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Alpago Trail: Barnes senza rivali. Nella Ecomarathon successi per Salvador e una strepitosa Silvia Rampazzo. Primo posto ex-aequo per Scanu e Marchi nella novità 21km. Caldo anomalo. Oltre 200 volontari impegnati nell’organizzazione

Giu 7th, 2015 | By | Category: Prima Pagina, Sport, tempo libero

Alpago trail ecomarathon 21KPuos d’Alpago, 07 giugno 2015. Caldo, molta gente lungo il percorso ad incitare gli atleti, organizzazione impeccabile. Sono questi tre gli ingredienti di una grande giornata per la corsa in montagna in Alpago. Trail, Alpago Ecomarathon e la novità 21K vanno in bacheca con l’ennesima edizione da ricordare per gli atleti e per gli oltre 200 volontari impegnati nell’organizzazione della manifestazione.

Oltre al gran caldo, che ha reso difficile soprattutto il tratto finale del percorso, da Poiatte fino all’arrivo di Puos, tratto distintivo delle tre gare in programma è stato il Fair-play, con due arrivi mano nella mano al traguardo. Sui 65 km della terza Alpago Trail, tra le donne primo posto a pari merito per Virginia Olivieri e Cristiana Follador, mentre tra i maschi non ha avuto rivali l’argentino Pablo Barnes, che grazie alla squalifica di Giuliano Cavallo (per lui un’incredibile sbaglio di percorso quando viaggiava al comando con un vantaggio di oltre 10’) non ha avuto problemi ad aggiudicarsi la corsa con il tempo di 6h50’23”, 12’ minuti meglio di Marco Franzini. Completa il podio Davide Ansaldo, con il tempo di 7h11’59”.

Fair-play anche nelle parole a caldo del vincitore Pablo Barnes, che rende omaggio a Cavallo: “Oggi, sono sincero, avrebbe dovuto vincere lui, andava molto più forte di tutti noi. Però aveva sbagliato percorso già due volte quando ancora era con me. Eppure la segnaletica era perfetta, forse Giuliano correva troppo veloce. Per il resto, grazie a tutti, organizzazione perfetta, tutti gentilissimi ai ristori. Io personalmente non sapevo come stavo, perché solo sette giorni ho rappresentato l’Argentina ai mondiali Ultra rail di Annecy. Gli ultimi km in piano sotto il sole sono stati durissimi, terribili, sono a pezzi, ma contento di aver partecipato a questa bellissima gara”.

Autrici di un bel gesto di Fair Play, le due vincitrici della gara femminile dichiarano la propria stima reciproca: “Per me è un onore aver potuto dividere il podio con un’atleta del calibro di Virgina – spiega Cristiana Follador – che stimo e seguo da sempre. Era la prima volta che mi cimentavo sui 65 km, l’anno scorso ho corso l’Ecomaratona, e devo dire che il Trail è una gara bellissima.
“Ringrazio Stefania per l’aiuto che mi ha dato – commenta a caldo Virginia Oliveri, compagna di Barnes e reduce dal terzo posto con la nazionale italiana ai mondiali Ultra Rail di Annecy – e così questo arrivo assieme mi è sembrato, oltre che un bel gesto, la cosa più giusta, son0o molto contenta. A volte dover dividere il gradino del podio non piace troppo, ma questa volta è diverso, è stata come una vittoria di squadra”.

La quinta Alpago Ecomarathon, vera e propria maratona montana, che si correva sulla canonica distanza dei 42 km, è stata vinta dal longaronese Christian Salvador (Team Aldo Moro Dynafit) con il tempo di 4h33’05”, ma la vera impresa la mette a segno Silvia Rampazzo (Valetudo Sky running), giunta al traguardo in seconda posizione assoluta a poco più di 3’ dal vincitore maschile, e quasi un’ora prima di Silvia Serafini (Team Salomon Isostad). Ottimo secondo posto tra i maschi per l’atleta di casa Gianpietro Barattin (S.C. Alpago) con il tempo di 4h47’12”, davanti a Luciano Meneghel.

