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Tutti per il Treno delle Dolomiti. Ecco lo studio sul potenziamento della rete ferroviaria che fece Confindustria Belluno Dolomiti nel 2011

Mag 22nd, 2015 | By | Category: Riflettore, Società, Associazioni, Istituzioni

trenoAssociazioni e categorie chiedono ai candidati alla Regione Veneto che si faccia il Treno delle Dolomiti. Anche ai cittadini piace molto questa idea che ricorda il Trenino delle Dolomiti , quello a scartamento ridotto che dal 1921 al 1964 collegava Calalzo di Cadore, Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco.

Ebbene, se ci sono i finanziatori, le società interessate alla gestione e quant’altro serva alla realizzazione dell’opera, lo studio è già pronto dal maggio del 2011. E’ quello di Confindustria Belluno Dolomiti, che in tredici pagine con grafici e fotografie ne analizza la fattibilità descrivendo il Treno delle Dolomiti e anche la Metro della Valbelluna.

Lo studio si trova nel sito Trans Dolomites  e per comodità del lettore riassumiamo di seguito.

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La provincia di Belluno conta nel suo complesso circa 213mila abitanti in gran parte concentrati lungo la valle del Piave (Valbelluna, parte del Cadore) e nelle aree dell’Alpago e dell’Agordino.
Nel 2008 si registravano circa di 77.000 addetti nel settore privato e 17.000 nella pubblica amministrazione, per un totale di circa 94.000 occupati.
Le attività produttive sono per la maggior parte concentrate nella valle del Piave con la notevole eccezione dell’Agordino. In particolare le maggiori concentrazioni si trovano nella Valbelluna, e nel triangolo Belluno – Longarone – Alpago.
La rete ferroviaria, benché relativamente estesa, è interamente a binario unico e non elettrificata, non è (più) presente un’interconnessione verso nord con la linea internazionale della Val Pusteria. La rete autostradale è limitata al collegamento di Ponte nelle Alpi verso Venezia, all’interno del territorio provinciale è quindi praticamente assente.
Il servizio su gomma è costituito da una rete relativamente fitta di collegamenti che copre in modo capillare l’intero territorio provinciale.
L’apparato informativo deve essere a tutti gli effetti considerati parte integrante del servizio, un servizio affatto o mal comunicato diventa un servizio “invisibile” o limitato a pochi adepti, in fondo il contrario di quello che dovrebbe essere un servizio “pubblico”.

Analisi della domanda di mobilità

Dai dati provenienti dall’indagine Isfort-Audimob 2007 si evince che l’11.9% degli spostamenti motorizzati sono compiuti con il trasporto pubblico.
Restringendo l’attenzione sugli spostamenti sistematici (dati Istat 2001) la percentuale di spostamenti con il mezzo pubblico sale al 20% (dato sempre sostanzialmente più elevato rispetto al resto della regione), particolarmente negativo risulta però il dato relativo al trasporto su ferro che non arriva neanche allo 0.5% (rispetto ad un valore tra 1 e 2% in regione ed intorno al 10% in Svizzera). Un valore così negativo è sicuramente da mettere in relazione con la qualità del servizio sia in termini di estensione della rete, ma soprattutto di organizzazione dell’offerta.
Strategia

Per la valorizzazione del trasporto pubblico in generale e del trasporto ferroviario in particolare si devono considerare i seguenti aspetti:
Sistematizzazione dell’offerta ferroviaria sul complesso della rete esistente con l’istituzione di un servizio di base a frequenza oraria su tutte le fermate servite, con partenze ed arrivi sempre agli stessi minuti (orario cadenzato).
Intensificazione del servizio nei corridoi più forti, con particolare attenzione al triangolo Sedico – Belluno – Ponte nelle Alpi – Longarone – Alpago.
Studio di un collegamento “metropolitano” tra Sedico (con eventuale prolungamento in sede tranviaria verso il centro urbano e gli stabilimenti produttivi) Belluno – Ponte nelle Alpi – Longarone. Allargamento del bacino d’utenza nella città di Belluno con l’istituzione di nuove fermate di tipo urbano.
Valorizzazione delle ferrovie Bellunesi come prodotto turistico di qualità sulla falsa riga del “Glacier Express” (Zermatt – St. Moritz) in Svizzera. Studio dell’anello ferroviario delle Dolomiti con la riattivazione della Calalzo – Cortina – Dobbiaco e la costruzione dell’allacciamento alla linea della Val Sugana (Feltre – Primolano).

