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Progetto Terna: interrogazione dell’onorevole D’Incà al ministro dello Sviluppo economico e al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

Mag 30th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina
Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Nel febbrario del 2011 Terna spa inoltrava la domanda di un progetto denominato “Razionalizzazione e sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) nella media valle del Piave” al Ministero dell’Ambiente. La società faceva richiesta dell’autorizzazione per la costruzione, ed esercizio, di una serie di interventi sulla rete a 220 kV con l’inserimento di alcuni tratti di elettrodotto in cavo interrato.

Queste opere interessano la Provincia di Belluno, ed in particolare il territorio dei Comuni di Belluno, Ponte nelle Alpi, Soverzene, Longarone, Castellavazzo, Ospitale di Cadore e Perarolo di Cadore, e rientrano tra quelle soggette a Valutazione di Impatto Ambientale nazionale. Inoltre sono da sottoporre a Valutazione di Incidenza e, riguardando la costruzione di elettrodotti facenti parte della rete nazionale di trasporto dell’energia elettrica, sono soggette ad autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto col Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, previa intesa con la Regione Veneto.

L’istanza di VIA, con procedura integrata con la Valutazione di incidenza, veniva presentata nel novembre del 2011 “ed in esito ad essa numerosi Enti pubblici, privati e comitati di cittadini, presentavano osservazioni critiche allo studio di impatto ambientale (SIA), evidenziando gravi carenze progettuali ed una sostanziale sottovalutazione dei reali impatti che gli elettrodotti creerebbero in zone sottoposte a vincolo” spiega il deputato bellunese Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle. Nelle integrazioni del novembre 2012 da parte del Ministero dell’Ambiente viene espressa la necessità di acquisire chiarimenti ed integrazioni, evidenziano la carenza e sommarietà del progetto, sia in riferimento agli strumenti programmatici e pianificatori, anche in relazione all’interferenza diretta con Siti Natura 2000, e alla carta dei valori faunistici e vegetazionali, sottolineando come la cartografia allegata non consenta un’accurata analisi, sia in merito allo studio del paesaggio, affrontato nel SIA in maniera molto generica.

“A titolo di esempio nel Comune di Ponte nelle Alpi un anno fa l’amministrazione ha presentato ai tecnici della commissione nazionale per la valutazione dell’impatto ambientale, giunti per un sopralluogo, le criticità a cui sono sottoposte circa 530 famiglie che vivono sotto i tralicci dell’alta tensione, nonché quelle della scuola elementare, che non può utilizzare 4 aule a causa dei campi elettromagnetici ed infine la vicinanza ai cavi dell’asilo nido e del palazzetto dello sport” sottolinea D’Incà. La presenza poi di enormi tralicci in mezzo al paese, con i cavi che passano appena sopra i tetti delle case determina una situazione che la stessa commissione Via avrebbe definito tra le peggiori in Italia. Emergerebbe inoltre la realizzazione di nuove strutture che verranno armate per un potenziale elettrico che consentirebbe il passaggio della corrente a 380 kilovolt sulle linee bellunesi (limite proibito dal protocollo firmato dalla stessa Terna), ma porteranno soltanto 220 kilovolt. Ciò starebbe ingenerando tra gli amministratori locali il sospetto che Terna stia conducendo trattative separate per costruire un collegamento con l’Austria. Voci però smentite dalla suddetta società.

“Considerato che il territorio del bellunese, è inserito nella WHL dell’UNESCO risulta pertanto opportuno che le necessarie reti infrastrutturali (elettriche, stradali, telematiche, etc.) vengano realizzate con le migliori tecnologie possibili e con il massimo livello di sostenibilità ambientale” ribadisce il deputato. Si necessiterebbe quindi di una rivisitazione del progetto che imponga un più adeguato interramento dei cavi, oltre allo spostamento e/o ridimensionamento di numerosi tralicci, o di interi tratti di linea. Deve essere garantito il non superamento di 0,2 microtesla di campo magnetico, misurato all’esterno di abitazioni e luoghi adibiti a permanenza prolungata di persone per una reale prevenzione dagli effetti a lungo termine dell’interazione elettromagnetica.

“Ho chiesto pertanto al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare di invitare Terna S.p.a. a motivare l’opera e la scelta tecnica di realizzare i nuovi elettrodotti a 220 kV con sostegni e componenti relativi alle linee aeree in semplice terna classe 380 kV, e a fornire gli elementi documentali e progettuali attinenti al futuro sviluppo della rete e l’eventuale progetto di trasformazione della rete a 380 kV per la connessione con l’Austria, al fine di escludere che tali opere possano essere considerate come “frazionamento” di un’unica opera. In relazione all’interferenza diretta con siti natura 2000 si chiede di effettuare l’analisi e il confronto tra tracciati progettuali migliorativi al fine di eliminare o ridurre le interferenze” spiega D’Incà che ha inviato un’interrogazione scritta.

 

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One comment
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  1. Bene!