“Il caldo era veramente difficile da sopportare – commenta nel dopo gara Christian Salvador – soprattutto nel tratto finale. Per il resto, il tempo che ho fatto è molto buono, calcolando le condizioni climatiche e il fatto che ho poco più di un mese di allenamento nelle gambe”.

Complimenti all’organizzazione della corsa, invece, da parte di Silvia Rampazzo, che ha avuto anche il tempo di godersi la natura: “Questa è in assoluto l’Ecomaratona che preferisco. È stata la prima che ho fatto, due anni fa, e dato che l’anno scorso non ho potuto parteciparvi a causa di una gara concomitante, quest’anno ho voluto tornarci a tutti i costi. Qui è tutto bello: il percorso, l’organizzazione, e poi in questo periodo dell’anno i prati sono in fiore. La gara è stata dura soprattutto per il caldo, che nei chilometri finali hanno rischiato di farmi prendere un colpo di sole”.

Ottimo successo per la prima edizione della 21K, che ha sostituito la staffetta ed è stata scelta da 190 atleti. Arrivo a pari merito nella gara maschile, con Mario Scanu (Team Dynafit) ed Emanuele Marchi (Atl. Villanuova ’70) che hanno collaborato lungo tutto il percorso, tagliando il traguardo nello stesso momento con il tempo di 1h52’24”. Sul terzo gradino del podio sale così Matteo De Min (S.C. Alpago), giunto al traguardo con un ritardo di 1’ e 25” dal duo di testa. Tra le donne, vittoria per la padovana Tina Sbrissa (Soc. Atl. Brentella Padova) con il tempo di 2h16’25”, davanti alla portacolori dell’Atletica Cortina Marianne Moretti Adimari (1’ e 14” il suo ritardo) e a Francesca Lavezzari (Dolomiti SkiAlp).

“Si tratta di una gara altamente spettacolare – sono le parole di Emanuele Marchi – su di un percorso nervoso e affascinante, anche se oggi era davvero molto caldo. Mario Scanu è partito più veloce, poi ad un certo l’ho ripreso e da lì in poi abbiamo proseguito con ottimo accordo, dandoci il cambio regolarmente, anche perché nessuno dei due aveva più molta benzina in corpo”.
“Il caldo è stato un problema – conferma Mario Scanu – anche se fortunatamente la seconda parte della salita era nel bosco e così ci siamo salvati. Personalmente sono soddisfatto. Ero partito per fare allenamento, dopo una settimana di solo mare e bicicletta. Quando Emanuele mi ha preso, abbiamo subito trovato l’accordo per procedere insieme, ci è sembrato un bel gesto di fair play. Complimenti all’organizzazione, è stato tutto perfetto”.

Mauro Vuerich, a capo del comitato organizzatore, incassa i complimenti e dichiara la sua soddisfazione:

“E’ stata una splendida giornata di sport per tutta la Conca. Anche l’idea di sostituire la staffetta con la 21K è stata ottima: così abbiamo eliminato parecchi problemi logistici, creando una gara che ha avuto un’ottima risposta da parte degli atleti. Ci tengo davvero a ringraziare tutti coloro che hanno dato una mano, dagli sponsor, ai volontari, ai comuni. E’ stata una gran bella dimostrazione di unità d’intenti. Peccato solo aver dovuto modificare all’ultimo momento la parte finale del percorso, a causa di un permesso negato che ci ha impedito di correre lungo il lago. Ma l’organizzazione è stata in grado di individuare in brevissimo tempo un percorso alternativo”.

Oltre allo sport, la bella giornata estiva ha permesso di portare a termine con successo anche la seconda Passeggiata Ecosolidale, come spiega Paolo Bortoluzzi: “abbiamo replicato, anzi, leggermente migliorato i numeri già positivi dello scorso anno. Il gran caldo avrebbe potuto magari creare dei problemi, invece è andato tutto bene”.

Le classifiche complete al link: http://www.ngtiming.com/classifiche/320-alpagoecomarathon-2015

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