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L’orgoglio bellunese trafitto sul palco del Teatro comunale. Tutti esauriti i 650 posti per il convegno-spettacolo Belluno la bellezza usurpata

Mag 22nd, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Società, Associazioni, Istituzioni

Vivaio serata con daverioHanno centrato perfettamente il bersaglio con un tutto esaurito dei 650 posti del Teatro comunale gli attivisti dell’Associazione V.I.V.A.I.O. Dolomiti, che giovedì sera hanno messo in scena il convegno spettacolo dal titolo Belluno la bellezza usurpata. Ospite d’onore Philippe Daverio, critico d’arte che ben conosce la realtà bellunese, relatori lo scrittore Francesco Maino, vincitore del premio Calvino 2013, il giornalista Mario Maffucci, il professor Giovanni Campeol, docente di valutazione di impatto ambientale, Gianni Pastella portavoce dei Comitati dei cittadini, Simonetta Buttignon, fondatrice di Vivaio Dolomiti e consigliere comunale. A condurre la serata la giornalista Tiziana Bolognani.
Primo a prendere la parola Philippe Daverio, che ha parlato di bellezza e armonia. “Quello che per noi oggi è bello – ha detto – un tempo non lo era”. E dunque è preferibile parlare di armonia. “I manufatti che oggi ci circondano non sono in armonia con il paesaggio. Nelle case di Cortina si possono trovare sale da bagno decorate con paesaggi di Capri. E chi vi vive, come bloccato da una semi-paralisi li vede belli”. Tutto, insomma, secondo Daverio, è straordinariamente disarmonico in questi anni. “Noi dobbiamo dare un destino al futuro del Paese. Io credo che difendere l’estetica sia come reinventare lo strumento per la competitività di domani. Recuperare il passato per garantire il futuro. L’industria pura, quella del 20mo secolo, oggi è superata, ora abbiamo una grande partita da giocare, quella dell’industria di qualità”.
Mario Maffucci, autore e giornalista Rai, non ha risparmiato la sua critica circostanziata alla Fondazione Dolomiti Unesco, colpevole – secondo l’autore televisivo – dopo 6 anni dalla sua costituzione di non esser riuscita a comunicare il valore del marchio delle Dolomiti bellunesi. “La Fondazione, inoltre, – ha detto Maffucci – non ha obiettivi chiari come impone la legge n.150. La Morandini, segretario generale, sta improvvisando. In questi 6 anni la Fondazione ha perso di credibilità, un grande bluff gestito con soldi pubblici”. Nemmeno con i bellunesi, Maffucci è stato molto tenero. “Secondo i dati di Unioncamere il brend Patrimonio dell’umanità consente prestazioni superiori alla media. Ma per i bellunesi le Dolomiti erano belle prima e sono belle ora indipendentemente dall’importante riconoscimento, che non è stato sfruttato. Eppure ci sono luoghi Patrimonio dell’umanità che hanno creato flussi turistici esclusivamente fondati su un’alba o su un tramonto”!
Francesco Maino, avvocato e scrittore, ha ripercorso il suo viaggio lungo il corso del Piave, citando i grandi nomi della letteratura che hanno abitato quelle zone, da Zanzotto a Hemingway.
Gianni Pastella, portavoce dei Comitati dei cittadini che si sono opposti al progetto dell’elettrodotto Terna, ha focalizzato l’attenzione sugli effetti derivanti da un progetto tecnologicamente superato che Terna vuole imporre al territorio. “La centrale di trasformazione di Polpet – ha detto – alzerà l’amperaggio su tutte le linee, con il conseguente aumento dei campi elettromagnetici in danno alla salute dei cittadini. Eppure, quando abbiamo proposto di adottare l’interramento dei cavi a Terna come è stato fatto in altre Regioni d’Italia, abbiamo trovato l’ostruzionismo di cinque sindaci che altro non hanno fatto che delibere per chiudere in fretta la partita!”
Molto interessante anche l’analisi fatta dal professor Giovanni Campeol. “L’Impero romano costruiva porti e strade efficienti. Questo territorio non ha un valico alpino – ha detto – mentre il Friuli ne ha due e il Trentino uno. Per portare le nostre merci nel Nord Europa dobbiamo prima farle scendere in pianura e poi risalire attraverso il Brennero. Nessuno deve disturbare il manovratore. Per alleviare il traffico estivo l’Eurac ha detto che bisogna chiudere i passi. Vogliono semplicemente trasformarci in una Colonia Dolomitica”. Campeol, insomma, sostiene lo sbocco stradale a Nord, quello che proprio ieri, nelle richieste di associazioni e categorie ai candidati alle regionali avevamo visto che mancava. Ossia il famoso “Terzo valico delle Alpi” (oltre a quelli del Brennero e Tolmezzo), ossia il vecchio progetto autostradale della Venezia-Monaco che il 22 dicembre del 1960 confluì nella costituzione della Società per l’Autostrada di Alemagna e che nel tempo accreditò la bellezza di 108 enti pubblici distribuiti nelle province di Padova, Treviso, Belluno, Vicenza, Venezia e Pordenone. Un «contenitore» oramai dismesso, che avrebbe potuto realizzare il collegamento veloce tra Venezia e Monaco di Baviera (poco più di 400 chilometri) in un tempo di quattro ore o poco più. Con la collaborazione dell’Austria che certamente avrebbe ancora interesse ad aprire un corridoio commerciale-turistico per il Nord Europa. Amara la conclusione del professore che racconta la sua esperienza quando era segretario della Fondazione Dolomiti Unesco: “Mi dissero, Campeol stai fermo, prenditi lo stipendio e non rompere le balle”.
In chiusura l’intervento di Simonetta Buttignon, che ha esortato i bellunesi a non assumere quell’atteggiamento di subalternità da periferia dell’impero. Oltre a riferire che l’immagine diffusa in certi ambienti dei bellunesi è quella di “sindrome da Vajont”. “Serve dunque – ha detto l’avvocato Buttignon – una nuova cultura progettuale per la nostra montagna”.
Roberto De Nart

