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mercoledì, 26 Febbraio, 2020
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In oltre trecento in centro Belluno contro il disegno di legge La buona scuola di Renzi

manifestazione scuola 1La scuola è nostra e ce la riprenderemo” scandiva lo slogan che ha accompagnato la manifestazione contro il Ddl La buona scuola di Renzi martedì sera per le vie di Belluno. In oltre trecento tra professori, studenti e personale non docente, uniti nella stessa lotta, hanno partecipato alla “Passeggiata illuminante” promossa dalle Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda.
La mobilitazione era mirata alla modifica di alcune parti della norma attualmente in discussione in Parlamento. In particolare la parte riguardante le assunzioni del personale precario che risolvono solo parzialmente il problema e quella concernente le prerogative del dirigente affinché si esercitino in modo condiviso, valorizzando le sedi contrattuali e partecipative, salvaguardando ruoli e competenze degli organi collegiali e dei soggetti che rappresentano i lavoratori e l’utenza.

“Mi rifiuto di chiamarla riforma – ha detto Walter Guastella segretario generale della Federazione Lavoratori Conoscenza Cgil Belluno – questo Ddl minaccia di liquidare la scuola”.

“Il problema più grave del disegno di legge – ha detto un docente – è la delega in bianco che viene data al governo. Ossia il potere di decidere sulla nostra sorte”.

Livio D’Agostino, segretario generale del sindacato Gilda di Belluno, ha parlato di “una bomba ad orologeria” contenuta nel ddl. “Da qui a 18 mesi, il governo, in forza delle deleghe, potrà legiferare a suo piacimento. Prima delle elezioni politiche chiuderanno l’intera partita”.

Loredana, insegnante della scuola primaria statale, ha sottolineato il valore costituzionale della scuola pubblica, “che dovrebbe essere finanziata prima di quelle private. Invece non abbiamo il materiale necessario lavorare con i bambini. Inoltre – ha concluso l’insegnante – non siamo nominati nel ddl e non sappiamo che fine faremo”.

 

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