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Lavoro. Aumentano gli over 65 e gli inoccupati che salgono a  11.600 Disoccupazione reale pari all’11,7%, quella giovanile al 30,3% Export + 8,6%. L’analisi dell’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso

Mag 27th, 2015 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina
Rudy Roffarè

Rudy Roffarè

Ecco i dell’andamento bellunese del Mercato del Lavoro nei primi cinque mesi del 2015, illustrati mercoledì 27 Maggio nella sede Cisl di Belluno, da Rudy Roffaré della Segreteria Cisl Belluno Treviso.  I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso su dati forniti dalla Provincia di Belluno, Veneto Lavoro e Istat. Di seguito analizziamo nel dettaglio i singoli ambiti.

 

Alcuni dati demografici come premessa
La popolazione della provincia di Belluno conta 209.430 persone,  in calo dello 0.2% rispetto lo scorso anno, i bellunesi sono il 4,35% del Veneto.
La densità abitativa è di 57 abitanti per km2, mentre in Veneto sono 267.
Gli stranieri residenti sono 13.326 in aumento del 2,7%. Sono il 6,4% sul totale della popolazione mentre la media Veneta è del 10,4%. La percentuale dei nati stranieri sul totale riportato è del 14,2%.
La popolazione in età 0-14 anni è del 12,6%, in calo rispetto al 12,7% del 2013, mentre gli abitanti sopra i 65 anni sono il 24% in aumento rispetto al 23,5% del 2013.
Indice di vecchiaia è di  190,9 contro una media veneta di 146,8 e italiana di 151,4.

 

Economia
18.816 le imprese attive rilevate nel 2014, in calo dello 0.4% rispetto al 2013 (18.895).
Nel 1° trimestre 2015 si registra un’ulteriore flessione, con 18.675 aziende attive  (-0,5% 141 unità).
5.216 le aziende artigiane rilevate nel 2014,  in calo dello 0.9% sull’anno precedente (5.261) e di un ulteriore calo nel  1° trimestre 2015 con  5.176 realtà artigiane attive  (-0,7% 40 unità).
Sono maggiori le aziende che chiudono (5.4%) rispetto alle nuove realtà (4.9%).
Le crisi aziendali nel 2014 sono state 70 (64 nel 2013) coinvolgendo 1.374 lavoratori.

Nel corso del 2014 l’export bellunese è cresciuto dell’ 8,6% (occhialeria 11,4%) contro un aumento regionale del  2,7%.

 

Disoccupazione
Il tasso di occupazione segna un dato positivo con un 67,6%, in miglioramento rispetto al 67% del 2013. La media Veneta è del 63,7%
Le nuove assunzioni al 31 Dicembre 2014 sono state 29.405, un +5,7% rispetto allo stesso periodo 2013.  Le cessazioni registrate sono 30.235, anche in questo caso in aumento del +4,9% con un saldo negativo di 830 persone. Nel 2013 il saldo negativo era di 1.005 persone, si registra quindi una timida diminuzione.
 Il totale degli inoccupati al 31.12.2014 è di 11.600 persone, un aumento del 7,5% rispetto al 2013 quando erano 10.812.
I patti di servizio offerti da “garanzia giovani” sono stati utilizzati, alla data di Aprile 2015, da 1.044 giovani.

I disoccupati in provincia di Belluno sono 10.261 con una percentuale pari al  7,5%, in linea con il Veneto ma  in aumento rispetto al 2013 quando si attestava ad un 7,2%.

La disoccupazione giovanile 15/24 anni è al 30,3%.
La stima dei disoccupati in questa fascia al 31 Dicembre 2014 è di 1.570 persone (1.448 nel 2013 e 842 nel 2010). Nella fascia 25/29 anni 1.331 nel 2014 (2013: 1.273, 2010: 870).

 

Classe d’età
2009
2010
2011
2012
2013
2014
18-24
798
842
948
1.217
1.448
1.570
25-29
817
870
956
1.126
1.273
1.331
30-39
1.890
1.989
2.076
2.270
2.448
2.294
40-49
1.632
1.738
1.933
2.160
2.358
2.306
50 e oltre
1.720
1.925
2.235
2.454
2.688
2.760
Totale
6857
7364
8148
9227
10215
10261

 

L’inoccupazione reale rispetto ad una forza lavoro di 99.000 persone e considerando lo stock di 11.600 inoccupati, è del 11.7%

 