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10 comments
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  1. ma feme capir: in sto vivaio un l’è contro le opere he distruggono il territorio (elettrodotto) e quel’altro a favore dell’autostrada che distrugge l’ambiente Dolomitico? Meteve daccordo !!

    P.S. Campelo, l’autostrada fala a casa toa !

  2. si, si prolunghiamo l’autostrada, magari affidando il progetto agli stessi progettisti del tratto Vittorio Veneto – Fadalto… poi tra vent’anni organizziamo un altro convegno e chiamiamo Daverio (tanto di cappello) a parlare di armonia e bellezza…

  3. Fatemi capire. Orgoglio di che? Un critico d’arte – bravissimo – che siringa giustamente ottimismo, uno scrittore trevisano, un tizio contro Terna e un altro contro l’autostrada. una delusa consigliera comunale in cerca di un palco, e lo ha trovato. se non fosse stato per il grande Daverio, il Comunale sarebbe andato deserto…

  4. Simbad, che ti succede, non sarai mica invidioso del successo di pubblico. Rilassati

  5. Ciao Darione e lukas….può darsi abbiate ragione sul terzo valico; personalmente forse anch’io valuterei altre strategie, ma credo ci voglia una visione più ampia e quello che ha detto il prof. Campeol ieri sera non è altro che “un’amara fotografia” dello stato attuale del nostro territorio (e della nostra economia)…. e direi che non ce la passiamo proprio bene.
    Sarebbe interessante incontrarci e discutere insieme di questo tema molto importante.
    se volete il io indirizzo mail è il seguente
    info@oficinatecnica.it

  6. Simbad…ma che cosa ci facevi al comunale? Curiosone

  7. Caro Simbad,

    effettivamente volevo fare la ballerina ma il mio fisico non me lo permette, la cantante ma la mia voce è mediocre ho dovuto quindi, per trovare un palcoscenico su cui esibirmi, sfruttare VIVAIO :-))))
    Il mio enorme EGO è soddisfatto.

    Il Tuo che problemi ha visto che non hai mai il decoro di identificarti?

    una consigliera delusa (certo che ne sai di tutti….)

  8. autostrada?! effettivamente non hanno le idee molto chiare…

  9. Autostrada? Mi pare fuori tempo.
    L’anello in treno, Feltre-Valsugana e Calalzo-Dobbiamo invece mi pare intelligente!

  10. FORZA RAGAZZI…..!!!!! TUTTE SU SUL TRENO