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Camera di Commercio. Andrea Bona (Bard): “Treviso è in sofferenza, perché la fusione?”

Mag 28th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Andrea Bona

Andrea Bona

“I dati pubblicati dalla stampa locale sul futuro della Camera di Commercio di Treviso sono tutt’altro che rassicuranti: perché insistere con la fusione?”. Andrea Bona, candidato del Bard-Veneto Civico alle regionali di domenica, torna a chiedere al presidente dell’ente camerale bellunese di riflettere sull’aggregazione con Treviso: “Curto vuole percorrere questa strada a tutti i costi, ma il mondo produttivo bellunese è perplesso, e questi dati certo non aiutano”:
Un disavanzo previsto nel 2015 di 2,3 milioni di euro e un taglio ai servizi alle imprese pari al 90% in quattro anni: questa la situazione della Camera trevigiana. “Belluno rischia di fondersi con una realtà che già presenta una situazione difficile – spiega Bona – e i limitati risparmi di gestione ottenuti dalla fusione certo non risolverebbero la questione. Treviso, poi, passerà dagli 8 milioni di euro per servizi alle imprese del 2014 ai 780mila del 2017. Quante speranze ci saranno per le circa 15mila imprese bellunesi, che dovranno confrontarsi con le quasi 95mila aziende trevigiane?”
Bona torna quindi a lanciare con decisione la richiesta di un dialogo con Trento: “Anche l’ente camerale trentino – in via previsionale – dovrebbe chiudere il 2015 in disavanzo, ma i valori sono nettamente inferiori a quelli di Treviso, circa il 50% in meno. L’economia della montagna è totalmente diversa da quella di pianura, per tipologia e necessità di interventi: basti pensare che dal 2005 la Camera di Commercio bellunese adotta come prezzario per le opere edili l’elenco prezzi della Provincia autonoma di Trento. Gli imprenditori continuano a contattarmi per avviare il confronto con Trento; anche l’onorevole Lorenzo Dellai ha rilanciato la possibilità di una collaborazione tra gli enti dell’arco alpino. Torno quindi a chiedere al presidente Curto un segnale forte: ascolti i suoi associati e parli con Trento. Poi, visto che non c’è nessuna urgenza per la fusione, – conclude Bona – ci si può ancora battere a Roma per vedere ridotti i tagli ai diritti camerali, in nome della specificità che consente alla Camere di Belluno e Sondrio di rimanere autonome, escludendole dal “quorum” delle 80mila imprese”.

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6 comments
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  1. La politica dei comunicati stampa.
    Noia….
    (Per quanto mi riguarda, comunque, essendo un Associato della Camera di Commercio di Belluno – Andrea Bona lo è? – chiedo al presidente Curto di attivarsi per una più sinergica unione con la Camera di Commercio di Treviso).

  2. quando leggo le perle di saggezza che il sig. Del Monego quotidianamente ci riserva, ho evidenza dei motivi del completo fallimento della politica bellunese degli ultimi anni: mai una proposta, mai un ragionamento compiuto, solo insinuazioni, insulti, invidia e denigrazione nei confronti di chi fa qualcosa o la pensa in maniera diversa, in una corsa al ribasso, a tirare nella melma, chi si impegna a cambiare le cose… o almeno ci prova…

  3. Abbiamo provveduto a cancellare i commenti di “Del Monego” (pseudonimo di un lettore facilmente riconoscibile per i suoi famosi copia incolla unica specialità che gli riesce) perché denigratori e offensivi.

  4. Non erano copia incolla ma farina del mio sacco gli unici denigratori e offensivi sono i censori faziosi e di parte della redazione ora cancellate pure questo grazie la verita voi non la postate mai ecchecaso

  5. Da Col: «I tagli dello Stato diventano insostenibili, con l’Imu saldo negativo»
    Trasferimenti decimati a Calalzo
    CALALZO Tagli insostenibili, che l’ente locale non riesce più a sopportare. A lanciare l’allarme è Antonio Da Col, assessore al bilancio e ai lavori pubblici di Calalzo di Cadore. «La situazione in cui ci troviamo noi colpisce anche molti altri Comuni. Continuiamo a subire tagli da parte del governo». I trasferimenti a Calalzo ammontavano nel 2011 a 585 mila euro, scesi a 430 mila nel 2012, 371 mila nel 2013, 312 mila lo scorso anno. Fino ad arrivare alla cifra del 2015: circa 183 mila euro. «Quanto la situazione sia complessa e difficile da gestire si vede soprattutto dagli importi che il contribuente crede di versare al Comune, ma in realtà vanno direttamente allo Stato», prosegue Da Col. «Nel 2013 l’Imu versata al Comune ma trattenuta dallo Stato ha superato i 232 mila euro. Cifra salita a 260 mila nel 2014 e nelle previsioni di quest’anno». A parlare è anche il dato che si riverisce all’Imu pagata dai contribuenti direttamente allo Stato per immobili posseduti in territorio comunale: per il 2015 si tratta di 134 mila euro. Negli anni precedenti l’importo era stato di 382 mila (2012), 122 mila (2013) e 125 mila (2014). «Facendo la differenza tra i trasferimenti al nostro Comune previsti per quest’anno e l’Imu che andrà allo Stato, il saldo è negativo, per quasi 212 mila euro», dice ancora l’assessore al bilancio. «Guardando i numeri dal 2011 a oggi, abbiamo subito tagli che si aggirano sugli 800 mila euro. Ma oltre al danno c’è la beffa: il Comune è costretto a fare da esattore per conto dello Stato, con tributi che vengono pagati dai contribuenti al Comune e che poi vanno direttamente a Roma. E il Governo fa rubare ai poveri per dare ai ricchi». «Tra l’altro, in questo momento siamo al lavoro per la redazione del bilancio previsionale 2015», aggiunge. «Ovvio che dovremo cercare di compensare in qualche modo i tagli, ma la nostra intenzione è di mantenere inalterati i servizi. Come, del resto, abbiamo fatto anche negli scorsi anni. Nel 2014 abbiamo mantenuto invariate anche le tariffe, per non creare difficoltà ai cittadini, già colpiti dalla crisi». Martina Reolon

  6. Meglio Trento, non abbiamo nulla in comune con Treviso.