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sabato, Aprile 4, 2020
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Treno delle Dolomiti. Bard: “Siamo i primi a sostenerlo”

“Siamo i primi a sostenere l’importanza del treno per il nostro territorio”. L’appello della società civile bellunese ai candidati consiglieri regionali a favore del potenziamento del sistema ferroviario e della realizzazione del Treno delle Dolomiti trova immediato sostegno nel Bard.

Alessandra Buzzo
Alessandra Buzzo

“Quello dell’anello ferroviario tra Belluno, Trento e Bolzano è un progetto storico, che come movimento abbiamo riportato alla luce durante l’eurocampagna a favore di Herbert Dorfmann: con lui, aggancio con l’Alto Adige e Strasburgo, abbiamo la concreta possibilità di confrontarci sul progetto con i diretti interessati e cercare in Europa possibili agganci e finanziamenti. Da tempo si parla di chiusura al traffico dei passi dolomitici: il treno è un mezzo ecosostenibile, che rispetta i dettami della Convenzione delle Alpi e i principi di valorizzazione del territorio Dolomiti Unesco. Certo, un’opera così complessa non può essere realizzata dall’oggi al domani, ma grazie al Bard il discorso è sui tavoli di discussione già da tempo”, spiegano Andrea Bona, Alessandra Buzzo e Danilo Marmolada.

Andrea Bona
Andrea Bona

“C’è un altro nodo importante da sciogliere: quello dei servizi. – sottolineano i tre candidati – Dai nostri vicini, le ferrovie funzionano come strumento turistico e sociale, garantiscono trasporto di bici e sci con un trasporto pubblico integrato tra gomma e rotaia. Questo serve anche al Bellunese: le tratte Montebelluna-Calalzo e Conegliano-Calalzo devono passare in mano a chi sa gestire la rete ferroviaria, bisogna ragionare in una prospettiva europea. Serve un servizio ferroviario che possa coordinarsi con quello su gomma; dobbiamo poter portare i cicloturisti da Venezia alle Dolomiti e ritorno tutto l’anno, non solo nei giorni festivi dell’estate, come accadrà tra pochi mesi; dobbiamo collegare le località turistiche bellunesi, trentine e altoatesine e relativi comprensori sciistici, come già fa Bolzano con la Val Pusteria; bisogna garantire mezzi sicuri e confortevoli per i pendolari e gli studenti, anche per fermare lo spopolamento. Con queste proposte e quella del Treno delle Dolomiti si può salvare il servizio ferroviario nella nostra provincia”.

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