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Frane. Federico D’Incà: c’è il problema ma non la norma per prevenirlo

Giu 4th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Nella Regione Veneto la provincia maggiormente colpita dal fenomeno franoso è quella di Belluno, seguita da Vicenza, Verona, Treviso e Padova.
“Ma non esiste invece una normativa specifica e chiara in materia che definisca le competenze degli enti gestori e che consenta ai sindaci di intervenire in fase di prevenzione per la pulizia” denuncia Federico D’Incà del MoVimento 5 Stell. Le ordinanze sindacali, per obbligare i privati a tenere curate le loro proprietà lungo le infrastrutture stradali di rilevanza regionale, provinciale e locale, hanno poca efficacia e molto spesso vengono impugnate davanti al giudice. Inoltre, senza una specifica norma, l’amministrazione ha difficoltà nell’intervento diretto, sia per il problema dell’accesso alle proprietà private (in cui serve consenso), ma anche per il problema della copertura finanziaria soprattutto per interventi in luoghi non agevoli, quali le montagne.

Per quanto riguarda la pulizia di fiumi e torrenti, si segnala come esempio la situazione del fiume Piave, che necessita di lavori di sghiaiamento e pulizia dalla vegetazione in alveo. “Nel comune di Ospitale di Cadore in particolare c’è il problema del ponte sul fiume che «fa da tappo» durante le piene: non è chiara la competenza delle autorità preposte (regione Veneto, guardia forestale, genio civile) che spesso quindi non intervengono per le manutenzioni programmate e si limitano solo a lavori in emergenza, con incrementi notevoli di spesa” prosegue il deputato bellunese che ha inviato un’interrogazione in merito al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

“Chiediamo che vengano avviate delle iniziative volte a definire una norma specifica, di carattere nazionale, che definisca distanze minime di sicurezza degli alberi e delle aree boschive dalla sede stradale, come già esiste per le ferrovie” incalza D’Incà. Così facendo tale norma potrà dare anche il potere ai sindaci di emettere ordinanze nei confronti di tutti i proprietari di terreni a confine con le infrastrutture viarie per l’osservanza scrupolosa delle distanze minime di sicurezza, obbligando i privati, a proprie spese, a verificare ed eliminare i fattori di pericolo per la caduta di alberi. Si potranno così definire tempi certi per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e si daranno gli strumenti alle forze dell’ordine per far rispettare le ordinanze e comminare le sanzioni amministrative in caso di inadempienza da parte del privato.

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2 comments
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  1. Dove c’è cura del territorio non ci sono frane.
    La cura del territorio si fa attraverso una politica di aiuti (e controlli) al settore primario.

  2. Aggiungo che solo con un territorio gestito e ben curato si fa turismo