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Camera di commercio. Bona: “Trento lieta di aprire a Belluno”

Mag 23rd, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Lorenzo Dellai

Lorenzo Dellai

“La Camera di Commercio di Trento mi risulta disponibile e interessata a collaborare con Belluno”. Così l’ex presidente della Provincia di Trento, ora in Parlamento, Lorenzo Dellai, apre il dialogo tra i due enti camerali. L’annuncio di Dellai arriva dopo le prese di posizione di Andrea Bona, candidato Bard-Veneto Civico, contro la possibile fusione bellunese con Treviso.

Andrea Bona

Andrea Bona

“In questi giorni, sono stato avvicinato da imprenditori e esponenti delle associazioni bellunesi – spiega Bona – che esprimono le loro perplessità a una fusione con Treviso e mi chiedono se veramente c’è la possibilità di un’aggregazione con Trento. La risposta, come confermato da Dellai, è sì, ma serve un segnale”.
Il tempo corre: secondo indiscrezioni, la decisione della fusione con Treviso potrebbe essere già presa e ufficializzata martedì. Anche per questo Dellai chiede di riflettere e di non prendere scelte che possono compromettere il dialogo: “Una sinergia tra Trento e Belluno è interesse reciproco per i territori. Il riordino dei servizi non può prescindere dai modelli di sviluppo; il tessuto delle imprese bellunesi è simile a quello trentino, non a quello delle realtà venete. L’aggregazione di Trento e Belluno, poi, – conclude Dellai – sarebbe coerente con i risultati ottenuti con l’accordo nazionale dal Bard: il ritorno all’elettività è un passo politico verso l’autonomia, e anche il mondo economico deve muoversi nella stessa direzione, per un’impostazione più dolomitica”.
“La fusione di Belluno con Treviso non sarebbe una semplice aggregazione, – conclude Bona – ma significherebbe il dissolvimento della nostra economia in un sistema completamente estraneo all’area alpina. Ecco perchè la scelta dell’aggregazione con Treviso va stoppata ora, e chiedo al presidente Curto – prima di confermare ogni sua decisione – di aprire un confronto con il suo omologo di Trento”.

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9 comments
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  1. E chiedete di portate a Trento e se possibile anche a Bolzano una bandiera tricolore da esporre come richiesto dal governo italiano. Quando saranno italiani come noi senza che si vergognino a senza privilegi allora si potrà procedere a eventuali fusioni. Io naturalmente chiederò asilo politico altrove.

  2. STERILE PROPAGANDA Per cercare di portare qualche voto alla perdente Moretti …. GAME OVER

  3. I soliti annunci roboanti senza capo ne coda dei perdenti per definizione del Bard che si nascondono dietro una lista civetta del PD.

  4. Proposta da prendere al volo!! Bravo Bona!!

  5. ottima notizia ! avanti allora, e non curiamoci delle nullità contestatrici !

  6. Sempre a chiedere, col cappello in mano, quando garantiamo un residuo fiscale che vale come provincia circa 800 (ottocento) milioni di euro all’anno. BARD, PD, ZAIA, Fratelli di madre snaturata, Forza madre snaturata… come potete accettare questa immoralità? Questa pervicace mancanza di principi? Questo che è colonialismo?
    Anche per questo voglio la madre snaturata fuori dal Veneto quanto prima!!

  7. Merovingio da delle nullita contestatrici ai portatori di verità dopo il 31 maggio vedremo chi è la nullita perchè aldilà dei comunicati fuffa di Veneto Civico le tessere strappate sono molte di piu.

  8. Mario Del Monego anche tu hai strappato la tessera?

  9. Se Trento e Bolzano/Bozen avessero invece esposto la bandiera a mezzasta per commemorare le centinaia di migliaia di vittime Austriache, Tirolesi ed Italiane, sarebbe stata una bella decisione.
    Invece hanno deciso di comportarsi come le scorse due commemorazioni dell’attentato di Cima Vallona, che ricorrerà il prossimo 25 giugno, a proposito del quale vi racconto un fatto che dimostra quale sia l’alta strategia politica del Bard.

    Lo scorso anno (2014), di questi tempi, vista la mancanza di presenza tirolese dell’anno precedente (2013), che già aveva suscitato clamore, pregai più volte il presidente Broccon di invitare l’allora vice presidente Tommasini a mandare una delegazione (mail di allora a disposizione degli increduli). Questo non avvenne, così alcuni avvoltoi politicanti bellunesi ne approfittarono per sparare sui Sudtirolesi.
    Bastasse questo: la loro presenza sarebbe stata propedeutica per organizzare un incontro tra le tre province dolomitiche sul Monte Piana per il mese successivo, così non se ne fece nulla.

    Adesso abbiamo stuoli di “amici” sdtirolesi e trentini che si affannano a sostenere i candidati del Bard che allora non ebbero l’acutezza di capire cosa si doveva fare in una vera prospettiva di collaborazione e pacificazione.

    Così ora una persona corretta, preparata e sicuramente di possibile aiuto per Belluno come Herbert Dorfmann riceve malegrazie, incassando i frutti di una pessima politica espressa anche da parte dei suoi conterrarnei.