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Lucia Ruffato: “Idroelettrico? La soluzione è una moratoria regionale sulle nuove concessioni”

Giu 2nd, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Riflettore

Per Lucia Ruffato, ex candidata con Alessandra Moretti e da sempre in campo in difesa dell’acqua bene pubblico, l’unico modo di salvaguardare i fiumi e di conseguenza incentivare il turismo è il blocco delle oltre 100 concessioni per centrali idroelettriche che giacciono in Regione: “Ovvero fare il contrario di ciò che Zaia ha fatto in questi anni”. “Sulla stampa e a parole, per tutti i candidati bellunesi alle prossime elezioni regionali – senza distinzione di schieramento – l’acqua è una delle priorità delle quali il futuro Consiglio regionale si dovrà occupare. Si parla confusamente di ottenere le deleghe per quanto riguarda la gestione dei corsi d’acqua e dell’idroelettrico. Ma è il caso di capirsi: la Regione Veneto queste deleghe – che ci erano state date, che spettavano alla Provincia, nel corso degli anni se le è riprese”.
Lucia Ruffato entra così nel tema a lei caro della salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccessivo sfruttamento idroelettrico: “Il tema è troppo delicato e importante per poter essere liquidato con concetti generici e poche parole di circostanza. Al momento solo per la Provincia di Belluno sono in istruttoria in Regione 100 ulteriori richieste di costruzione di nuovi impianti mini idro, ovvero sotto il Megawatt di potenza.  Stiamo parlando di condotte del diametro anche di più di un metro e lunghe chilometri, quasi sempre a monte di impianti già esistenti. Il risultato? L’intubamento del restante 10% di acque libere che ancora scorrono nei fiumi e nei torrenti delle nostre montagne, per mezzo di impianti che si sostengono solamente grazie agli incentivi statali all’idroelettrico (oltre 1 miliardo di euro all’anno, pagati da tutti noi in bolletta). Ve lo immaginate uno scenario simile, all’interno delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità?”.
Nell’affrontare l’argomento urgono soluzioni concrete, spiega Ruffato, che non lesina critiche all’attuale Giunta che guida la Regione Veneto:
“Queste autorizzazioni vanno contro le direttive europee (in particolare le direttive Acqua Habitat e VIA), come dimostra la procedura U PILOT 6011 2014 ENVI che la Commissione europea ha aperto nei nostri confronti. Purtroppo l’Amministrazione regionale veneta da questo punto di vista si è dimostrata solerte nell’autorizzare, con una serie di delibere ad hoc e ritardi normativi che hanno creato una sorta di Far West in cui vige la legge del più forte, e assolutamente inerte per quanto riguarda la tutela dei corsi d’acqua dimostrandosi completamente indifferente alle istanze presentate dai cittadini bellunesi. Basti pensare alla beffa della delibera regionale sui siti non idonei all’idroelettrico, valida solo per le domande presentate dopo la sua pubblicazione, ma pubblicata quando ormai tutte le domande possibili erano già state presentate”.
“Per risolvere questo problema, in attesa che anche l’Italia si conformi alle regole europee, è necessaria una moratoria regionale che sospenda immediatamente la concessione di nuove autorizzazioni, e la contemporanea revisione delle scelte programmatiche e della normativa. Anche la proposta di privilegiare i Comuni nella costruzione delle centraline arriva fuori tempo massimo ed è ormai superata dai fatti, oltre a non risolvere il problema dello scempio ambientale. Sarebbe invece opportuno rivedere le rendite idroelettriche dei grandi impianti storici e redistribuirne una parte ai comuni che così non avrebbero più necessità di svendere il territorio per fare cassa“. Contemporaneamente è necessario rivedere il sistema degli incentivi, la benzina che alimenta l’assalto alla nostre acque. Se incentivo deve essere, va dato al risparmio e all’uso efficiente della energia, settori dove si potrebbero creare molti posti di lavoro, che si presterebbero meno a speculazioni finanziarie e che avrebbero ricadute molto maggiori e durature sul nostro bilancio energetico. Una moratoria è il primo passo urgente per salvare la Valle di San Lucano, la Val  di Gares, il Grisol, il rio Andraz, il Caorame, lo Stien, il Mareson e decine di altri torrenti“.

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