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venerdì, 28 Febbraio, 2020
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Pensioni. La politica s’interroghi, se stia facendo il massimo, anche in termini di sacrifici individuali.

Primo Torresin, ex segretario generale Cisl Belluno
Primo Torresin, ex segretario generale Cisl Belluno

L’animata discussione sulle pensioni, dopo la sentenza della Corte sulla mancata perequazione, ripropone ancora una volta un dibattito ancorato non tanto alla situazione economica generale, quanto alla politica e alle prossime elezioni amministrative.

La demagogia politica (da Treccani : pratica politica tendente ad ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni, specialmente economiche, con promesse difficilmente realizzabili) ha prodotto dichiarazioni che inducono a riflettere. Certo, la decisione della Consulta si presta a più interpretazioni, avendo poco tempo prima ritenuto inammissibile un referendum sulla legge Fornero che intendeva modificava il trattamento pensionistico incidendo sui conti pubblici. Due contrapposte decisioni su argomenti simili lasciano quanto meno perplessi e faticano a non essere considerate sentenze politiche. Ma chiedere al Governo che, nell’applicare la sentenza, restituisca tutto a tutti mi pare veramente fuori luogo.

In questi anni di crisi i lavoratori attivi hanno dato tanto, in termini di occupazione (fortemente diminuita) e in termini di salario, ridotto in moltissimi casi per mancanza di commesse o per il mancato rinnovo dei contratti, bloccati ormai da sei/sette/otto anni. L’impegno etico-sociale messo in atto nell’ultimo decennio tra lavoratori (contratti di solidarietà, riduzione di orari individuali per poter lavorare tutti, accordi aziendali al ribasso, ecc.) è ben presente anche nel nostro territorio. Stipendi ridotti anche del 50 per cento hanno consentito però di non sprofondare.

Forse che in un momento così complicato non è possibile chiedere anche ai pensionati di contribuire, secondo il loro reddito?

Chiedere a chi percepisce una pensione superiore a tremila euro mensili di contribuire è per davvero un furto?

No, da lavoratore in quiescenza, io penso che tutti, pensionati compresi, devono fare la loro parte ed è giusto chiedere anche a loro di partecipare in questo periodo stringente per tutti a sostenere la baracca. Tutti dovrebbero concorrere, politica compresa.

E allora la politica farebbe bene a farsi un esame di coscienza per capire se essa stessa stia facendo il massimo, anche in termini di sacrifici individuali.

Primo Torresin

 

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