni ci sono sempre ( e non sono dei brogli) e non ci pare equo modificare i risultati analizzando solo gli errori commessi in 25 seggi. A questo punto le schede le ricontano tutte. Se alla fine del controllo il risultato premierà altri candidati, augureremo loro buon lavoro e faremo il possibile perchè le politiche regionali risolvano i gravi problemi delle comunità dolomitiche bellunesi. Siamo rimasti in questi giorni di scandaloso ritardo con la tranquilla consapevolezza che il lavoro da fare resta molto e che l’elezione di un Consigliere non avrebbe magicamente risolto alcun problema. Ora che una discutibile determinazione del Presidente della commissione elettorale del Veneto ci impedisce di ottenere il Consigliere restiamo fermi nel nostro convincimento che, finché i bellunesi non saranno consapevoli dei loro diritti e non agiranno per ottenerli, non li avranno mai.

In ogni caso il BARD ha ottenuto un buon risultato perché:

1) La legge elettorale del Veneto è stata pensata per impedire il successo di liste locali.

2) Il risultato è stato ottenuto entro una coalizione che ha perduto le elezioni regionali.

3) La politica italiana è preda a una visione ideologica dominante, avversa alle autonomie locali.

4) I “rassegnati reclamanti” detestano l’autonomia, perché imporrebbe loro il dovere di darsi da fare.

5) Entrare in una lista non centrale della coalizione elettorale di un Presidente è stato penalizzante.

6) L’assenza del nostro simbolo ci ha impedito di vincolare il messaggio elettorale alla nostra storia e al lavoro da noi svolto

6) Per ottenere un successo elettorale non basta avere buone idee e buoni candidati.

7) Questa campagna elettorale è stata per noi formidabile. Abbiamo fatto una mole di lavoro impressionante. Incontri che lasceranno traccia e ci saranno utilissimi in futuro. I nostri candidati sono stati tutti tre bravissimi e all’altezza del loro compito. Hanno fatto molto di più di quel che era lecito aspettarsi da loro. Sono stati eccellenti ambasciatori del BARD.

9) Il Parlamento c’è un progetto di legge che dice che presidente delle province interamente montane e il consiglio provinciale sono eletti a suffragio universale e diretto. Questa proposta sta alla Commissione affari costituzionali e sarà approvata rapidamente. Ci hanno provato in tanti, ben più potenti e capaci, a imporre questa modifica alla legge Delrio. Noi abbiamo sottoposto a questa condizione la partecipazione ad una campagna elettorale difficilissima che abbiamo affrontato con pochi mezzi e molte idee. Senza presunzione, con serenità ma con ostinata e feroce determinazione. Dovremo lavorare ancora per raggiungere un risultato che permetta alle nostre comunità di ritrovare l’orgoglio di essere abitanti delle Dolomiti.

Per il BARD Diego Cason

Share

4 comments
Leave a comment »

  1. Clap clap, bravo Reolon! Clap clap!

  2. Che questa legge elettorale sia una vera schifezza, specialmente perchè ignora totalmente il principio di “rappresentatività” e”proporzionalità”, è un fatto indiscutibile di cui qualcuno, chi l’ha scritta e approvata, dovrà dar conto. Sul “risultato rilevantissimo” e su tutto il resto è meglio stendere un “velo pietoso”!

  3. Questo testo di Cason va incorniciato e archiviato e ricordato quale esempio di superficialità giuridica e di rozzezza politica. Ma che discorsi sono!!! Gli eletti li proclama la Corte d’Appello, mica il BARD o Cason, e la Corte d’Appello ha proclamato Roccon. Piace? Non piace? Che si ricorra! Ma non esiste lasciar intendere che Buzzo sarebbe stata eletta e poi privata della sua elezione, come fa Cason. A tacere, poi, della circostanza che secondo Cason il seggio non andrebbe attribuito ad altri perché, udite udite, questi altri “nulla hanno fatto e nulla faranno nell’interesse dei bellunesi”. Ma che discorsi sono!! Qui si tratta di applicare una legge elettorale, mica di autoattribuirsi un merito politico a priori quale criterio di elezione. Forse, senza forse, al BARD sono saltati i nervi per aver creduto di aver “ottenuto sul campo il risultato rilevantissimo della elezione di un consigliere Regionale donna, Sindaco, e del Comelico”. Peccato aver fatto i conti senza l’oste, ovvero la Corte d’Appello alla quale sola, finché siamo in questo stato di diritto, spetta la proclamazione degli eletti. Quando, tra qualche anno, saremo nello stato del diritto e del rovescio auspicato da Cason, gli eletti li nominerà direttamente il BARD. Che è una idea. Che potrebbe essere una buona idea….

  4. Prima il Bard deve eleggere i propri amministratori, che sono decaduti dallo scorso 9 gennaio.
    Ma per fare questo dovrebbe convocare un’assemblea plenaria che, a vedere la partecipazione delle passate assemblee di valle, potrebbe anche andare deserta.