Potenziamento del servizio ferroviario: la metro della Valbelluna

II progetto si fonda su due principi fondamentali:
Sistematizzazione e semplificazione dell’orario (Orario Cadenzato)
Miglioramento della capacità di distribuzione

 

 

Il treno delle Dolomiti

Le linee ferroviarie, grazie anche alle sezioni traversali che a parità di capacità sono notevolmente inferiori a quelle stradali, si inseriscono nel paesaggio in modo discreto, spesso arricchendolo con straordinarie opere d’arte. Come i famosi viadotti delle ferrovie Retiche, che sono diventate vere attrazioni turistiche nel mezzo del panorama alpino, o il Gornergratbahn di Zermatt che, in contrasto con il più comune tentativo di escludere qualsiasi elemento estraneo nelle fotografia a tema paesaggistico, viene spesso e volentieri incluso dai turisti come elemento valorizzante nelle foto del monte Cervino.
Il successo della ferrovia come mezzo di trasporto ed attrattore turistico è testimoniato dal successo anche commerciale che ha accompagnato le diverse iniziative che su questo tema si sono susseguite negli anni.

Landwasserviadukt, Albulapass – Svizzera
Riferminenti
Il treno della val venosta
Nel 1990 le FS dichiarano la ferrovia della Val Venosta, Merano-Malles, un „ramo secco“ e decidono di cessarne il servizio. Alla fine degli anni novanta la Provincia Autonoma di Bolzano decide di rilevare l’infrastruttura e di avviarne il risanamento con l’intento di intercettare la domanda sia dei residenti sia dei turisti.
La stazione di Marengo, alle porte di Merano, nel 1999.

La parola d’ordine è integrazione: la ferrovia viene organizzata con cadenzamento orario, con l’aggiunta di treni “veloci” alla mezzora; a Merano vengono assicurate le coincidenze con i treni in arrivo da Bolzano, in diverse stazioni lungo la linea sono garantite coincidenze con bus diretti nei paesi non direttamente sulla linea e nelle valli laterali.

Il risultato è un successo di pubblico oltre le previsioni, la paura di vedere treni vuoti è stata, dopo l’inaugurazione nel mese di maggio 2005, rapidamente sostituita dal timore di non riuscire a trasportare tutti. I passeggeri crescono rapidamente da 1 milione nel primo anno fino 2.7 milioni nel 2009. La straordinaria crescita della domanda ha reso necessario lo studio di interventi aggiuntivi per aumentare l’offerta ad un treno ogni 30 minuti su tutte le fermate.

L’integrazione della stazione di Malles. L’interscambio tra ferrovia e bus (in questo caso l’autopostale verso la Svizzera) è questione di metri.

Evoluzione dei passeggeri trasportati per anno sulla ferrovia della Val Venosta (fonte STA).
Dal 2004 al 2009, considerando tutti i turisti indipendentemente dalla nazionalità, si è registrato un incremento degli arrivi in Val Venosta del 24%, indicando ancora una volta ricadute economiche tutt’altro che trascurabili.

Scenari di sviluppo nella provincia di Belluno
La rete ferroviaria della provincia di Belluno si sviluppa in aree dal notevole valore paesaggistico, la ferrovia stessa, soprattutto nella tratta tra Ponte nelle Alpi e Calalzo presenta passaggi piuttosto spettacolari.

Nel considerare l’attrattività turistica della provincia di Belluno non si può dimenticare Cortina d’Ampezzo, e cioè la sua destinazione turistica al momento sicuramente più famosa. Un collegamento diretto Venezia – Cortina, potrebbe senz’altro porsi almeno sullo stesso livello del Glacier – Express. La riapertura del corridoio nord verso la Val Pusteria, oltre a migliorare l’accessibilità da Germania ed Austria, permetterebbe l’integrazione nell’efficiente e sempre più attraente sistema ferroviario della Provincia di Bolzano. Considerando inoltre il collegamento ferroviario tra la Svizzera e Malles attualmente in fase di studio (primo progetto Interreg finanziato da Cantone dei Grigioni, Provincia di Bolzano e Austria concluso nel 2005, prosecuzione in fase di preparazione), si aprirebbero scenari suggestivi con la creazione di un collegamento ferroviario tra Zermatt e Venezia attraverso St. Moritz, Merano, Bolzano, Cortina e Belluno con caratteristiche assolutamente uniche. Analogamente la realizzazione del collegamento ferroviario Feltre – Primolano, permetterebbe la chiusura di un “Anello Dolomitico” a servizio del Feltrino, Cadore, Pusteria, Val Suagana oltre che delle città di Trento e Bolzano.

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One comment
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  1. finalmente….è bello leggere che se ne riparli….tutti commenti positivi “bipartisan”….staremo a vedere dopo le elezioni regionali quale seguito potrà avere questo bellissimo e importante progetto per il nostro territorio.
    Che non rimangano come al solito parole nel vuoto…..