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Renzo Mazzaro a Belluno presenta il suo libro inchiesta Veneto anno zero “Sul Mose avremmo dovuto sentire tuonare le opposizioni in campagna elettorale, e invece si è parlato solo di migranti e barconi”

Giu 11th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

renzo mazzaro martina reolon stefano buccini“Nel 1992 con Tangentopoli e la corruzione al 2-3% pensavamo di aver toccato il fondo. Oggi con lo scandalo Mose siamo arrivati al 20%. La maxitangente, madre di tutte le tangenti, del caso Enimont del 1993 era di 70 milioni di euro, ma con il Mose siamo a 100 milioni l’anno per dieci anni”!
Lo ha detto Renzo Mazzaro, giornalista del gruppo “Repubblica-Espresso”, e scrittore, nel corso della presentazione del suo ultimo libro “Veneto anno zero” che si è tenuta questo pomeriggio, giovedì 11 giugno in sala San Vittore del Centro Giovanni 23mo di Belluno.
Insieme all’autore c’era il pm Stefano Buccini, del pool del quale fanno parte anche i pubblici ministeri Stefano Ancillotto e Paola Tonini, coordinato dal procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, che coordina l’indagine sulla tangentopoli lagunare.
Mazzaro ha parlato di un sistema corruttivo generalizzato a tutti i livelli. “C’è una corruzione profonda che pervade la pubblica amministrazione dalle grandi opere miliardarie fino al Catasto di Padova, dove, con 30 euro, non facevi la coda”.

Renzo Mazzaro

Renzo Mazzaro

“Nella campagna elettorale per le regionali avremmo dovuto sentire tuonare le opposizioni sul caso Mose, che era imperniato sulla giunta veneta. E invece si è parlato di migranti e barconi. Eppure, anche Veneto strade (la società partecipata della Regione ndr) ha pagato importi per due milioni di euro di fatture fasulle alla Bmc Broker di Colombelli con sede in San Marino. E non siamo nemmeno certi che i collaudi tecnici siano affidabili, per quelle 78 manine del Mose che devono fermare il mare e costeranno 6 miliardi anziché un miliardo preventivato.”
“Siamo in presenza di una corruzione dai connotati invasivi – conferma il pm Stefano Buccini – da un’indagine fiscale della Guardia di finanza sono emerse delle stranezze, con false fatturazioni e prestazioni dagli importi spropositati, per scaricare un’uscita contabile. Con l’accordo che una parte di liquidi ritornava a colui che ha pagato le fatture. La corruzione – ha proseguito il magistrato – uccide il merito, favorisce la bassa qualità e distribuisce denaro a chi non ha meriti. E’ un reato nel sistema e non contro il sistema. I massi di affondamento del Mose provenienti dalle cave in Croazia sono stati fatturati da una società canadese. Oggi questo no potrebbe ripetersi perché c’è grande attenzione internazionale ai flussi di denaro. Anche a San Marino non si incassa più il denaro in contante. C’è una lista nera monitorata dei paesi come Dubai e Singapore che sono ancora dei paradisi fiscali. Ma la corruzione oggi non passa più solo attraverso il contante, ma con degli scambi di cortesie. Come ad esempio l’affidamento di consulenze o l’affidamento di lavori. E comunque – ha concluso il pm – ogni inefficienza della pubblica amministrazione può generare corruzione. Perché passa l’idea che pagare sia meglio che combattere”.
“Un delirio di spese durato 10 anni – prosegue Mazzaro – interrotto come per Al Capone da un’indagine fiscale che scoperchia una voragine corruttiva. Nelle carte processuali spuntano nomi come Tremonti e Letta. Galan è ancora parlamentare, ma sappiamo che dal 4giugno non fa più parte della Massoneria, perché è “in sonno”. La Massoneria, dunque, si fa rispettare, lo Stato no!”
Convegni con esperti dove viene trattato il problema della corruzione, articoli di giornali, libri. Perché non succede niente? Si chiede Mazzaro che con il suo precedente libro I padroni del Veneto aveva anticipato ciò che un paio di anni dopo sarebbe stato accertato dalla magistratura.
La corruzione eretta a norma di legge, come scrivono Giorgio Barbieri e Francesco Giavazzi nel loro libro. “Il Mose – conclude Mazzaro – insiste con una onnipotenza tecnica che è il Consorzio Venezia nuova. L’ingegner Piergiorgio Baita, ex presidente della Mantovani, arrestato due anni fa con l’accusa di false fatturazioni, uscito dall’inchiesta patteggiando un anno e dieci mesi, paga 70 milioni alla Impregilo per entrare nel Consorzio Venezia nuova e partecipare agli appalti”.
La serata, moderata dalla giornalista Martina Reolon, è stata organizzata dall’associazione “Una donna per le donne”.

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4 comments
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  1. Forse il sig. Mazzaro non ha mai sentito parlare di M5S, si informi, unica e sola opposizione alla corruzione! Ed in tutto il paese Italia!!!

  2. Andrea nel libro di Mazzaro è citato anche M5S è da dire che parecchi comunicati stampa del movimento sul tema MOSE sono stati sistematicamente censurati non pubblicati dalle testate regionali e anche locali, forse per questo non ne ha sentito parlare durante la campagna elettorale il tema MOSE è stato tenuto accuratamente nascosto dagli organi di informazione, per favorire ZAIA E MORETTI ecchecaso

  3. Ma non si capisce perchè la magistratura abbia aspettato tanto.. troppo tempo.. non sono stati toccate persone come Paolo Costa che in ogni caso sono addentro al sistema.. silenzio assoluto sulla lega nord… la regione veneto doveva essere commissariata visto che Zaia è sempre stato al fianco di Galan e Chisso.. qualcosa doveva sapere.. perchè non ha parlato. Nordio veniva da mani pulite … doveva sapere…erano sempre gli stessi. Anche gli avvocati sono sempre gli stessi.. basterebbe chiedere a loro… Scola , Marcianum e la chiesa sono piene di scheletri… è stato fatto sparire Scola e chiusi gli scheletri negli armadi. E.. comunque.. non c’è solo il Mose.. qua in riviera del Brenta tutti gli affari erano in mano a Chisso e Galan. Qui in riviera se apri bocca in proposito ti bruciano viva come le streghe.

  4. Anni addietro assieme a Chisso e Galan c’era anche Cossiga che faceva affari in riviera del Brenta. Kossiga??!!??