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mercoledì, 26 Febbraio, 2020
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Impianti a fune Regione Veneto. Diego Vello: “Non possiamo parlare di turismo montano, se non si investe sugli impianti a fune”

Diego Vello
Diego Vello

Diego Vello si esprime in merito alle problematiche che sono strettamente legate agli impianti a fune.  “In questi ultimi anni, con la giunta Zaia, si è investito troppo poco nel settore degli impianti a fune: è evidente che per la Regione Veneto, esistono settori turistici di serie A e di serie B.
Non possiamo parlare di turismo montano, se non si investe sugli impianti a fune – prosegue il candidato alle regionali della lista Tosi –  in quanto si tratta di un motore economico attorno al quale, ruotano migliaia di attività commerciali e imprenditoriali.
Sono stati stanziati meno di due milioni di euro in 5 anni sia sugli impianti che sull’innevamento, è stata fatta decadere la legge 33 sul turismo senza inserire i regolamenti attuativi per quella ora in essere, limitando di fatto l’accesso a credito agevolato da parte delle PMI delle nostre aree.”
“E’ doveroso mettere a disposizione maggiori risorse per modernizzare l’innevamento programmato, oggi necessario per poter garantire piste innevate anche ad inizio stagione – continua il candidato al consiglio regionale del Veneto –
Dobbiamo quindi credere nel miglioramento degli stessi impianti di risalita ed oltre a ciò, eliminare la fideiussione richiesta dalla Regione Veneto alle società per la costruzione di nuove piste e impianti a fune; un assurdo balzello, questo, che blocca lo sviluppo degli investimenti nel turismo invernale.
Altro problema dove sarà necessario battere i pugni è quello dell’IMU sulle stazioni funiviare, e la Regione dovrà’ assolutamente farsi partecipe di questa battaglia, pressando il governo italiano affinché legiferi ripristinando l’esenzione del pagamento.
Se infatti le società bellunesi saranno costrette a pagare questa tassa, molte rischiarerebbero la chiusura per gli eccessivi costi.”
Conclude Vello “Sarà mio impegno avere un occhio di riguardo per questo settore strategico nell’economia montana, considerato prioritario dai nostri vicini altoatesini ed austriaci, e non da una Regione come il Veneto, che in questi anni non l’ha sostenuto in maniera adeguata.”

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