Cassa Integrazione
Le ore di  Cig ordinaria utilizzate al 31 Dicembre 2014 sono  2.333.635 ore, un -38,3% rispetto allo steso periodo 2013 (in Veneto -30%).
La Cig. Straordinaria è pari a  3.025.331 ore, con un  -24,1% sul 2013  (Veneto +15,3%.)
La Cig in deroga registra 579.646 ore utilizzate, un  – 42,5% sul 2013  (Veneto -60,8%).
Il totale complessivo di utilizzo di ore di cassa integrazione a  Belluno diminuisce del 32,3% (Veneto -21,5%, e Italia -6%).
Nel 1° trimestre 2015: il totale Cig. è ulteriormente in flessione  (-1,5% rispetto allo stesso periodo 2014), ma in misura nettamente più moderata rispetto al dato Veneto (-43,1%).

 

L’analisi.
“L’economia bellunese, ancora una volta, evidenzia luci ed ombre. Segnali confortanti, in particolare per il manifatturiero, sono legati al rafforzamento dell’export, già in ripresa ad inizio 2014.  – dichiara Rudy Roffarè Segretario Cisl Belluno Treviso – Dai contatti con le aziende delle nostre categorie del manifatturiero, si registra una significativa ripresa della produzione, confermata anche dai dati sull’utilizzo degli impianti e da una diminuzione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Naturalmente, oltre ad una ripresa dei mercati internazionali, hanno aiutato anche altri fattori quali l’indebolimento dell’euro, determinante per il calo del costo prodotto in Europa e il calo del petrolio, che sta influendo sulla riduzione dei costi energetici e di alcune materie prime.

“La riflessione, tuttavia, deve essere indirizzata su quanto sia giusto contare su elementi e variabili indipendenti dalle nostre volontà o quanto sia piuttosto più corretto, invece, supportare le aziende che hanno investito in tecnologia, in qualità del prodotto e in aggregazioni.  – prosegue Roffarè -Il rischio è quello di continuare ad avere una economia ciclica e non strutturata.”

“Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo segnalare che la ripresa produttiva non si traduce in posti di lavoro: la disoccupazione in provincia è aumentata di 800 unità rispetto al 2013 arrivando a sfiorare il 12% reale.  – continua Rudy Roffarè – L’altro aspetto da evidenziare, è che i dati sono pesantemente condizionati dalle performances delle imprese più grandi, e che godono di una maggiore interazione con i mercati stranieri. Si salvano,  inoltre, le aziende che hanno mercati di nicchia (occhiali per bambini, mercati diretti, innovazione tecnologica e di prodotto, ecc.). Le piccole aziende manifatturiere, le società di servizio, l’edilizia e il legno (con il loro indotto), continuano invece ad essere in difficoltà.

“Il convegno dal titolo “il lavoro in montagna: un futuro possibile”, organizzato dalla Cisl lo scorso 30 gennaio, ha dimostrato quante aziende di qualità e quante ottime idee ci siano nella nostra provincia.  – conclude Roffarè – La scommessa è che ci siano sistemi e infrastrutture adeguate a sostegno delle nostre imprese, siano esse industriali o legate al turismo o ai servizi. La competizione internazionale non la possiamo vincere sui costi, ma sulla fantasia e sulla creatività che le nostre aziende dimostrano di possedere e saper mettere in atto.”

“Il leggero aumento delle persone occupate, analizzato insieme alla costante crescita  della disoccupazione, fanno comprendere come il momento di crisi abbia sollecitato le persone a cercare un lavoro anche per integrare il reddito famigliare e la diminuzione complessiva di capacità d’acquisto che la crisi ha comportato.  – afferma Anna Orsini Segretario Generale aggiunto Cisl Belluno Treviso – Considero positivo e plaudo al dato che le imprese bellunesi riescano a cogliere un contesto più favorevole, grazie anche al  cambio euro/dollaro e al minor costo del greggio, ma vogliamo sottolineare come la tenuta del sistema sia dovuta anche all’azione sindacale che è riuscita  a gestire e a condurre in porto positivamente alcune crisi aziendali di varia natura che hanno riguardato importanti aziende della provincia (ACC, Idealstandard e Safilo). I risultati di oggi  in termini di occupazione – prosegue Orsini –  non sarebbero stati quelli che stiamo registrando se con molta determinazione, coraggio e lungimiranza le associazioni di categoria e i Sindacati non fossero riusciti a perseguire l’obiettivo di tutela del posto e delle condizioni di lavoro, anche accettando condizioni che hanno necessariamente portato ad una riorganizzazione complessiva interna e una negoziazione degli stipendi dei lavoratori.”

 

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