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Franco Roccon in Regione al posto di Alessandra Buzzo per decisione della Corte d’Appello

Giu 15th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

regione venetoLa composizione del nuovo Consiglio Regionale del Veneto è stata definita stamani con la proclamazione del presidente della giunta regionale e dei consiglieri regionali eletti ad opera dell’Ufficio centrale regionale presso la Corte di Appello di Venezia.

Il presidente della giunta regionale sarà Luca Zaia.

I consiglieri che siederanno a Palazzo Ferro Fini per la X Legislatura sono:

per la Lista Zaia, Gianpaolo Bottacin, Fabrizio Boron, Luciano Sandonà, Gabriele Michieletto, Silvia Rizzotto, Sonia Brescacin, Nazzareno Gerolimetto, Alberto Villanova, Francesco Calzavara, Fabiano Barbisan, Stefano Valdegamberi, Nicola Finco, Manuela Lanzarin;

per la Lega Nord: Roberto Marcato, Giuseppe Pan, Stefano Falconi, Gianpiero Possamai, Riccardo Barbisan, Gianluca Forcolin, Alessandro Montagnoli, Luca Coletto, Roberto Ciambetti, Marino Finozzi.

Forza Italia sarà rappresentata da Otello Bergamo, Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan, mentre Franco Roccon sarà consigliere per Indipendenza Noi Veneto e Sergio Berlato rappresenterà Fratelli d’Italia.

Per Alessandra Moretti (candidato presidente con il secondo numero di preferenze) sono stati eletti: Graziano Azzalin, Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Piero Ruzzante, Orietta Salemi, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis per il PD; la lista Moretti presidente sarà rappresentata da Franco Ferrari e Cristina Guarda, mentre Pietro Dalla Libera è stato eletto per Veneto Civico.

Il Movimento 5 Stelle porterà a Palazzo Ferro Fini cinque consiglieri: Jacopo Berti, Simone Scarabel, Erika Baldin, Manuel Brusco e Marco Dalla Gassa.

La coalizione che sosteneva Flavio Tosi sarà rappresentata dai “tosiani” Andrea Bassi, Maurizio Conte e Stefano Casali, da Marino Zorzato per Area Popolare e da Giovanna Negro per il Veneto del Fare.

 Dieci le donne che andranno a prendere posto a Palazzo Ferro Fini (19,6% dell’intero Consiglio; prima era il 6,5%, con quattro elette alle regionali del 2010). I più votati alle regionali del 31 maggio sono risultati Berlato (10.422 voti), Giorgetti (8.468) e Berti (7.904 voti).

Dalla data della proclamazione decorre il termine di 10 giorni previsto dal Regolamento del Consiglio regionale per la seduta di insediamento del Consiglio regionale con all’ordine del giorno la elezione del presidente del consiglio regionale e dell’Ufficio di presidenza.

 

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10 comments
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  1. Mi fa ribrezzo questa news! Roccon é il peggio del peggio, credevo che con Bottacin si fosse raschiato il fondo… Ma mi sbagliavo di grosso… Una delusione enorme. Bravi bellunesi, complimenti siete ufficialmente dei tordi

  2. @rampleskin
    che colpa ne hanno i bellunesi? Roccon ha preso 350 voti e va in regione, Reolon Toscani De Carlo e tanti altri con più di 1500 voti restano a casa, credo non sia tutta colpa dei bellunesi questo pastrocchio… poi se mi dici che nonostante tutto ci sono 350 bellunesi che hanno votato e premiato l’ex presidente di BIM–GPS, BIM-GSP sigla sinonimo della più grande vergogna bellunese della storia allora ti do ragione, ma non generalizzaiamo per piacere.

  3. speriamo gestisca la Regione Veneto e la provincia di Belluno come il bim gsp così non ci rimarrà altro che chiedere asilo politico in Eritrea…dipiù non scrivo altrimenti rischio la querela…come dice Vasco mi viene il vomito!

  4. commentatori anonimi o meno: ocio alla querela (LOL)

  5. Un bravi a tutti coloro che hanno avuto l’illuminazione di votare ancora Roccon!!!
    Evidentemente ai bellunesi non basta pagare i debiti di Bim creati durante la gestione Roccon, dalla padella alla brace!!!
    Che titolo di laurea ha in mano Roccon ? e dove si e’ laureato?

  6. @Paolo
    hai ragione dimenticavo che ne 2013 è stata esposta una querela da 100mila euro nei confronti di Gianpaolo Bottacin, di Camillo De Pellegrin, di Valter Bonan e dell’Italia dei Valori…

  7. Il titolista di questo pezzo dovrebbe informarsi prima di scrivere. Infatti, scrivere che Roccon è entrato “al posto” di Buzzo lascia intendere che Buzzo fosse già Consigliere regionale e che Roccon, appunto, l’abbia spodestata. Erano soltanto le previsioni degli uffici del Consiglio Regionale che davano Buzzo per eletta, ma la proclamazione degli eletti, e l’interpretazione della legge elettorale, non spetta a un ufficio indeterminato o al Consiglio Regionale, che ancora non c’è, ma soltanto alla Corte d’Appello. Punto. Ma dovremmo parlare di giornalismo. che è un’altra cosa che questo modo di riassumere un fatto…

  8. Sentivamo la forte mancanza della lezione di giornalismo del professor Simbad, che non ha nemmeno il coraggio di firmarsi. Grazie della precisazione. Sappia caro Simbad, che il titolo di un articolo, non è un rogito notarile né un documento ufficiale agli atti di una conservatoria. Esistono, insomma, le semplificazioni giornalistiche mutuate dalla lingua parlata.
    Roberto De Nart

  9. Ecco, appunto, le semplificazioni giornalistiche….

  10. E però un conto è semplificare un fatto, un altro conto è semplificare una fantasia… Vi è qualche differenza. Ad maiora!